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25 GIUGNO 1964: TERMINA IL PRIMO GOVERNO DI CENTRO-SINISTRA ITALIANO

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Quella del 1964 è un’estate piena di tensione sia per il Paese, sia per il mondo del calcio. Mentre alcune società sono impegnate negli usuali

tornei di fine stagione: Coppa delle Alpi, Coppa dell’Amicizia e via discorrendo, altre stanno già pensando alla stagione successiva. In particolare I campioni d’Italia del Bologna ancora scossi dalla tragica scomparsa del loro presidente Renato Dallara. Al suo posto viene eletto Luigi Goldoni proprietario di alcune famose ditte produttrici di profilattici.

Peraltro le tensioni maggiori arrivano da quanto accade nei palazzi del potere. Il 25 giugno, per solo 149 milioni di lire che dovrebbero andare a finanziare le

scuole private, cade il governo Moro per 7 voti, pur essendo una questione di principio più che di sostanza. Logicamente si è trattato solamente di un pretesto per far cadere un governo che ha preso alcuni provvedimenti impopolari, sia per i

partiti del centrosinistra, sia per molti laici della stessa Democrazia Cristiana. Questi hanno colpito alcune fasce deboli della popolazione penalizzando

contemporaneamente anche gli interessi della grande industria automobilistica. La tassa sulle auto, l’aumento della benzina e la disciplina sulle vendite rateali hanno

preso di mira proprio il maggior gruppo capitalistico italiano e naturalmente quello parallelo (gomma, metalmeccanico ecc.). Se
i deboli non possiedono la forza necessaria per far valere le proprie ragioni, per gli altri non è la stessa cosa. Non solo condizionano la politica, ma la guidano.

Sul piatto c’è anche un’altra questione scottante: riguarda il piano urbanistico. Dopo l’accantonamento della proposta del democristiano Sullo, affossata dal suo

stesso partito, il socialista Pieraccini, Ministro dei Lavori Pubblici, presenta un disegno di legge secondo il quale, riprendendo in parte i concetti del collega,

alla concessione del diritto di superficie sui terreni espropriati e urbanizzati, va effettuata una vendita all’asta disciplinando su di essi le costruzioni dei

privati.
Lo stesso Presidente del Consiglio Aldo Moro ha accantonato la questione adducendo come pretesto il fatto che il Presidente della Repubblica Antonio Segni non avrebbe

mai firmato una legge che avesse nazionalizzato la casa. Gli interessi dei palazzinari sono stati preservati con buona pace dell’armonia architettonica di intere

città. Questi sono stati alcuni dei motivi che hanno portato alla crisi di governo, una crisi dura e, ma lo sapremo in seguito, ad un certo momento drammatica.

Tre giorni dopo in Francia si corre il locale Gran Premio di Formula Uno, quarta prova del mondiale nefasta per le Ferrari, lontane dalla zona punti, e per il leader

della classifica Jim Clarck, il quale vede avvicinarsi il rivale Graham Hill, secondo alle spalle del vincitore Dan Gurney su Brabham.

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