CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

VIA ALFREDO FONI E OTTORINO BARASSI!

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Dopo l’eliminazione dalla fase finale del campionato del mondo, il calcio italiano si trova alle prese con l’ennesima ricostruzione da portare a termine. Si cambia tutto: assieme al tecnico Alfredo Foni paga anche il presidente federale Ottorino Barassi sostituito da Bruno Zauli. Esce ingloriosamente di scena l’uomo al quale forse si deve la sopravvivenza del movimento nazionale durante il periodo bellico. L’ottimo dirigente, già segretario federale nei magnifici anni Trenta, ha avuto la sfortuna di dover fare i conti con la tragedia di Superga che ha cancellato dalla faccia della terra la più forte formazione di club mai vista (il Torino) e, nel contempo, una compagine nazionale altamente competitiva che avrebbe permesso un migliore ricambio generazionale. Invece dal 1949 in poi si è andati avanti a tentoni con una nazionale che alternava risultati dignitosi a tonfi clamorosi. Non è che siano mancati i campioni, ma è mancata una guida tecnica ferma e decisa capace di fare di questa accozzaglia di talenti una squadra vera: in pratica è mancato il Vittorio Pozzo della situazione. Si è tentato anche di reintrodurre gli oriundi, ma anche loro si sono persi nel marasma generale.

Via Barassi e via Foni, la guida tecnica della nazionale rimane in mano alla solita commissione che chiamerà in panchina come allenatore Giuseppe Viani, il tecnico italiano più vincente del momento capace di costringere il grande Real Madrid a disputare i tempi supplementari per rimanere sul tetto d’Europa.
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