CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

POLEMICHE ED EPURAZIONI DEL POST MONDIALE CILENO

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La nazionale azzurra torna dal Cile tra polemiche roventi: la critica accusa la conduzione tecnica della squadra, rea di non aver osato più di tanto contro la Germania Ovest, compagine nella quale militano ottimi talenti, ma non certo irresistibile, per giocarsi tutto nello scontro diretto coi padroni di casa. Critiche altrettanto pesanti vengono mosse pure nei confronti degli oriundi, incapaci di fornire prestazioni secondo le loro possibilità; in particolare hanno deluso le stelle Sivori ed Altafini i quali non hanno inciso per nulla sulla kermesse cilena.

Il gruppo guidato dalla diarchia Mazza-Ferrari passerà alla storia per non aver avuto un’anima in quanto in esso hanno trovato posto troppi stranieri. Ed eccolo l’annoso problema del calcio italiano: gli stranieri! Sotto accusa vanno anche le società, colpevoli di inserirne troppi negli organici togliendo il posto ai talenti nostrani (peccato che mai come ora stiano esplodendo così tanti giovani campioni indigeni).

Naturalmente, la stampa punta il dito anche contro l’arbitraggio scandaloso dell’inglese Aston il quale ha permesso ai padroni di casa cileni di tutto e di più, punendo sistematicamente le reazioni dei nostri calciatori ai brutti falli dei cileni. Volutamente però (chissà perché), , i ” soloni” frequentanti le tribune stampa tacciono la vera causa di tanto odio nei confronti della spedizione azzurra, un odio fomentato dagli articoli apparsi sui quotidiani italiani che non hanno perso alcuna occasione per denigrare il Paese ospitante. Conseguenza di tutto ciò è l’allontanamento dalla guida azzurra di Paolo Mazza, il quale in verità sarebbe tornato comunque alla sua Spal e Giovanni Ferrari, per sostituirlo con Edmondo Fabbri, talentuosa mezz’ala di Inter ed Atalanta negli anni quaranta, artefice del miracolo Mantova portato in quattro stagioni dalla quarta serie alla massima divisione. Vengono accantonati Sivori ed Altafini, privando le competizioni future della presenza di due autentici fuoriclasse; per il brasiliano, in particolare, c’è il rammarico di aver dovuto concludere la propria attività a livello di nazionale a soli 24 anni.

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