CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LO SCANDALO JUFFRÈ

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Mentre il mercato del calcio impazza, prosegue la stagione di Formula 1, con i piloti impegnati il 6 luglio sul circuito di Reims nel Gran Premio di Francia. Guidata dall’inglese Mike Hawthorn, la Ferrari torna al successo dopo un lungo periodo d’astinenza. Alle sue spalle giunge la Wanwall di Moss, a sua volta seguito dall’altra Ferrari del tedesco Wolfgang von Trip.

La scuderia di Maranello torna a festeggiare due settimane più tardi, quando Peter Collins precede il compagno di squadra Hawthorn, a sua volta davanti al conterraneo, di origine italiana, Roy Salvadori al volante di una Cooper Climax.

La conquista dello spazio è un altro argomento di discussione estremamente affascinante per i giovani dell’epoca e di grande divisione tra le due superpotenze impegnate a superarsi reciprocamente. Al momento l’Unione Sovietica sembra prevalere, ma gli USA intendono recuperare il terreno perso, costituendo la NASA, l’ente preposto allo studio e all’organizzazione dell’attività spaziale.

A fine settimana la Formula 1 torna protagonista. Dopo i successi in Francia e in Gran Bretagna, alla Ferrari torna l’entusiasmo, ma dopo questa gara sarà destinato a scemare. All’11 giro, mentre sta inseguendo furiosamente il leader della gara Tony Brooks, poi vincitore, Peter Collins esce di strada andando a sbattere contro il muretto di protezione. Lo schianto è tremendo e l’inglese morirà in ospedale. La reazione è immediata con la rossa guidata da Hawthorn che giunge seconda al Gran Premio del Portogallo alle spalle di Moss e davanti a Ewans.

Tuttavia verso la fine dell’estate si viene a conoscenza di uno scandalo che distoglie l’attenzione dal mondo del calcio e della Formula 1. Il 20 agosto scoppia il caso Giuffré. Si tratta di un finanziere con tante coperture e connivenze bancarie, capace di mettere assieme somme colossali rastrellando i risparmi di gente comune da lui avvicinata, soprattutto nelle parrocchie, promettendo interessi annui del 100 %. Tutto ciò sarebbe stato possibile trattandosi del frutto dei miracoli della Divina Provvidenza. Rastrellati i miliardi e trovatosi nell’impossibilità di restituire capitale ed interessi, il presunto finanziere si è giustificato affermando che i soldi se li è portati via il diavolo.

A questo punto l’opinione pubblica si meraviglia che un ministero delle Finanze abbia avallato simili operazioni pregne di tanta ciarlataneria, e viste le proporzioni dello scandalo, sembra impossibile che non vi siano state delle connivenze con le strutture statali delegate ai controlli di questa finanziaria di Dio operante alla luce del sole, e con un messaggio alquanto singolare:

Saranno clamorosi gli sviluppi dell’inchiesta che arriverà a coinvolgere il ministro delle finanze Preti e il suo predecessoreGiulio Andreotti, unitamente a numerosi curati e monsignori fotografati in varie occasioni accanto a Giuffré, trionfanti, veramente credendo che di miracolo si trattava e che i biglietti di banca si moltiplicavano in mano a quel pasciuto signore come i pani e i pesci di evangelica memoria. E, mentre diventavano gli apostoli di questo ciarlatano, questi personaggi non perdono l’occasione di demonizzare tutto ciò che si sta presentando come nuovo come ad esempio la pillola.

Uscita sul mercato mondiale ormai da due anni, la pillola contraccettiva è ancora introvabile in Italia. Quasi nessun farmacista e’ disposto ad andare contro la morale cattolica, secondo la quale fare false promesse in nome di Dio è cosa lecita. Pochi giorni prima di morire, esattamente il 12 settembre Pio XII tuona ancora una volta dal balcone di Piazza San Pietro, definendo “immorale!”, chi la fabbrica, chi la vende e chi la usa.

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