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AMEDEO BIAVATI

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Pozzo ha avuto il merito di rischiarlo contro la Francia e

lui quello di farsi trovare pronto.

Nato a Bologna il 4 aprile 1915, cresciuto nella società, prestato al Catania

per la stagione 1934/35, Biavati ritorna al Bologna nel 1935-36, rimanendovi

fino al 1947-48.

Con la squadra rosso-blu colleziona 258 presenze comprese quelle del

Campionato di guerra 1944, realizzando 70 reti. Ha esordito in rossoblu nel

Campionato 1932-33 nella gara interna contro il Casale, gara terminata

vittoriosamente per 7-0 realizzando una doppietta.

Lo stesso Piola, artefice della vittoria azzurra contro la Francia, ha

giudicato fondamentale l’inserimento del giocatore capace  di cross che sono

sempre stati delle
vere e proprie pennellate.

Biavati disputerà, in Nazionale, complessivamente 18 incontri realizzando ben

8 reti; risulterà imbattuto fino al match d’addio contro l’Austria.

Con il Bologna ha conquistato 3 scudetti, partecipando solo come riserva a

quello vinto nella stagione 35-36.

Il giocatore è da considerarsi una delle migliori ali destre della storia

delcalcio italiano, inventore del famoso “passo-doppio”, gesto tecnico

difficile da descrivere, una sorta di finta con la quale Medeo lascia fermo

il suo terzino marcatore. Si tratta di cambiare velocità, con il pallone che

rimane fra i piedi, mentre
una gamba lo supera senza calciarlo, l’altra lo colpisce recuperandolo allo

scopo, sempre lo stesso, di andare verso il fondo campo per realizzare cross

perfetti per le punte.

Biavati, tuttavia, è giocatore dotato anche di un ottimo dribbling, per

puntare direttamente a rete e segnare da par suo, con gran tiro. E dire che

il bolognese stempiato ha i piedi piatti ed è obbligato, addirittura, a

calzare dei plantari.

Il Bologna “che tremare il mondo fa” lo ha visto al fianco di Fedullo,

Sansone, Maini, Reguzzoni in un attacco difficilmente imitabile.

Piccolo di statura, veloce, è nato come mezzala, ruolo con il quale ha

debuttato sostituendo Sansone; ha realizzato ben 4 gol nelle sue prime due

gare, non male come debutto per un diciottenne. Ma il tecnico Weisz, a dire

il vero con un po di ritardo, lo ha spostato all’ala, sfruttando un

infortunio di
Maini durante un’amichevole con la Fiorentina – stagione 36/37.

Nessuno avrebbe mai immaginato che da quell’occasionale rimpiazzo sarebbe

uscito il futuro campione del mondo, probabilmente la più grande ala destra

espressa dal nostro calcio.

Biavati ha realizzato il suo gol più bello in un incontro, nel maggio 1939,

contro l’Inghilterra a Milano, considerato una sorta di gara del secolo, come

lo sono state tutte le partite contro gli inglesi; Medeo, dopo aver ubriacato

di finte e passi-doppi il famoso terzino inglese Hapgood, calcia il pallone

in fondo alla rete difesa dal portiere Woodley.

L’Italia è la squadra campione del mondo e l’Inghilterra ancora non

partecipa, per sua decisione, alla massima competizione, considerandosi

superiore a tutti. Quel gol ha fatto davvero sensazione all’epoca.

Purtroppo la guerra ha interrotto, in parte, la grande carriera di Biavati,

che in seguito riserverà ancora momenti magici, seppure in un Bologna in

declino, ridimensionato nei quadri e nei risultati.

Ha giocato fino a 33 anni, concludendo la sua stagione agonistica, in

rossoblu, nel campionato 1947/48. L’ultima sua partita l’ha giocata a Genova,

il 4 luglio ed è stata una sconfitta pesante per i bolognesi, 7-2, ma Biavati

il suo gol lo ha fatto.

Poi sono arrivati i problemi del dopo, con pellegrinaggi lungo l’Italia come

giocatore-allenatore, fin sulla soglia dei 40 anni, in piccoli centri come

Reggio Calabria, Imola, Città di Castello, fino a Rovereto, passando anche

per la Libia (prima dell’arrivo di Gheddafi).

Un declino inesorabile, sopportato con gran dignità, ma con risvolti amari,

specialmente nei confronti della sua vecchia società, del tutto dimentica di

lui e della sua gloria passata.

A ricordarsi di lui ci penserà il Comune, offrendogli un impiego nel settore

impianti sportivi, così da fargli vivere gli ultimi anni della sua vita,

almeno, in tranquillità.

Biavati è morto nell’aprile del 1979 a soli 64 anni lasciando dolore e

soprattutto rimorsi per tutti.

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SILVIO PIOLA

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