CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

STAGIONE CALCISTICA E STORIA D’ITALIA 1936-37: IL POST-CAMPIONATO

La stagione però continua ancora con la Coppa Italia, la Nazionale e la Coppa dell’Esposizione  che in Francia vede protagonista il Bologna con le migliori
compagini d’Europa fra cui i campioni d’Inghilterra del Chelsea.

Quattro giorni dopo la fine del campionato si giocano i quarti di finale di Coppa Italia.
COPPA ITALIA IV di finale: giovedì 20 maggio 1937

Ambrosiana Inter        – Spezia                   7-1

Bari                  – Milan                 2-2

Genova 1893              – Catania                  4-0

Napoli               – Roma                  0-1

 Finisce con due batoste la bella avventura di Spezia e Catania mentre anche il Napoli deve soccombere alla ritrovata vena realizzativa di Di Benedetti che permette alla sua Roma di riscattare un campionato nettamente al di sotto delle aspettative. Il bari costringe il Milan a ripetere la partita.

Ora tutti fermi nuovamente per il ritorno della Nazionale. Doppia trasferta a Praga per una partita di Coppa e ad Oslo per un’amichevole contro la Norvegia.

Mentre la formazione azzurra è in viaggio verso Praga, il 22 maggio Mussolini annuncia l’istituzione del Ministero della Cultura Popolare (MINCULPOP), al quale viene delegato il compito di indirizzare l’intera cultura della nazione. L’indirizzo è chiaro: fare degli italiani un fiero popolo di guerrieri!

Nella trasferta in terra boema, intanto, Pozzo schiera quella che ormai ritiene la linea avanzata titolare formata dalle mezze ali Meazza e Giovanni Ferrari, dalle ali triestine Pasinati e Colaussi tutti al servizio del centravanti Silvio Piola.  I titolari da schierare nelle grandi occasioni sono questi, fino a quando non esploderà
definitivamente il talento di Amedeo Biavati che soffierà il posto a Piero Pasinati.
133: Praga (Sparta Platz) –domenica, 23 maggio 1937 – ore 16,00

CECOSLOVACCHIA-ITALIA             0-1                 (C.I. IV ed. 3’a gara)

RETI: 24’ Piola

CECOSLOVACCHIA: Planicka (cap.), Burgr, Ctyroky, Bouska, Boucek, Porubsky, Zlatnik, Kloz, Melka, Nejedly, Rulc. C.T.: Tesar.

ITALIA: A. Olivieri (Lucchese) 4, Monzeglio (Roma) 31, Rava (Juventus) 6, Serantoni (Roma) 8, Andreolo (Bologna) 6, Corsi (Bologna) 4, Pasinati (Triestina) 7, Meazza (Ambrosiana – Inter) 38 (cap.), Piola (Lazio) 9, Giovanni Ferrari (Ambrosiana – Inter) 33, Colaussi (Triestina) 10. C.T.: V. Pozzo.

ARBITRO: Bauwens (Germania).

SPETTATORI: 35.000
Dopo Vienna Silvio Piola conquista anche Praga, città mai espugnata prima. Gli azzurri hanno portato a felice compimento l’impresa, nonostante il rientro tra i locali di due mostri sacri come il portiere Planicka e la mezz’ala Nejedli. Dopo questo successo la nazionale sembra lanciata  verso la conquista della terza coppa della
sua storia.

Ora ci si reca in Norvegia per un’amichevole che dà a Pozzo la possibilità di provare altri giocatori. Esordisce il granata Cesare Gallea e ritorna Alfredo Foni. Si compone in nazionale la coppia di terzini Foni & Rava che tante soddisfazioni darà ancora all’intero movimento.
 134: Oslo (Ullevaal Stadion) – giovedì 27 maggio 1937 – ore 15,00

NORVEGIA – ITALIA                               1-3                 (Am.)

RETI: 14’ Meazza, 20’ e 54’ Piola, 76’ Danielsen (N)

NORVEGIA: Henry Johansen, R. Johannessen, Eriksen, Ulleberg, Hakon Johansen, Holmberg (cap.), Frantzen, Kvammen, Martinsen, Danielsen, Brustad. Commissione tecnica federale.

ITALIA: A. Olivieri (Lucchese) 5, Foni (Juventus) 5, Rava (Juventus) 7, Gallea (Torino) 1, Andreolo (Bologna) 7, Corsi (Bologna) 5, Pasinati (Triestina) 8, Meazza (Ambrosiana – Inter) 39 (cap.), Piola (Lazio) 10, Giovanni Ferrari (Ambrosiana – Inter) 34, Colaussi (Triestina) 11. C.T.: V. Pozzo.

ARBITRO: Birlem (Germania).

SPETTATORI: 17.000
 Altra vittoria senza problemi della nazionale che sembra non conoscere avversaria. Protagonista è ancora una volta Silvio Piola, finalizzatore ideale del
gioco azzurro.

 Nel frattempo, in Coppa Italia, il Milan completa il quadro delle semifinaliste a spese del Bari.

Rientrata in Italia la nazionale, ci si rituffa nella Coppa.
COPPA ITALIA SEMIFINALI: domenica 30 maggio 1937

Milan                 – Genova 1893              1-1

Ambrosiana Inter         – Roma                  0-2

La Roma passa a Milano grazie alle reti di Di Benedetti e Mazzoni e pone fine all’avventura dell’Ambrosiana, mentre Genoa e Milan devono ripetere l’incontro
avendo pareggiato a San Siro grazie ai gol di Aldo Boffi e del sudamericano naturalizzato Figliola.

 

COPPA ITALIA SEMIFINALE (ripetizione): giovedì 3 giugno 1937

Genova 1893              – Milan                 2-1

Grazie ad una doppietta del giovane Marchioneschi, una delle tante rivelazioni stagionali,  i liguri accedono alla finale ponendo fine alla stagione dei
rossoneri, che con il quarto posto in campionato e con la conseguente qualificazione in Mitropa Cup possono comunque ritenersi soddisfatti per quanto ottenuto.

Il 6 giugno, in quel di firenze va in scena la finale di coppa Italia tra Genoa e Roma.

COPPA ITALIA – FINALE -: Firenze, domenica 6 giugno 1937

GENOVA 1893 – ROMA 1-0

RETI: Torti.

GENOVA 1893: Bacigalupo M., Agosteo, Genta; Pastorino, Bigogno, Figliola; Arcari III, Perazzolo, Torti, Scarabello, Marchionneschi. C.T.: H. Felsner.

ROMA: Valinasso, Monzeglio, Allemandi; Frisoni, Bernardini, Gadaldi; Amadei, Serantoni, Di Benedetti, Mazzoni, Tomasi. C.T.: L. Barbesino.

ARBITRO: Mattea.
Prevalgono i liguri per 1 a 0; l’eroe è il centr’attacco Torti, non certo uno dei giocatori più conosciuti del footbal nostrano, ma questo calciatore può fregiarsi dell’onore di aver consegnato ai genovesi l’ultimo trofeo della loro storia ultra-centenaria. Inoltre viene rilanciato un grande tecnico, quel Hermann Felsner che qualche anno prima era uscito con le ossa rotte a causa della vicenda Petrone-Fiorentina.

Per la Roma, invece, la stagione è  completamente fallimentare, lontana dalle prime in campionato, non è nemmeno riuscita ad imporsi in una finale che sembrava alla portata.

Per il Genoa, invece, è un ottimo modo per lasciarsi alle spalle l’onta della retrocessione del 1934 e per sognare magari, traguardi maggiori, tipo lo scudetto della stella.

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