CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LA CRISI DELLA “BAIA DEI PORCI”

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Ben più grave è quanto avviene dall’altra parte del mondo: il 17 aprile esuli cubani, addestrati in Guatemala dalla CIA, invadono l’isola caraibica per tentare di destabilizzare il regime di Fidel Castro, il quale respinge l’attacco alla Baia dei Porci.

Mentre infuria la bufera ritornano le coppe europee giunte alle semifinali.
COPPA DELLE FIERE: ANDATA SEMIFINALE – mercoledì 19 aprile 1961

INTER-Birmingham 1-2

ibernian – Roma 2-2

Contro la forte Dinamo Zagabria la Fiorentina disputa un grandissimo incontro ipotecando praticamente l’accesso alla finale, mentre la Roma torna dalla Scozia con un buon pareggio. L’Inter, invece, continua il proprio momento negativo perdendo in casa contro gli inglesi del Birmingham e compromettendo l’accesso al turno successivo. Nel giro di un mese i ner’azzurri hanno praticamente rovinato l’intera stagione.

Intanto Benfica e Barcellona si disputeranno la successione sul trono del Real Madrid.

L’attenzione ora è concentrata sul ritorno della nazionale prevista per il 25 aprile contro l’Irlanda del Nord, compagine tristemente famosa per aver eliminato i colori azzurri dai mondiali di Svezia. Le cronache di questi giorni, però, si occuperanno ben poco dell’evento. Infatti in America si rischia una crisi mondiale. Kennedy attua un blocco navale nei confronti di Cuba. Male consigliato, il neo Presidente degli Stati Uniti ordina l’invasione dell’Isola, convinto di spazzare via in pochi giorni i filo comunisti così troppo vicini all’America. Egli è inoltre convinto che lì vi siano basi missilistiche russe. (Ma non ha le prove, ne mai le avra’, lo sapremo solo il prossimo anno e solo per ammissione di Kruscev). A respingere l’invasione fissata per l’ora X alla Baia dei Porci, appoggiata da un programmato sbarco navale come molla psicologica per far prendere le armi alla popolazione in un’azione anti-Castro, c’è proprio il capo delle forze armate rivoluzionarie FIDEL CASTRO e la stessa popolazione. Egli gode comunque dell’appoggio sovietico palesato dall’invio nelle vicinanze di navi (si dice, ma comunque si teme che sia vero) con armi nucleari puntate sugli Stati Uniti. In 72 ore Castro e i suoi rivoluzionari, sgominano l’esercito mercenario americano. Il suo bollettino di vittoria e’ un trionfo. Uno scacco per l’America e un grosso fallimento nella politica estera di Kennedy che contava su una fantomatica insurrezione popolare cubana. Gli isolani, invece di accogliere gli americanicome liberatori, li hanno ricacciati in mare. La cosa piu’ grave e’ che Kennedy ha ascoltato i suoi “consiglieri” i quali lo hanno poi condotto a questo totale fallimento che pesera’ sull’America per anni e fara’ di Fidel Castro un vincitore mito.
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