CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

OLIMPIADI 1936: LE SEMIFINALI DEL TORNEO DI CALCIO

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Il torneo Olimpico di calcio entra nella fase decisiva e gli azzurri sono attesi dalla Norvegia, compagine dotata di grande forza fisica e col morale alle stelle, dopo la grande impresa compiuta a spese della Germania. Per l’occasione Pozzo avvicenda il viareggino Cappelli con

l’esordiente viola Negro, così Alfredo Foni si ritrova per la prima volta capitano della nazionale. I medici azzurri compiono un autentico miracolo riuscendo a far

scendere in campo Sergio Bertoni uscito malconcio dalla gara contro il Giappone. Per il talento di scuola pisana è solo il primo di una lunga serie d’infortuni che gli impediranno di entrare a far parte dei grandissimi del calcio mondiale.

 127: Berlino (Olympia Stadion) –lunedì, 10 agosto 1936 – ore 15,00

ITALIA – NORVEGIA 2-1 d.t.s. (XI Ol.: Semifinale)

RETI: 15’ Negro, 58’ Brustad (N), 96’ Frossi

ITALIA:      Venturini (Sampierdarenese) 3, Foni (Juventus) 3 (cap.), Rava (Juventus) 3, Baldo (Lazio) 3, Piccini (Fiorentina) 3, Locatelli (Ambrosiana
– Inter) 3, Frossi (Ambrosiana – Inter) 3, Marchini (Lucchese) 3, Bertoni I (Pisa) 2, Biagi (Pisa) 3, Negro (Fiorentina) 1. C.T.: V. Pozzo.

NORVEGIA:      Henry Johansen, Eriksen, Holmsen, Ulleberg, Juve (cap.), Holmberg, Frantzen, Kvammen, Martinsen, Isaksen, Brustad. C.T.: A. Halvorsen & K. Lilleberg.

ARBITRO: Von Hertzka (Ungheria).

SPETTATORI: 90.000
Davanti ad un pubblico mai visto da una compagine italiana, contro i dotati norvegesi, i nostri affrontano una battaglia lunga 120 minuti, terminata

in dieci uomini per una ricaduta che ha messo fuori gioco Bertoni, che però li vede prevalere grazie ad un gol del solito Annibale Frossi assurto ormai a protagonista

assoluto della manifestazione ed abile a riprendersi da un calcione alla testa rimediato durante la prima frazione di gara. La rete decisiva nasce da un tiro di

Bertoni, al momento ancora sul terreno di gioco, respinto dall’estremo difensore avversario sul quale l’ala friulana si getta come un falco scaraventando la palla nella porta scandinava.

Il giorno successivo la nazionale azzurra conosce la propria avversaria in finale che scaturirà dallo scontro tra Austria e Polonia.

Berlino (Olympia Stadion) – martedì 11 agosto 1936

AUSTRIA – POLONIA 3-1 (XI OL.: semifinale)

RETI: Laudon, K.Kainberger, Mandl, God (PO)

AUSTRIA: E.Kainberger (cap), Kargl, Kunz; Krenn, Wallmuller, Hofmeister; Werginz, Laudon, K.Kainberger, Fuchsberger.

POLONIA: Albanski, Martyna, Galecki; Kotlarczyk II, Wasiewicz, Dytko; Piec, Musielak, Peterek, God, Wodarz.

ARBITRO: Barton (Inghilterra).

Gli uomini allenati da Hugo Meisl legittimano la loro partecipazione alla semifinale, avvenuta nel modo precedentemente descritto, battendo in modo

convincente la Polonia e, alla luce dei supplementari disputati il giorno precedente dagli azzurrri contro la Norvegia, si presenta all’appuntamento con la storia da

grande favorita. In fin dei conti gli austriaci hanno sconfitto una delle compagini più in palla dell’intero torneo e potranno godere del sostegno dei 90.000 tedeschi

che ogni giorno gremiscono le tribune dell’Olympia Stadion.

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