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MITROPA CUP 1934: BOLOGNA DI NUOVO RE DEL CONTINENTE!

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Il primo banco di prova per testare la forza reale del calcio italiano è costituito comunque dalla Mitropa Cup allargata alle prime quattro classificate dei maggiori campionati europei. Per l’Italia
partecipano la Juventus, l’Ambrosiana Inter, il Napoli e il Bologna.

La domenica successiva alla conquista del mondiale le squadre sono subito in campo; si tratta di una giornata positiva nella quale la Juventus batte i cecoslovacchi del Teplicky per 4 a 2, l’Ambrosiana torna da Kladno con un rassicurante 1 a 1, grazie ad un gol del solito Meazza, l’esordiente Napoli pareggia in casa
contro il fortissimo Admira Vienna per 0 a 0, mentre il Bologna sconfigge il Bocskay Debreczin per 2 a 0 grazie ad una doppietta del vicecannoniere dei campionati del mondo Angiolino Schiavio.

La settimana successiva si replica a campi invertiti: la Juventus torna dal terreno del Teplicky con una prestigiosa vittoria per 1 a 0, mentre il Bologna perde in terra magiara per 2 a 1, ma il gol di Reguzzoni è sufficiente per passare il turno. Il primo verdetto sfavorevole arriva dal campo di Milano dove
l’Ambrosiana viene battuta per 3 a 2. E dire che grazie al solito Meazza, i nerazzurri sono passati in vantaggio per due volte venendo prima raggiunti da un gol di Bubenicek e poi da Kloz che segnerà anche la rete decisiva.

Rimane invece irrisolto il confronto tra il Napoli e l’Admira Vienna in quanto gli uomini di Garbut si dimostrano abilissimi ad imporre il 2 a 2 casalingo agli esperti austriaci. La partita decisiva viene disputata a Zurigo, ma il Napoli  crolla clamorosamente per 5 a 0. In casa partenopea scoppiano polemiche furibonde; si cerca un capro espiatorio, puntualmente identificato nella stella Attila Sallustro. Accusato di scarso
impegno al giocatore  toccano 2.500 lire di multa e la perdita della fascia di capitano. Offeso per le allusioni alla sua vita privata (‘a russa, Lucy D’Albert, considerata la causa dello scadimento di forma del campione) al termine di un furibondo litigio con il presidente dell’epoca, Luigi Savarese, egli sbatterà la porta e per due mesi si assenterà dal campo di allenamento.

Il primo luglio si disputa l’andata dei quarti di finale nei quali la Juventus compie l’impresa di andare a vincere per 3 a 1 sul campo dell’Ujpest Dosza. A Bologna, in un pomeriggio torrido, è invece di scena il Rapid Vienna. I felsinei scendono in campo privi di Monzeglio, infortunato, e di Occhiuzzi, in
procinto di ritornare in Uruguay. A nulla serve un rigore assegnato agli austriaci e due reti annullate a Reguzzoni, i rossoblù in una splendida giornata di vena umiliano e sommergono i malcapitati avversari sotto una grandinata di reti. Il Rapid Vienna esce sconfitto dal Littoriale per 6-1 (Perazzolo, Schiavio
2, Reguzzoni, Fiorini 2). Con un vantaggio di cinque reti il Bologna si reca nella Capitale austriaca ben fiducioso del passaggio del turno, ma qui trova un ambiente ostile, un gioco molto rude e un arbitro compiacente che permette tutto, lecito ed illecito. Torna in difesa Monzeglio e Fiorini è impiegato all’ala destra; Maini
viene posto al centro dell’attacco, mentre Schiavio rimane in tribuna. Dopo un primo tempo terminato in parità, 1-1, grazie anche alla prodezza di Gianni, abile nel neutralizzare un rigore, rimanendo infortunato nella mischia successiva, la ripresa si prospetta tremenda. Al gioco rude dei padroni di casa si aggiunge l’espulsione di Monzeglio e un altro rigore per gli austriaci (tirato due
volte, la prima Gianni ha compiuto l’ennesima parata) che porta in vantaggio il Rapid. I padroni di casa segneranno altre due reti prima della fine dell’incontro, usufruendo del terzo rigore della partita, ma non riusciranno a mutare il verdetto: il Bologna è promosso in semifinale.

Sicuramente meno problematico si è rivelato l’impegno della Juventus alla quale è bastato pareggiare in casa per 1 a 1 per accedere al turno successivo.

I Torinesi vengono opposti agli austriaci dell’Admira Vienna, già giustizieri del Napoli. L’andata si gioca al Prater e i bianconeri ritornano in italia sconfitti per 3 a 1. Nel frattempo il Bologna si è recato in Ungheria per affrontare il temibilissimo Ferencvaros, da dove i rossoblù escono sotto scrosci
di applausi del pubblico magiaro al termine di un incontro molto bello.

Il risultato è fissato da una rete di Toldi a cui risponde Maini. Va ricordata anche la marcatura annullata a Schiavio, il quale innervosito si fa anche parare un rigore. Nel ritorno al Littoriale gran spettacolo e girandola di reti (5-1). Vanno in rete Perazzolo, Maini, Schiavio, Reguzzoni (2) ed il mitico Bela Sarosi mette a segno la rete della bandiera. Per un soffio non viene disputata una finale tutta italiana in quanto la Juventus non riesce
a rovesciare l’1 a 3 dell’andata; a Torino gli austriaci limitano i danni uscendo sconfitti per 2 a 1. Purtroppo l’attenzione si sposta dal calcio a cose ben più serie: la pace è nuovamente in pericolo. Il 25 luglio fallisce un Puz per rovesciare proprio il governo austriaco. Lo scopo dei rivoltosi è quello
di realizzare l’annessione  alla Germania di Hitler. Il presidente austriaco Dolfuss rimane comunque ucciso e si teme da un momento all’altro l’invasione del territorio. Anche Mussolini ha paura e decide di schierare l’esercito al confine del Brennero per paura che l’invasione dilaghi anche in Alto Adige dove troverebbe terreno fertile. La popolazione locale non ha mai digerito l’annessione all’Italia avvenuta nel 1918 ne tanto meno il processo di italianizzazione
delterritorio con l’imposizione della lingua italiana perfino nella toponomastica dei luoghi. Si sa bene che il sogno di una popolazione per tre quarti tirolese è quella di ritornare sotto la madre patria. Anche per questi motivi lepartite di finale vengono disputate nel mese di settembre, poco prima dell’inizio dei rispettivi campionati.

Il 2 agosto Adolf Hitler assume anche la carica di Presidente della Repubblica di Germania, accentrando su di sè le due massime cariche politiche tedesche. Da questo momento in avanti verrà chiamato “Führer”, guida, praticamente la traduzione dal latino di DUCE.

La gara d’andata della Mitropa Cup va in scena a Vienna con il bologna privo di Angelo Schiavio sostituito da Aldo Spivach e proprio la punta istriana riesce a segnare al famoso Platzer,
concludendo felicemente una brillante azione della prima linea rossoblù. Quando tutto fa presagire un successo per i bolognesi, nella ripresa, dopo che Mario Gianni para l’ennesimo rigore del torneo, in soli quattro minuti, approfittando di un momento di sbandamento della difesa rossoblù, i viennesi segnano
tre volte. Pronta risposta petroniana e rete di Reguzzoni del definitivo 3-2.

Il Bologna abbandona il campo sotto gli scroscianti applausi dei cinquantamila spettatori intervenuti. Il risultato conseguito in campo avverso lascia fiduciosi per la partita di ritorno che sarà disputata quattro giorni dopo.

A Bologna il grande portiere Platzer si deve inchinare ben cinque volte allo strapotere dell’attacco rossoblù. Vanno in rete Maini, Reguzzoni tre volte, Fedullo, mentre Vogl I su rigore riesce a segnare il punto della bandiera per gli austriaci.

Il Bologna, questa volta sul campo,  si aggiudica il trofeo per la seconda volta. Carlo Reguzzoni, capocannoniere con 10 reti, viene definito da Hugo Meisl la miglior ala sinistra d’Europa.

La vittoria europea dei felsinei da la stura per nuovi peana riguardanti la forza e la superiorità della gente italiana, capace di primeggiare nonostante le difficoltà causate dall’arroganza delle nazioni plutocratiche che, pretendendo la restituzione di esosi debiti di guerra, impediscono una maggiore crescita economica.


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