CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

POLEMICHE ATTORNO ALL’OLIMPIADE DI BERLINO 1936

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   L’anno sportivo 1936 culmina con i giochi olimpici di Berlino, preceduti da numerose polemiche inquanto disputati in una nazione che sta sopprimendo
tutte le libertà personali e che sta facendo del razzismo una delle proprie bandiere. Paesi come Stati Uniti e Gran Bretagna, all’interno delle cui delegazioni militano atleti ebrei e di colore, in un primo momento pensano di boicottare la manifestazione, soprattutto dopo che il Comitato Olimpico ha rifiutato di spostare la sede dei giochi dopo la salita al potere di Hitler nel 1933. Giova infatti ricordare che l’XI olimpiade è stata assegnata alla Germania nel 1931, quasi due anni prima che il “baffetto di Braunau” diventasse il padrone dei tedeschi.

Lo stesso Hitler, però, non volendo lasciarsi scappare l’importantissima vetrina internazionale, utile per fornire al mondo l’immagine di uno stato aperto a tutti, garantisce personalmmente circa il rispetto del regolamento olimpico e la polemica rientra. La Germania ha così l’occasione di far sfoggio di tutta la sua capacità organizzativa e sotto questo aspetto l’edizione del 1936 risulterà impeccabile.

Al regime tedesco, tuttavia, interessano anche i risultati sportivi per dimostrare scientificamente la superiorità della razza ariana su tutte le altre ed è proprio su questo terreno che per il nazismo si gioca la partita principale.

L’Italia, dal canto suo, si presenta alla manifestazione ancora sotto l’ebrezza della vittoria nella guerra d’Africa che le ha riconsegnato l’Impero. Pertanto qualsiasi vittoria sportiva diventa un valido mezzo per ribadire la forza e il valore della gente italica che, sotto la guida del duce, ha riconquistato il posto che merita. E non importa se gli automezzi vanno ad alcool e a carbonella perché non c’è benzina, se si smonteranno le cancellate per recuperare il ferro necessario a costruire armi non essendoci finanze sufficenti per provvedere a tale necessità e se nel dicembre precedente alla gente è già stato chiesto di donare la fede nuziale alla patria le cui riserve auree sono state ridotte all’osso.

Il regime ha come paravento per questa situazione le sanzioni inflitte dalle nazioni plutocratiche, Stati Uniti, Francia ed Inghilterra, che, per paura
intendono sabotare l’esperienza fascista nel momento in cui sta raggiungendo i massimi successi. La litania prosegue anche dopo il 4 luglio 1936, data nella quale la Società delle Nazioni sospende i provvedimenti sanzionatori contro l’Italia.

Ancora una volta, prevalere anche sui campi di gara contro questi nemici del popolo italiano, diventa di fondamentale importanza.
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