CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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TORNA L’IMPERO SUI COLLI ROMANI!

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Due giorni dopo la conclusione della ventinovesima giornata di campionato, esattamente alle ore 18 di martedì 5 maggio, Mussolini da Palazzo Venezia, e via radio, dà lettura del telegramma con il quale il

Generale Pietro Badoglio annuncia l’entrata ad Adis Habeba. Il successivo 7 maggio termina ufficialmente la Guerra d’Etiopia, mentre due giorni dopo Mussolini

incorona Vittorio Emanuele Imperatore d’Italia.

La gioia nella nazione è indescrivibile: si è appena conquistato quello spazio vitale che sembra la panacea di tutti i mali. Roma sembra tornata di colpo agli antichi

splendori quando era la vera “caput mundi” e i milioni di emigrati all’estero finalmente possono sentirsi orgogliosi di essere italiani. Tutto questo grazie a Benito

Mussolini verso il quale arrivano grandi attestati di stima anche da molti di coloro che ne avevano osteggiato la salita
al potere (e che ne prenderanno le distanze una volta caduto). I giornali e i cinegiornali sono colmi di peana al regime, ma questo stato di letizia è destinato a

durare poco, solo il tempo di accorgersi
dei costi di una simile conquista e allora via con il lanital, con le scarpe di cartone, con le corriere che vanno a carbonella e con la raccolta di stracci: più che

all’impero romano, quello dei Savoia verrà paragonato all’impero di Franceschiello, con il chiaro riferimento al patrono d’Italia, passato alla storia per andare

vestito di stracci. La differenza è che San Francesco andava in giro vestito di stracci per portare la pace, mentre i nostri soldati,
qualche anno dopo, partiranno vestiti in questo modo per conquistare la Russia!

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