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CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1959-60: IL GIRONE DI RITORNO DALLA 27a ALLA 30a GIORNATA

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Con la Juve in fuga, si entra nell’ultimo quarto di questo campionato, assai combattuto insoprattutto in coda.
27a GIORNATA: domenica 17 aprile 1960

Atalanta – Genoa 2-1

20′ Barison (GE), 44′ Marchesi rig., 54′ Longoni

Bologna – Inter 1-0

73′ Campana

Juventus – Napoli 4-2

19′ e 20′ Sivori rig., 37′ Charles, 57′ Di Giacomo (NA), 67′ Sivori, 82′ Del Vecchio (NA)

L.R. Vicenza – Bari 0-0

Milan – Fiorentina 0-0

Padova – Spal 6-3

1′ Brighenti, 24′ Cosma, 31′ Novelli (SP), 61′ Brighenti, 68′ Perani, 72′ Brighenti,
75′ Cosma, 77′ Corelli (SP), 83′ Rossi (SP)

Roma – Alessandria 1-0

13′ Pestrin

Sampdoria – Lazio 4-0

7′ Ocwirk, 28′ Vicini, 32′ Cucchiaroni, 56′ Toschi

Udinese – Palermo 1-0

88′ Bettini

CLASSIFICA:

Juventus 44; Fiorentina 40; Milan 38; Padova e Spal 31; Inter 30; Roma 28; Atalanta, Bologna e Sampdoria 27; L.R. Vicenza e Udinese 25; Bari e Lazio 21; Napoli 20; Alessandria e Palermo 18; Genoa 15.
Una tripletta di Sivori stende il Napoli, sempre più impelagato nei bassi fondi della graduatoria, e permette alla Juventus di allungare ulteriormente sulle inseguitrici, anche alla luce del pareggio scaturito dal big match di Milano tra i campioni uscenti e la Fiorentina.

28a GIORNATA: domenica 24 aprile 1960

Fiorentina – Lazio 2-2

5′ Mattei, 48′ Azzali (FI), 56′ Hamrin (FI), 90′ Carradori

Genoa – Padova 0-0

Inter – Juventus 0-3

31′ e 71′ Sivori, 79′ Boniperti

L.R. Vicenza – Bologna 1-1

16′ 0. Conti (L.), 30′ Campana

Napoli – Alessandria 1-1

23′ Rivera, 55′ Vitali (NA)

Palermo – Milan 1-0

65′ Vernazza rig.

Roma – Atalanta 3-0

22′ e 38′ Manfredini, 68′ Da Costa

Spal – Sampdoria 1-1

19′ Massei (SP), 42′ Toschi

Udinese – Bari 0-1

6′ Erba

CLASSIFICA:

Juventus 46; Fiorentina 41; Milan 38; Padova e Spal 32; Inter e Roma 30; Bologna e Sampdoria 28; Atalanta 27; L.R. Vicenza 26; Udinese 25; Bari 23; Lazio 22; Napoli 21; Palermo 20; Alessandria 19; Genoa 16.
La Juventus riconquista Milano grazie ad una splendida prova di Omar Sivori autentico trascinatore dei suoi. Dietro le altre sono in crisi: la Fiorentina non va oltre il pari casalingo con la Lazio in lotta per restare in serie A, mentre il Milan cade a Palermo con i siciliani che conquistano due punti d’oro sempre in chiave salvezza. A Napoli, nnello scontro diretto tra i campani e l’Alessandria finito in parità, un gol capolavoro di Gianni Rivera strappa l’applauso dei sessantamila spettatori del San Paolo.

I nizia una settimana importante per la nazione: il giorno dopo si festeggia il quindicesimo anniversario della liberazione dall’occupazione nazi-fascista. E’ il momento per i partigiani di rialzare la testa e di ricordare che il Paese, bene o male, lo anno liberato loro, nonostante le loro idee di sinistre tanto invise a gerarchie cattoliche e al governo attuale che si è alleato con il Movimento Sociale Italiano, partito che si richiama ai valori della Repubblica Sociale di Salò, ancora tristemente famosa. Questa decisione dell’allora primo ministro Tambroni ha riaperto ferite probabilmente mai chiuse e ha messo in chiaro che il Fascismo in Italia probabilmente non è stato un movimento di nicchia sotto il cui tacco è stata soggiogata un’intera popolazione, bensì esso ha radici ben più profonde, se è vero che molti funzionari che operavano nel Ventennio hanno conservato il proprio posto. E’ il caso del prefetto di Genova le cui decisioni saranno la causa dei gravi fatti di sangue dell’estate.

La settimana termina con le celebrazioni del Primo Maggio nelle quali si danno spazio alle rivendicazioni della classe lavoratrice. Siamo in pieno boom economico, ma per molti non sembra essere cambiato nulla: rispetto a quando la cintura era al “foro Mussolini”; prima si mangiava poco per pagare i debiti per la conquista dell’Etiopia, ora per la conquista della televisione e dell’automobile avvenuta in molti casi firmando montagne di cambiali (occhio che ora li chiamano bond).


Nelle campagne e in molte zone del sud non c’è nemmeno questo problema in quanto non esiste il lavoro che permetta di firmare questi bond. Il fatto è che l’agricoltura è rimasta ferma al medio-evo, le fabbriche invece di produrre trattori e macchine che ne modernizzino i metodi si sono lanciate nella produzione di veicoli per le vacanze, con il risultato di assistere allo spopolamento di queste zone con le persone che vanno a gonfiare in modo spropositato i centri urbani. Dato che la “dannatio memoriae” non era una pratica valida solo ai tempi dei romani nei confronti di imperatori giudicati scomodi o incapaci, si penserà bene di continuare la tradizione abolendo il piano urbano di Mussolini, creando degli squilibri alle città ospitanti causa di fratture e pregiudizi destinati a venire a gallla negli anni.
29a GIORNATA: domenica 1 maggio 1960

Alessandria – Genoa 2-1

50′ Maccacaro, 60′ Rivera, 63′ Robotti (GE)

Bari – Napoli 1-1

34′ Seghedoni (BA) rig., 77′ Di Giacomo

Bologna – Roma 3-1

28′ Pivatelli, 63′ Orlando (RM), 69’ e 75′ Pivatelli

Inter – L.R. Vicenza 4-0

13′ Lindskog, 27′ Bicicli, 80′ Angelillo, 87′ Rancati

Juventus – Udinese 4-3

16′ Bettini (UD), 38′ Stacchini, 39′ Charles, 41′ Bettini (UD), 58′ Sivori, 78′ Colombo, 83′ Milan (UD)

Lazio – Spal 3-1

19′ Rozzoni, 24′ Visentin, 51′ Rozzoni, 64′ Massei (SP)

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Padova – Fiorentina 1-0

26′ Brighenti

Palermo – Atalanta 1-0

63′ Vernazza

Sampdoria – Milan 2-1

15′ Toschi, 60′ Cucchiaroni, 65′ aut. Bernasconi (MI)

CLASSIFICA:

Juventus 48; Fiorentina 41; Milan 38; Padova 34; Inter e Spal 32; Bologna, Roma e Sampdoria 30; Atalanta 27; L.R. Vicenza 26; Udinese 25; Bari e Lazio 24; Napoli e Palermo 22; Alessandria 21; Genoa 16.
Maggio inizia con una certezza:la Juventus è imprendibile anche perché le inseguitrici sono cotte. Mentre i bianco-neri battono l’Udinese, Fiorentina e Milan cadono rispettivamente a Padova e in casa della Sampdoria. Proprio il Padova di Nereo Rocco, partito in modo disastroso, merita una citazione in quanto si trova inaspettatamente davanti a compagini ben più attrezzate come Inter e Roma.
Intanto la svolta politica di marzo provoca alcune immediate prese di posizione: in alcuni ambienti sembra farsi strada la convinzione di potersi sbarazzare della sinistra in tanti modi.


Il primo segnale lo si ha l’8 maggio quando , a Bari, l’arcivescovo vieta al sindaco e alla sua giunta di sinistra, democraticamente eletta, di partecipare alle celebrazioni del patrono della città “San Nicola”. L’alto prelato ha rispolverato, ha applicato e si è appellato al decreto della scomunica del sant’Uffizio del 1 luglio del 1949. La protesta non viene solo ora dalla sinistra ma anche da alcuni cattolici ad essa vicini ed è chiaro a tutti che stiamo andando oltre la tolleranza e scivolando nel ridicolo e nella farsa politica con simili ingerenze.
30a GIORNATA: domenica 8 maggio 1960

Alessandria – Palermo 1-0

55′ Snidero

Atalanta – L.R. Vicenza 1-1

18′ Marchesi (AT) rig., 66′ Menti IV

Bari – Padova 5-2

3′ e 21′ Erba, 25′ Conti, 39′ Buglioni, 61′ Tortul (PD), 69′ Erba rig., 85′ Tortul (PD)


Bologna – Udinese 2-0

25′ Campana, 61′ Demarco

Fiorentina – Spal 3-1

25′ Gratton, 31′ Novelli (SP), 51′ Hamrin rig., 88′ Montuori

Genoa – Inter 1-3

4′ Lindskog rig., 30′ Bicicli, 81′ Corso, 82′ Dal Monte (GE)

rig.
Milan – Lazio 1-0

89′ Bean

Napoli – Sampdoria 1-1

24′ Skoglund, 45′ Di Giacomo (NA)

Roma – Juventus 2-2

1′ e 8′ Manfredini (RM), 59′ Sivori, 78′ Charles

CLASSIFICA:

Juventus 49; Fiorentina 43; Milan 40; Inter e Padova 34; Bologna e Spal 32; Roma e Sampdoria 31; Atalanta 28; L.R. Vicenza 27; Bari 26; Udinese 25; Lazio 24; Alessandria e Napoli 23; Palermo 22; Genoa 16.
La Roma riesce a rallentare la corsa della Juventus che deve rimandare la festa a causa della contemporanea vittoria della Fiorentina che rafforza la sua seconda posizione. In una Bari in festa, con le polemiche sopra citate, crolla il Padova sotto i colpi del cannoniere locale Giorgio Erba trascinatore dei galletti verso una tranquilla salvezza. Invece la situazione si fa grave per il Napoli ora in terz’ultima posizione sebbene in coabitazione con la Sampdoria, mentre solo la matematica dà ancora speranze al Genoa.
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