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LE PRINCIPALI OPERAZIONI DI MERCATO DELL’ESTATE 1962

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In questa selva di polemiche trova comunque spazio il calcio mercato, momento affascinante perché, al suo termine, tutti possono sognare una squadra migliore per la stagione successiva. L’operazione principale è senz’altro lo scambio Milan Juventus Mora-Salvadore. I campioni in carica rinforzano la rosa in vista della Coppa dei campioni acquistando Giuliano Fortunato dal Vicenza, Emanuele Del Vecchio dal Padova e portando in Italia un certo Germano, primo calciatore di colore a vestirsi di rosso-nero. I cugini rispondono prelevando Burgnich dal Palermo, Maschio dall’Atalanta e puntando su un’ala brasiliana, tale Jair da Costa. Come si vede il mercato dei campioni del mondo è molto appetito; in questa stagione ne arriveranno altri. La Juventus, costretta a rinnovarsi dopo il pessimo campionato precedente che l’ha vista terminare appena sopra la zona salvezza, porta in Italia Miranda e lo affianca con il connazionale, rivelazione del Venezia, Siciliano. Tuttavia il colpo principale della campagna acquisti dei bianco-neri è l’acquisto del grintosissimo mediano del Real Madrid Luis Del Sol.

Molto attiva si dimostra anche la Roma: dal primo luglio è diventato presidente Franco Marini Dettina, manager tifoso intenzionato a fare il meglio possibile per i suoi colori. Per la panchina ingaggia il pluri titolato Luis Carniglia e porta dalla Svezia l’esperto difensore Bergmark, con l’intento di rinforzare il reparto più debole della compagine.

Un’altro grande colpo lo mette a segno il Bologna che si assicura le prestazioni della mezzala tedesca Helmut Haller. La Sampdoria porta dal Brasile il centravanti Da Silva, mentre la Spal prende il suo connazionale De Souza.

Pure le tre neo-promosse non rimangono a guardare: in un complesso già da serie A il Genoa inserisce gli stranieri Koelbl ed Almir. Il Napoli, attanagliato da una grave crisi societaria con Achille Lauro in lotta con tutto l’ambiente, acquista dalla Juventus la mezz’ala Umberto Rosa e porta dal Brasile Faustinho Canè. La leggenda narra che il “comandante” Lauro abbia acquistato il giocatore non perché fosse a conoscenza di particolari doti tecniche, ma per la sua bruttezza.

Il 1962 segna il ritorno in serie A del Modena dopo 13 stagioni. La dirigenza emiliana vuol fare le cose per bene e porta in Italia il tedesco Bruels al quale affianca l’ancora sconosciuto Cinesinho.

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