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LA SCOMPARSA DI FAUSTO COPPI E L’INAUGURAZIONE DELLO STADIO SAN PAOLO

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Il 2 gennaio muore Fausto Coppi, in seguito ai postumi di una malaria curata intempestivamente, che il ciclista aveva contratto durante una corsa svoltasi in Africa. Lascia questa terra uno dei simboli della ricostruzione post-bellica. Assieme all’amico-rivale Gino Bartali, Coppi ha tenuto alto l’onore dell’Italia all’estero e in Patria. Nonostante egli non abbia mai preso ufficialmente una posizione politica, è stato il punto di riferimento dei cittadini di sinistra. A questo ha contribuito certamente quanto avvenuto all’epoca dello scandalo della dama bianca, allor quando venne additato al pubblico ludibrio dall’imperversante cultura di stampo cattolico, che riconosceva nel rivale Gino Bartali il proprio modello. Per Coppi iniziava il suo declino agonistico e finanziario che lo ha costretto a cercare ingaggi proprio in quelle corse d’Africa causa della sua prematura scomparsa.

Con la morte nel cuore, sentimento che stride con l’aria di festa che c’è a Napoli, sia per il periodo particolare dell’anno, sia perché si tratta dell’inaugurazione ufficiale del nuovo stadio San Paolo, la nazionale si prepara ad affrontare la Svizzera in quello che sarà l’ultimo atto della Coppa Internazionale, trofeo che ha visto gli azzurri trionfare per ben due volte negli anni trenta, ma che ora, anche alla luce della neonata Coppa Europa per Nazioni che vede il proprio atto finale in Francia il prossimo luglio, non ha più ragione d’esistere.

La nazionale presenta molte novità: innanzitutto la conduzione tecnica che, dopo anni di commissioni tecniche capaci di far solo danni, viene nuovamente affidata ad un commissario unico individuato nella persona di “Gipo Viani”, che per un breve periodo mantiene la doppia carica di cc.t. azzurro e di direttore sportivo del Milan. L’allenatore di Nervesa della Battaglia apporta molti cambiamenti rinunciando ai senatori Cervato e Boniperti, richiamando Montuori e facendo esordire Cesare Maldini che a quasi ventott’anni trova la maglia azzurra.
223: Napoli (Stadio “San Paolo”) – mercoledì, 6 gennaio 1960 – ore 14,30

ITALIA -SVIZZERA 3-0 (VI ed., 10a gara)


RETI: 47′ aut. Mägerli, 64′ Stacchini, 81′ Montuori

ITALIA: L. Buffon (Genoa) 7, Fontana (Milan) 2, B. Sarti (Juventus) 4, Guarnacci (Roma) 2, C. Maldini (Milan) 1, Colombo (Juventus) 2, Mora (Sampdoria) 2(46′ Nicolé (Juventus) 5), Lojacono (Fiorentina) 4,
Brighenti (Padova) 4, Montuori (Fiorentina) 12 (cap.), Stacchini (Juventus) 3. C.T.: G. Viani.

SVIZZERA: Parlier, Mägerli, Wespe, Leuenberger, H. Weber, H. Schneiter, Chiesa, Hosp, E. Meier (cap.), A. Allemann, Riva IV. C.T.: Vescovi; all.: Sekulic.

ARBITRO: Zariquiegui (Spagna).

SPETTATORI: 60.000
Finalmente, dopo oltre due anni, gli azzurri riescono a conseguire una vittoria. L’avversario non è certamente di quelli più blasonati, ma tant’è che Viani inizia nel migliore dei modi il proprio lavoro sulla panchina della nazionale. Intanto la giovane Cecoslovacchia conquista l’ultima edizione della Coppa Internazionale precedendo l’Ungheria e la Jugoslavia.
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