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MILAN-BENFICA 2-1: ROSSONERI SUL TETTO D’EUROPA CON L’ITALIA!

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Per il terzo anno consecutivo, almeno una formazione italiana giunge all’atto finale di una competizione continentale. È il segno che qualcosa,

all’interno di un movimento da troppo tempo alla ricerca di sè stesso, si sta muovendo. L’avversario è uno di quelli da togliere il sonno: arriva il Benfica due volte

campione in carica, ulteriormente rafforzato da un Eusebio in continua crescita; se l’anno precedente il giocatore si è presentato al mondo come grandita sorpresa, ora

è diventato un fuoriclasse consapevole della propria forza. Nereo Rocco, dal canto suo, può contare sulla volontà di rivalsa di Josè Altafini, la cui immagine è uscita

a pezzi dal mondiale cileno, e su quella di entrare nella storia di giocatori come Cesare Maldini e Gianni Rivera.

COPPA DEI CAMPIONI – FINALE – Wembley (Empire Stadium) – mercoledì 22 maggio 1963
MILAN – BENFICA 2-1

RETI: 18’ Eusebio (BE), 58 e 66 Altafini.

MILAN: Ghezzi, David, Trebbi; Benitez, Maldini C. (cap), Trapattoni; Pivatelli, Sani, Altafini, Rivera, Mora. ALL.: N. Rocco.

BENFICA: Cavem, Cruz, Fernandes; Machado, Coluna, Josè Augusto; Santana, Torres, Eusebio, Simoes, Riera. ALL.: A. Costa Pereira.
I lusitani sono i grandi favoriti per la conquista della coppa (per loro sarebbe la terza consecutiva) e scendono in campo con grande personalità.

L’inizio per il Milan è tremendo e tutto sembra compromesso quando al 18′ Eusebio sfugge a David, Trapattoni non riesce a recuperare e la “Pantera nera” porta in

vantaggio il Benfica. Maldini, leader in campo designato da Rocco, decide il cambio di marcature mandando Benitez su Torres e affidando Eusebio alle cure di Giovanni

Trapattoni. Altafini spreca una grande occasione per pareggiare ma i lusitani, diretti magistralmente da Mario Coluna, continuano il loro dominio fino a quando un’

entrata ai limiti del regolamento di Gino Pivatelli sul regista portoghese non spegne la luce ai “campioni in carica”. Coluna, infatti rimane in campo per onore di

firma, ma il suo rendimento diventerà presso che nullo.

A questo punto salgono in cattedra Dino Sani e Gianni Rivera il quale, per due volte innesca Altafini, bomber di coppa, che non si fa pregare per rimpinguare il

proprio bottino personale. E’ il trionfo del Milan, di Nereo Rocco e soprattutto del calcio italiano. Ricordiamo che ben sette calciatori di questa squadra hanno

partecipato al fallimento cileno uscendo, non solo per responsabilità loro, con le ossa rotte a livello d’immagine. Pertanto la conquista del massimo trofeo

continentale per club costituisce senz’altro una grande rivincita.

Gioisce l’intero movimento nazionale: la Coppa dei Campioni del 1963 è il primo grande trofeo conquistato dopo l’ultima Coppa del Mondo del 1938.

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