CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LA PREPARAZIONE DEGLI AZZURRI

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Il calcio italiano si presenta alla manifestazione carico di vittorie e, sebbene la squadra debba essere reinventata non potendo schierare i giocatori professionisti, c’è l’obbligo di lottare per la vittoria in nome del prestigio raggiunto dal movimento pedatorio nostrano. Il tecnico è sempre Vittorio Pozzo che si affida ad un gruppo completamente nuovo i cui componenti hanno pochissima esperienza anche a livello di serie A. Si tratta infatti di un manipolo di studenti, età media 21 anni, che però faranno terribilmente sul serio.

Pozzo racconta così come ha messo assieme i ventidue componenti la spedizione olimpica:

L’Olimpiade calcistica di Berlino si presenta di livello alto, ma non assoluto, mancando l’Uruguay, il Belgio e la Cecoslovacchia, protagoniste su tutti i gradini del podio delle prime edizioni.

L’Italia svolge una minuziosa preparazione a Merano, dove Pozzo ha convocato la rosa da lui personalmente scelta. Che però non riscuote grande fiducia, a causa della scarsa esperienza dei suoi elementi, tutti esordienti. Racconta anni dopo Annibale Frossi:

In questo clima di apparente indifferenza, la delegazione calcistica, assieme all’intera compagine olimpica, giunge nella capitale tedesca in tempo per assistere alla cerimonia d’apertura. Ad accogliere atleti e dirigenti c’è una città preparata a dovere per il grande evento. Il governo tedesco non ha badato a spese: 25 innovativi maxi-schermi vengono installati in diversi punti di Berlino, così da permettere pure alla gente comune di ammirare
le imprese degli atleti. Lo stadio olimpico è stato realizzato in materiali pregiati con una struttura dalle forme classiche di memoria greco-romana, mentre la piscina è stata ampliata. Gli atleti, dal canto loro, godranno di uno sfarzoso villaggio olimpico.

L’impegno del comitato organizzatore non si è rivolto esclusivamente alle infrastrutture, certamente di livello mai visto in precedenza, ma ha cercato di creare un evento di portata nazionale, capace di coinvolgere tutti i cittadini tedeschi. Manco a dirlo pure questo obbiettivo viene centrato in pieno: vengono venduti oltre quattro milioni di biglietti.

Pure il mondo cinematografico viene coinvolto nel progetto: il film Olympia
della famosa regista Leni Riefenstahl, celebra a dovere l’occasione. L’opera, probabilmente, è la più importante mai girata riguardo i giochi olimpici.

Al culmine di una cerimonia suntuosa, che vive uno dei momenti più suggestivi con la novità, introdotta dal Comitato Olimpico Internazionale, della fiaccola portata all’interno dello Stadio Olimpico dall’ultimo tedoforo, Adolf Hitler, l’1 agosto 1936, apre ufficialmente l’undiciesima edizione dell’era moderna dei giochi d’Olimpia.
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