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DUE VITTORIE PRE-MONDIALI PER LA NAZIONALE TARGATA FERRARI-MAZZA

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A questa splendida gara hanno assistito anche i calciatori azzurri in ritiro per preparare la trasferta cilena. La federazione, per quale motivo non si sa, ha deciso di affiancare a Giovanni Ferrari, tecnico che fin qui ha ottenuto buoni risultati, Paolo Mazza, ottimo scopritore di talenti nella sua Spal, ma un incognita per quanto riguarda il rapporto con i grandi fuoriclasse e in questa squadra ve ne sono di autentici!

Il primo banco di prova è costituito dall’amichevole programmata per il sabato successivo contro la Francia. Esordiscono Luigi Radice, il romanista Menichelli e l’atalantino Humberto Maschio che, con Omar Sivori, va a ricostituire la coppia di mezz’ali che cinque anni prima aveva dato all’Argentina la Coppa del Sudamerica.
231: Firenze (Stadio Comunale) -sabato, 5 maggio 1962 – ore 16,00

ITALIA – FRANCIA 2-1 (Am.)

RETI: 28′ Piumi (F), 47′ e 51′ Altafini

ITALIA: L. Buffon (Inter) 13 (cap.), Losi (Roma) 8, Radice (Milan) 1, Salvadore (Milan) 4, C. Maldini (Milan) 5, Marchesi (Fiorentina) 2, Mora (Juventus) 9, Maschio (Atalanta) 1, Altafini (Milan) 3, Sivori (Juventus) 6, Menichelli (Roma) 1. C.T.: P. Mazza e G. Ferrari.

FRANCIA: Ferrero, Wending, Rodzik, Mayran, Lerond, Piumi, Kopa (cap.), Goujon, Bruey (46′ Hidalgo), De Bourgoing, Robuschi. C.T.: Verriest.

ARBITRO: Kandlbinder (Germania Ovest).

SPETTATORI: 45.000
La nazionale reagisce bene nella ripresa al vantaggio francese grazie a José Altafini implacabile quando si trova davanti alla porta. Il morale in seno all’ambiente azzurro aumenta anche perché ci si rende conto di poter disporre di un organico ricco di fuoriclasse.

Il giorno successivo si disputano le semifinali di Coppa Italia.
COPPA ITALIA SEMIFINALI: domenica 7 maggio 1962

Napoli – Mantova 2-1

SPAL – Juventus 4-1

Napoli e Spal, le cui rose non sono state toccate, accedono alla finale di coppa sconfiggendo il Mantova privo di Sormani, e la Juventus priva di pezzi importanti come Bruno Mora ed Omar Sivori. Per i torinesi la stagione si è risolta in un autentico fallimento.

Intanto la Fiorentina si reca a Glasgow per difendere la Coppa delle Coppe conquistata l’anno precedente. Di fronte ci sono gli spagnoli dell’Atletico Madrid, società capace di conquistare la Liga spagnola tre stagioni prima.
COPPA DELLE COPPE: FINALE – Glasgow (Hampden Park) – mercoledì 10 maggio 1962
FIORENTINA – ATLETICO MADRID 1-1 d.t.s.

RETI: 11′ Peirò, 27′ Hamrin

FIORENTINA: Albertosi, Robotti, Castelletti; Malatrasi; Orzan, Marchesi; Hamrin, Ferretti, Milani, Dell-Angelo, Petris.

ATLETICO MADRID: Madinabeytia, Rivilla, Calleja; Ramirez, Chuzo Gonzalez, Glaria; Jones, Adelardo, Mendonca, Peiro, Collar.

SPETTATORI: 27.000
Kurt Hamrin risponde alla rete iniziale di Joachin Peirò, dopo di che le due formazioni si combattono per 120 minuti, senza riuscire a sovrastarsi. Si rende necessaria la ripetizione della partita, ma gli imminenti impegni internazionali costringeranno le due squadre a contendersi il trofeo nel prossimo settembre, praticamente in contemporanea col derby iberico di Coppa delle Fiere tra Barcellona e Valencia.

Nel frattempo la nazionale si reca in Belgio, nazione verso la quale è ricominciata l’emigrazione d’Italiani di origine meridionale o veneta, pronti a scendere in miniera per garantire a sé stessi e alle loro famiglie un futuro migliore. Molti si ammaleranno, altri non torneranno, ma il Paese intero ne trarrà beneficio, essendo ancora valido l’accordo commerciale che garantisce all’Italia il pagamento di 50 chilogrammi di carbone mensili per ogni uomo valido inviato nel sottosuolo belga.

In questa gara esordiscono il portiere del Palermo Carlo Mattrel, scaricato frettolosamente dalla Juventus, assieme a due giovanotti destinati a diventare i simboli delle squadre in cui militano: Giorgio Ferrini, centrocampista di grandissimo temperamento e Gianni Rivera, il talento puro del nostro calcio per il quale tutti prevedono un futuro da fuoriclasse alla stregua di “Peppino” Meazza e Valentino Mazzola.
232: Bruxelles (Stade Heysel) – domenica, 13 Maggio 1962 – ore 16,00

BELGIO – ITALIA 1-3 (Am.)

RETI: 22′ Menichelli, 52′ Van Himst (B), 61′ e 89′ Altafini

BELGIO: Nicolay (cap.), Baré, Raskin, Hanon, Lejeune, Lippens, Jurion, Van Himst, Claessen, Van den Berg, Paeschen (46′ Puis). C.T.: Vandenstock.

ITALIA: Mattrel (Palermo) 1, Losi (Roma) 9 (cap.), Radice (Milan) 2, Salvadore (Milan) 5, C. Maldini (Milan) 6, Trapattoni (Milan) 7 (46′ Castelletti (Fiorentina) 7), Ferrini (Torino) 1, Rivera (Milan) 1, Altafini (Milan) 4, Sivori (Juventus) 7, Menichelli (Roma) 2. C.T.: P. Mazza e G. Ferrari.

ARBITRO: J. Hansen (Danimarca).

SPETTATORI: 50.000

Il trio composto da Rivera, Altafini e Sivori dà spettacolo e fa sognare. Per gli immigrati in Belgio questa è senz’altro una domenica felice in quanto hanno visto la loro nazionale trionfare proprio su quel suolo che: da un lato dà loro il pane, ma dall’altro li costringe a sentirsi “inferiori”. Ancora qualche settimana ed inizia il mondiale, competizione da affrontare con il morale alle stelle. Tutto l’ambiente, stampa compresa, è euforico, fin troppo. Ci si lascia andare a dichiarazioni di vittoria,
arrivando persino a contestare l’assegnazione dei mondiali al Cile, Paese da qualcuno ritenuto troppo arretrato. Vedremo le conseguenze di un simile atteggiamento.
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