CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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OPERAZIONI DI CALCIO MERCATO 1936

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La stagione 1936-37 inizia in un’atmosfera di euforia collettiva mai più vissuta in Italia. Da qualche mese il nostro paese è diventata una nazione imperiale
e molti dissidenti,  a fronte di una simile conquista, iniziano ad appoggiare ideologicamente il regime, contribuendo a riappacificare ulteriormente la nazione. Perfino Giorgio Amendola, uno dei pochi veri anti fascisti, ed uno dei massimi esponenti del Partito Comunista, ammetterà in seguito che in questo momento non c’è nulla che faccia presagire i disastri avvenuti nel giro di pochi anni.

A questa situazione hanno contribuito anche i successi sportivi delle olimpiadi appena concluse e quelli in campo motoristico. Tazio Nuvolari ed Enzo Ferrari
sono già delle leggende. Sulle strade compare la Topolino, auto con motore 500 di cilindrata che può essere acquistata dalle classi medie, diventando così il primo status simbol delle famiglie italiane.

Intanto le società cercano di prepararsi al meglio per togliere lo scudetto al Bologna e la Coppa Italia al Torino. Tuttavia la situazione debitoria delle
stesse, venuta alla luce con il caso Napoli, le costringe a tenere conto dei nuovi regolamenti in materia amministrativa. I calciatori sono diventati proprietà delle società per le quali sono tesserati e la cifra pattuita per il loro trasferimento dovrà essere depositata, in contanti, in un ufficio federale così
da impedire gli indebitamenti per potenziare gli organici: si apre ufficialmente l’epoca dei calciatori-pacco, la cui fine inizierà verso la metà degli anni sessanta grazie a personaggi come Josè Altafini che ha avuto il coraggio di rischiare un anno di stop agonistico pur di poter discutere del suo contratto e del suo futuro.

In questo calcio-mercato sono molto attivi  i campioni d’Italia uscenti i quali  debbono coprire due posti in organico: Mario Gianni ed Angiolino Schiavio sono al termine della loro storia sportiva; gli emiliani, perciò,  si assicurano Carlo Ceresoli, portiere in crisi fortemente voluto dal tecnico  Arpad
Weists, convinto di restituirlo al grande calcio, e Umberto Busoni, bizzarro centravanti livornese, andato a Napoli per l’astronomica cifra di 250000 lire,
ma che in Campania ha parzialmente deluso, tanto da convincere Achille Lauro a far un po’ di cassa attraverso la sua cessione.

Altro passaggio di maglia importante e quello del portiere Perucchetti, dal Brescia all’Inter, la quale si è garantita pure le prestazioni di Annibale Frossi, l’eroe delle Olimpiadi  di Berlino e di Pietro Ferraris, talentuosa ala sinistra ceduta da Lauro sempre per ripianare l’enorme debito della società
campana, uscita ridimensionata da questo calcio-mercato.

La roma acquista dalla Juventus Pietro Serantoni.

Altra grande, o presunta tale, rimasta alla finestra è il Milan, ma i meneghini preleveranno dalle categorie inferiori un ottimo attaccante: inizia qui la storia rosso-nera
del “bombardiere di Seregno” Aldo Boffi, che precede di qualche anno l’arrivo a Milano del suo ex presidente Umberto Trabattoni, colui che riporterà lo scudetto in via Turati.

La Juventus, dal canto suo, crede nei progressi dei suoi tanti giovani talenti come Guglielmo Gabetto, Alfredo Foni, Pietro Rava e Teobaldo Depetrini, ma cerca di rafforzarsi con un trio di ex viola come Amoretti, Bruno Neri e Scagliotti.

Proprio la Fiorentina sembra indebolita in quanto, oltre ai tre partiti per Torino, deve registrare anche le cessioni dei centrocampisti Mario Bigogno e  Mario
Perazzolo al Genoa. Proprio i liguri sono stati una delle società più attive. Dal marzo del 1936 è cambiata la presidenza affidata all’importatore di carbone
italo argentino Juan Claudio Culiolo, il quale, prima di accettare, si è garantito la fornitura del combustibile da lui importato dalla Polonia a tutta la regione, rendendo così più florida la sua azienda. Di ciò ne beneficia anche il Genoa che per questo motivo può muoversi per allestire una compagine
ambiziosa. Assieme ai due centrocampisti ex Fiorentina, ai quali si è unito anche l’esperto Fasanelli, arrivano Scarabello dallo Spezia, Marchioneschi e, a stagione iniziata, anche Pietro Arcari messo incredibilmente da parte dal Milan.

Infine incuriosisce il Bari dei “vecchietti” Attilio Ferraris IV e Raffaele Costantino.

Le neo promosse sono  la Lucchese la quale ai suoi tanti giovani interessanti affianca un buon attaccante come il paraguaiano Gringa ed il Novara nel quale
cerca di emergere il fratello di Silvio Piola.
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