CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LE PRINCIPALI OPERAZIONI DI MERCATO DELL’ESTATE 1960: ARRIVA HELENIO HERRERA

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Chi invece approfitta della favorevolissima congiuntura economica è proprio il mondo del calcio. Finora abbiamo già assistito a pazzie per assicurarsi qualche campione, ma quest’anno tocca anche di vedere una società svenarsi per ingaggiare un valido tecnico.

Dopo sei anni opachi quanto a risultati, il presidente dell’Inter Angelo Moratti chiama ad allenare i nerazzurri Helenio Herrera, argentino di origini spagnole che alla guida del Barcellona ha riscosso buoni risultati. L’ingaggio – 100mila dollari annui più i premi partita, inclusi quelli delle squadre giovanili della società milanese – rende la misura del valore dell’uomo, che si autoproclama “mago” e stupisce i calciofili per la scarsa importanza da lui riposta negli schemi di gioco.

Il tecnico ispano-argentino porterà grande entusiasmo nell’ambiente interista, lo stesso vissuto sull’altra sponda del Naviglio,con i milanisti pronti ad accogliere a braccia aperte la grande promessa Gianni Rivera, al quale ha fatto posto addirittura il grande Juan Alberto Schiaffino, partito alla volta di Roma in cambio del centrocampista David.

Poco prima dell’inizio del campionato la Juventus mette a segno due colpi sensazionali prelevando dalla Sampdoria Lojodice e soprattutto Bruno Mora, grande ala destra finalmente approdata su un grande palcoscenico. Dal canto suo la Sampdoria si consola con l’ingaggio di Sergio Brighenti, acquistato dal Padova in cambio di Aurelio Milani. Desta interesse anche la Fiorentina che arricchisce la propria linea offensiva con Dino Da Costa, mentre il Bologna ingaggia Luis Vinicio dal Napoli cedendo agli azzurri Gino Pivatelli.

Quest’anno sono tre le neo-promosse: Torino, Lecco e Catania. I granata, tornati prontamente nella massima divisione, puntano sull’entusiasmo di alcuni giovanotti come Giorgio Ferrini e Roberto Rosato, mentre il Lecco, vera matricola della massima divisione, si affida all’esperienza di due funamboli come Stefano Nyers, tornato dopo alcuni anni di permanenza in Spagna dove non ha inciso per nulla, ed Julio Cesar Abadie, giunto sul lago lombardo per dimenticare la retrocessione subita con il Genoa. L’altra neo promossa, il Catania, non opera particolari movimenti e affida tutto all’esperienza di alcuni buoni calciatori come Zannier e Macor.

Tuttavia l’attenzione degli sportivi va ad un avvenimento ben più importante di una campagna trasferimenti: il 25 agosto si aprono le Olimpiadi di Roma. Per oltre due settimane l’Italia diventa il centro del mondo. Livio Berruti, il giovane Cassius Cley ed Abebe Bikila diventano gli eroi di quei giochi che probabilmente hanno rappresentato il punto più alto toccato dalla cosiddetta “Dolce Vita” romana.

Dieci giorni prima il mondo dello sport concentra la propria attenzione sul circuito cittadino di Oporto, dove si disputa il terz’ultimo atto del mondiale di Formula 1 1960. Ancora una volta è l’australiano Jack Brabham a dominare il Gran Premio, davanti al compagno di squadra Bruces McLaren e allo scozzese Jim Clark su Lotus.
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