CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

ITALIA-NORVEGIA 2-1: GLI AZZURRI PASSANO, MA QUANTA FATICA!

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Arriva così il giorno della resa dei conti anche per la nazionale azzurra impegnata sul campo di Marsiglia, a seicento chilometri dalla capitale francese. Uno dei

problemi posti da questa competizione sarà costituito dai grandi spostamenti in treno ai quali le squadre verranno costrette.

Contro la Norvegia Pozzo propone quella che considera la sua formazione titolare.

139: Marsiglia (Stade Municipal) –domenica, 5 giugno 1938 – ore 15,00

ITALIA – NORVEGIA   2-1 d.t.s.                (III C.M. 8° d.f.)

RETI: 2’ Ferraris II, 83’ Brustad (N), 94’ Piola

ITALIA: A. Olivieri (Lucchese) 9, Monzeglio (Roma) 35, Rava (Juventus) 12, Serantoni (Roma) 11, Andreolo (Bologna) 12, Locatelli (Ambrosiana – Inter) 8, Pasinati

(Triestina) 11, Meazza (Ambrosiana – Inter) 44 (cap.), Piola (Lazio) 15, Giovanni Ferrari (Ambrosiana – Inter) 39, Ferraris II (Ambrosiana – Inter) 4. C.T.: V. Pozzo.

NORVEGIA: H. Johansen, Johannessen, Holmsen, Henriksen, Eriksen, Holmberg (cap.), Frantzen, Kvammen, Brynhildsen, Isaksen, Brustad. C.T.: Halvorsen.

TERNA ARBITRALE: Beranek (Austria); g.l.: Bouture (Francia), Tréhou (Francia)

SPETTATORI: 22.000.

 Come previsto, a Marsiglia l’Italia trova un ambiente ostile diventato rovente quando, al momento degli inni nazionali, Meazza

e compagni, costretti dalle disposizioni governative, eseguono il rituale saluto romano previsto prima di ogni evento pubblico. Tanta ostilità nei confronti della

nazionale italiana è dovuta in parte agli articoli dei giornali francesi pronti a mettere in evidenza tutte le angherie del regime di Mussolini nei confronti della
popolazione e degli oppositori. Molti di questi si sono rifugiati proprio in Francia e non hanno perso occasione per denunciare le privazioni imposte dal governo,

salvo tacere il fatto che per la prima volta, dopo non si sa quanti anni, sono molti di più quelli che rientrano in Italia rispetto a quelli che
espatriano alla ricerca  di condizioni migliori di vita. Chiaramente lo stadio sarà a favore dei norvegesi nonostante Marsiglia sia piena di immigrati italiani.

Gli azzurri, comunque, non sembrano risentire delle avverse condizioni ambientali e passano in vantaggio in apertura con Pietro Ferraris, lesto nello spedire in rete

una corta respinta del portiere, successiva ad un tiro di Ferrari.

Sebbene non accreditata di grandi possibilità in sede di pronostico e colpita a freddo, la Norvegia ha il merito di non disunirsi. Gli scandinavi giocano un calcio di

matrice inglese, veloce e solido, in virtù di una prestanza atletica piuttosto consistente. La loro strategia difensiva prevede marcature rigide ed anticipo

sistematico degli attaccanti per poi, una volta entrati in possesso della sfera, scagliare fiondate a pelo d’erba sulle fasce laterali dove trovare le ali prontissime

allo scatto. In tal modo i mediani azzurri Serantoni e Locatelli, solitamente deputati alla marcatura delle ali, sono costretti a tamponare, limitando conseguentemente

il loro apporto offensivo, così da inceppare l’intero meccanismo d’attacco di Meazza e compagni. Così facendo gli scandinavi pongono le basi che li portano a

raggiungere il pareggio in chiusura grazie ad un gol di Arne Brustad del Lynn di Oslo, un lungagnone ventiseienne, scuro di capelli, veloce e rapido nei tiri a rete,

che è già stato ammirato nelle precedenti Olimpiadi di Berlino dove ha segnato 5 gol in 3 partite. Un paio di minuti dopo, il norvegese ripete l’impresa ma, fortunatamente per gli azzurri, l’arbitro tedesco Beranek annulla per fuorigioco. Alla fine si rendono necessari i tempi supplementari. Tocca a Silvio Piola l’onore di fissare il vantaggio dei nostri sul 2-1 raccogliendo una corta respinta del portiere su tiro di Pasinati.

Anche grazie ad Aldo Olivieri, migliore in campo per le formidabili parate sui tiri degli insidiosi norvegesi, l’Italia supera gli ottavi grazie al valore dei singoli.

Vittorio Pozzo non è contento della prestazione dei suoi e per gli ottavi di finale apporterà alcuni cambiamenti. Succede così che Eraldo Monzeglio abbia vestito per

l’ultima volta la maglia azzurra, proprio come avvenuto quattro anni prima a Virginio Rosetta uscito dalla nazionale dopo la gara d’esordio con gli Stati Uniti.

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