CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI MATHIAS SINDELAR

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Il girone d’andata del campionato 1938-39 emette il seguente verdetto: quello in corso sarà uno dei tornei più equilibrati dell’intera storia del calcio italiano. Mentre gli addetti ai lavori commentano i risultati dei campi della serie A, una notizia proveniente dall’Austria sconvolge tutti gli adepti del Dio Pallone”.

A Vienna viene trovato morto Mathias Sindelar. Si parla di un decesso dovuto ad esalazioni di gas, ma attorno alla vicenda c’è ancora un velo di mistero, data la fretta con cui l’autorità giudiziaria
tenta di chiudere la questione. Il fuoriclasse austriaco è da tempo un personaggio scomodo non avendo mai accettato di piegarsi alle volontà del nuovo regime da mesi instaurato in Austria. Le sue origini ebree, poi, non gli hanno certo facilitato l’esistenza soprattutto dopo il suo rifiuto di prendere parte ai campionati mondiali di Francia con la maglia della Germania. Per rimanere fuori dalla competizione, Sindelar ha preso a pretesto le cattive condizioni del suo ginocchio operato anni prima. Il giovane allenatore Joseph Erberger, persona seria e per nulla filo-nazista, tanto da diventare il tecnico della Germania Ovest dopo la guerra, spinge per portarlo in Francia ad ogni costo, ma alla fine intuisce che il giocatore ha ben altre ragioni per non partecipare alla massima rassegna mondiale. Anni dopo Erberger afferma:

Sicuramente il campione dell’Austria Vienna non ha più sopportato le angherie perpetrate ai propri amici e ai propri familiari dal regime di Berlino.

Accanto a lui è stata trovata anche una donna italiana di origine ebraica, Camilla Castagnola, pertanto in pericolo di vita.

Come accennato le indagini si concludono in gran fretta lasciando molti dubbi: la ragazza non è una compagna abituale di Sindelar, ma una conoscenza recente e tanta intimità non sarebbe giustificabile; inoltre, non si spiega l’assenza completa di odore di gas, trattandosi di morte causata da esalazioni.

Qualcuno è arrivato ad attribuire la morte del fuoriclasse dell’Austria Vienna alla Gestapo, convinta che lo stesso fosse in procinto di entrare a far parte di un’agenzia ebraica dedita all’organizzazione di fughe di ebrei austriaci dal suolo del Reich.

Secondo i voleri dell’autorità prestabilita i funerali avrebbero dovuto svolgersi in forma privata, ma si narra che tutta la città vi abbia partecipato. Il campione viene sepolto in una fossa comune, ma dopo
la guerra il nuovo governo austriaco gli riserva un mausoleo diventato meta di pellegrinaggio di molti sportivi, ma anche di chi non vuol dimenticare una delle più immani tragedie del XX secolo.

Termina così la tragica vicenda umana di uno dei più grandi giocatori che il mondo del calcio abbia mai avuto.

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