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L’ITALIA TRA DISTENSIONE E VACANZE

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Rispetto all’estate precedente il clima sociale in Italia sembra molto più disteso: non che i problemi siano svaniti, ma sembra cambiare il modo di affrontarli. Nel muro d’incomunicabilità eretto dalla Democrazia Cristiana da un lato e dal Partito comunista dall’altro, inizia ad intravvedersi qualche crepa causata dalle aperture verso sinistra volute da Amintore Fanfani il quale prende in considerazione la possibilità di aprire l’esecutivo al Partito Socialista. L’opera del Presidente del Consiglio toscano è senz’altro facilitata dal nuovo atteggiamento che la Chiesa ha preso nei confronti del socialismo, visto non più come male assoluto, bensì come insieme di valori con i quali confrontarsi. L’artefice massimo di questo mutamento è senz’altro Papa Giovanni XXIII, l’uomo che secondo i piani doveva costituire un momento di pausa tra due grandi intellettuali come il defunto Papa Pacelli e il futuro Papa Montini, ma che cambierà la Chiesa e il mondo come non pochi! La visita della figlia del Segretario del Partito Comunista sovietico Krushev in Vaticano sarà il suggello di questa distensione, che si riflette anche nei rapporti tra mondo cattolico e mondo socialista italiano.

In questo favorevole contesto sociale prosegue lo sviluppo della tradizione delle vacanze estive. Dai grandi centri industriali del nord in agosto si
Riversano sulle strade file di automobili, per lo più FIAT 600, dirette verso le località della Romagna o della Toscana, dove, per 600 lire al giorno, troveranno alloggio presso albergatori improvvisati pronti a dare il via ad un nuovo fenomeno economico.

Molte di queste auto sono invece dirette a sud dove gli emigranti tornano per far visita ai vecchi genitori o ai vecchi amici che ammirano il frutto di cotanto successo e per qualche momento possono dimenticare l’umiliazione di sentirsi “sopportati” quando non discriminati nei loro luoghi di lavoro. Infatti in questi anni si sta aprendo il problema della forte emigrazione interna che, favorita pure dall’abrogazione della legge fascista riguardante i flussi migratori, in pochi anni andrà a sconvolgere l’assetto urbano delle grandi metropoli.
Milioni di persone spesso senza casa e senza occupazione vi si riverseranno in cerca di fortuna creando non pochi disagi alla popolazione residente che spesso reagirà in modo incivile. Nasce in questi anni la divisione tra “polentoni” e “terroni”.
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