CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

BOFFI O PURICELLI: CHI È IL RE DEI MARCATORI?

Ora l’attenzione è concentrata sulla nazionale chiamata a disputare una serie di amichevoli nell’Europa dell’Est. Sono partite importanti anche per il
valore extra sportivo che assumono. Infatti si va a giocare in nazioni con le quali l’Italia fascista e la Germania nazista stanno tentando di stringere alleanze politiche e militari.

All’inizio di giugno i nostri si recano in Jugoslavia.  Tecnicamente non si tratta di un evento di grande richiamo, ma Pozzo riesce a caricarla di significato. Alla cena di gala tenuta presso l’ambasciata d’Italia la sera precedente il match, il tecnico piemontese spiega chiaramente ai suoi e agli astanti le gravi
conseguenze che una sconfitta avrebbe causato. Questo è il modo di Pozzo di caricare i suoi, unito ai canti del Piave che fa intonare alla squadra subito prima delle partite. Qualcuno, dopo la guerra, e dopo il mezzo fallimento dell’Olimpiade londinese, lo accantonerà accusandolo di connivenza con il regime.

Sulle tendenze politiche di Pozzo non ci sentiamo di esprimere giudizi, bensì ci limitiamo a ricordare che sarà grazie alla sua opera di mediazione se gli atleti che formeranno il grande Torino eviteranno il fronte durante la seconda guerra mondiale, venendo impiegati alla Fiat in quanto considerati operai specializzati. Inoltre vi sono stati altri personaggi nel mondo del calcio che dal Fascismo hanno ricevuto altrettanti onori e che non hanno fatto la sua ingiusta fine.
 147: Belgrado (Beogradski S.K.) –domenica, 4 giugno 1939 – ore 15,00

YUGOSLAVIA – ITALIA                        1-2                 (Am.)

RETI: 35’ Piola, 61’ Colaussi, 65’ Perlic (JU)

JUGOSLAVIA: Lovric, Pozega, Dubac, Manola, P. Dragicevic., Lehner, Glisovich, Vujadinovic, Petrovic (cap.), F. Matosic., Perlic. C.T.: B. Simonovic.

ITALIA: A. Olivieri (Torino) 17, Foni (Juventus) 14, Rava (Juventus) 20, Depetrini (Juventus) 4, Andreolo (Bologna) 20, Locatelli (Ambrosiana – Inter) 16, Biavati (Bologna) 8, Perazzolo (Genoa) 3, Piola (Lazio) 22, Meazza (Ambrosiana – Inter) 50 (cap.), Colaussi (Triestina) 21. C.T.: V. Pozzo.

ARBITRO: Langenus (Belgio).

SPETTATORI: 35,000
 Nonostante un rigore fallito da Giuseppe Meazza, l’Italia porta a casa la prima vittoria e si prepara nel migliore dei modi per la rivincita della finale
mondiale contro l’Ungheria.

Mentre la nazionale sta affrontando la sua tourné, in Italia si apre una polemica che ai nostri giorni risulterebbe quanto meno ridicola, essendo ormai abituati a ben altro: si tratta del:
giallo della classifica cannonieri”.

La vittoria, a pari merito, nella classifica marcatori tra il bolognese Puricelli e il milanese Boffi è stata molto chiacchierata.

Entrambe le tifoserie attribuiscono una rete in meno al giocatore avversario, arrivando al punto di organizzare dibattiti, comizi, lettere ai giornali.

Premesso che in questo periodo non esiste ancora la moviola, per determinare reti, fuorigioco o autoreti si ricorre alla stampa. L’assegnazione dell’ex equo ha cominciato ad essere messa in discussione anche dalle due testate giornalistiche di Milano e Bologna. Il Resto del Carlino di Bologna dedica all’argomento
un interessante corsivo, nel quale si leggono dei dati di fatto precisi:

–afferma  il Carlino

La Gazzetta dello Sport di Milano risponde così ai colleghi bolognesi:

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