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L’ITALIA CAMBIA VOLTO!

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Uscita da uno dei peggiori momenti della sua storia, l’Italia assiste al ritorno di Amintore Fanfani a Palazzo Chigi. Lo statista toscano si trova a gestire una popolazione lacerata al suo interno da profonde divisioni ideologiche che, tra l’altro, sta letteralmente cambiando il proprio stile di vita. Le statistiche, infatti, indicano che per la prima volta nella storia gli addetti all’industria e ai servizi superano quelli dell’agricoltura. La certezza di avere un salario a fine mese diventa il traguardo da raggiungere per milioni di persone che finora di soldi ne avevano visti ben pochi. Inizia qui il boom della grande migrazione dalle campagne ai centri urbani i quali, nel giro di pochi anni, vedranno aumentare a dismisura la loro popolazione, senza che tra l’altro ci sia un piano urbanistico ben definito anzi: la smania di chiudere col Fascismo porterà all’abrogazione delle leggi sull’urbanistica vigenti che hanno avuto il merito di armonizzare la crescita delle città. Di qui in avanti via libera alla nascita di grandi quartieri dormitorio privi di qualsiasi servizio, di zone verdi, con persone inserite in mega condomini somiglianti più a gabbie per polli!

Contemporaneamente le campagne del Sud e del Nord-Est si spopolano, aggiungendo miseria laddove miseria già esiste e mettendo in ginocchhhio un intero comparto. Tutto questo per trovare che cosa?

I giovani residenti nelle campagne rimangono sicuramente affascinati dal paesano che si reca a far visita ai vecchi genitori ben vestito e a bordo di una fiamante 600nuova, presa a rate e mangiando mortadella, l’alimento principe nella dieta dell’epoca. Infatti con un’ora di lavoro se ne acquistano due etti di quella di media qualità, mentre per una bistecca di ore bisogna lavorarne due. Pertanto la carne rimane un lusso ancora riservato alle grandi occasioni. Siamo nel pieno del boom economico, ma a guardare i negozi ancora scarsamente provvisti di merci, questo non si direbbe!
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