CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LE GRANDI SFIDE DI SERIE A E TUTTA LA CHAMPION'S LEAGUE SU MEDIASET PREMIUM

RAFFAELE COSTANTINO

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
Nasce a Bari il 3 giugno 1907. Come molti giovani locali si appassiona al gioco del calcio arrivando alle giovanili della Liberty -Bari, assieme all’Ideale la maggiore società cittadina. Ala destra di grande astuzia e velocità, il giocatore entra diciottenne in prima squadra, per non uscirvi, nemmeno quando, nel 1926, le due società una volta acerrime nemiche, per volere del Direttorio Fascista locale si fondono. La squadra milita nella seconda categoria nazionale, venendo pescata in prima nel 1928, l’ultimo a gironi prima della partenza del torneo a girone unico. Nonostante i 15 gol di Costantino, il Bari manca la qualificazione e nel 1929 dovrà partire dalla serie B. Raffaele dimostra di essere un campione e la militanza nella cadetteria non gli impedisce di entrare in Nazionale con Vittorio Pozzo, guadagnandosi il posto da titolare praticamente inammovibile, nonostante che in serie A giochino campioni come Federico Munerati ed Enrico Rivolta e diventando altresì il primo giocatore appartenente ad una squadra del sud a vestire la maglia azzurra. Per oltre trent’anni, tra l’altro, Costantino rimarrà l’unico calciatore ad aver esordito in nazionale pur militando in serie B, impresa che riuscirà ad un certo Giorgio Chinaglia.

Col Bari manca la promozione, ma in nazionale si toglie parecchie soddisfazioni: nella gara del 1930 vinta in Ungheria per 5 a 0, con la quale gli azzurri conquistano la prima Coppa Internazionale, Costantino è grande protagonista confezionando ben tre assist decisivi per Meazza e andando lui stesso a rete. Nella partita successiva, persa con la Spagna per 3 a 2, Costantino si toglie la soddisfazione di battere per ben due volte il mitico Zamora, diventando l’unico calciatore ad aver realizzato una doppietta al celeberrimo numero 1 iberico.

Per dirla con i termini di oggi, Costantino è un autentico uomo-mercato e la Roma, desiderosa di costruire una squadra in grado di contendere lo scudetto agli squadroni del nord, se lo accaparra. Il primo anno è fantastico: sotto la guida del tecnico inglese Burges, i giallo-rossi lottano per il titolo, togliendosi ta l’altro la soddisfazioni di umiliare la Juventus futura campione d’Italia per 5 a 0.

Tatticamente sagace come pochi, Costantino ha un innato senso del gol che ne fanno un uomo ideale per qualsiasi linea avanzata. Rimane in giallorosso per 5 stagioni disputando, tra coppe e campionato, oltre 150 partite con 42 reti all’attivo.

Nel 1935, dopo aver ormai perso il posto in nazionale da qualche anno, accetta le proposte del Bari, appena tornato in serie A. Subito la società giallo-rossa si mette di traverso, non volendo perdere un grande giocatore ancora nel pieno delle sue facoltà fisiche, ma alla fine, data la sua determinaziione ad andarsene, gli concede la “lista” ad un buon prezzoe così può tornarsene a casa.

Per quattro stagioni è l’anima di una compagine capace di raggiungere la salvezza con tranquillità e, di tanto in tanto, facendo degli sgambetti agli squadroni del nord.

Terminata l’attività da calciatore intraprende quella di allenatore sedendo esclusivamente sulla panchina barese. Se ne andrà e tornerà per ben otto volte in 13 anni: dal 1939, al 1952.

TORNA A:

FULVIO BERNARDINI IL PERSONAGGIO: GRANDI CAMPIONI ANNI TRENTA Facebooktwittergoogle_pluslinkedinrssyoutubeby feather

LASCIA UN Commento