CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

AUSTRIA-ITALIA 02: L’ESORDIENTE PIOLA RIPORTA A CASA LA COPPA INTERNAZIONALE

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La nazionale azzurra si reca in Austria senza Meazza. Pozzo, per l’occasione decide di gettare nella mischia Silvio Piola, per garantire maggior peso all’attacco azzurro. Tuttavia
il tecnico piemontese ha qualche dubbio circa il suo conterraneo, che lui vede forte fisicamente, ma ancora acerbo tecnicamente.

Circa l’esordio di Piola con la maglia della nazionale, va ricordato un aneddoto che poteva diventare drammatico: nel momento in cui arriva il telegramma nella sede della Lazio, Piola è irrintracciabile. Il portiere bianc’azzurro Blason, amico del bomber è l’unico a sapere dove trovare il compagno di squadra. Appassionato di caccia, il giovane sta trascorrendo qualche ora in compagnia dell’amico fucile quando lo trova Blason. Convinto che si tratti di uno scherzo di cattivo gusto, Piola si adira con il compagno accusandolo di fargli perdere la battuta.

Pozzo, comunque dietro gli mette due mezze ali come Attilio Demaria e Giovanni Ferrari forti tecnicamente e con spiccato senso del gol. Ritorna in nazionale anche Alfredo Pitto, anima dell’Inter in lotta per lo scudetto. Nella stessa gara esordiscono anche il centro-mediano interista Faccio e il mediano
bolognese Gino Corsi.

Qualche centinaio di chilometri più a nord si stanno ponendo le basi per obbiettivi di ben altra portata. In poco più di due anni, da quando il 31 gennaio 1933 Adolf Hitler è diventato cancelliere tedesco, la nazione tedesca è indirizzata su una strada ben precisa che prevede la militarizzazione del territorio, in barba alle prescrizioni del trattato di Versailles del 1919. Il leader tedesco ha già mostrato i muscoli nell’estate precedente, diventando uno degli organizzatori del fallito colpo di stato che ha portato alla morte del presidente della Repubblica austriaca Dolfuss e che avrebbe dovuto sancire la riunificazione dei due stati. Solo l’intervento di Mussolini, pronto ad inviare truppe sul valico del Brennero, ma lasciato solo dalle “grandi” nazioni democratiche, ha fatto si, anche per l’enorme stima di Hitler nei confronti del Duce, che l’evendto sia rinviato di altri quattro anni.

La politica spregiudicata dell’omino di Braunau non si ferma: il 10 marzo, sempre in spregio al trattato di Versailles, Hitler istituisce nuovamente la leva obbligatoria, mentre il 21 marzo nasce la Luft Wafe, ossia l’areonautica militare tedesca, nonostante, sempre il trattato sopra citato, impedisca a Berlino il riarmo.
119: Wien (Wiener Stadion, Prater) – domenica, 24 marzo 1935 – ore 15,00

AUSTRIA – ITALIA                                0-2                 (C.I. III ed. 4’a gara)

RETI: 51’ e 81’ Piola

AUSTRIA: Platzer, Pavlicek, Sesta, Wagner, Smistik I, Skoumal, Zischek, Gschweidl (cap.), Sindelar, M. Kaburek, Pesser. C.T.: H. Meisl.

ITALIA: Ceresoli (Ambrosiana – Inter) 5, Monzeglio (Bologna) 21, Mascheroni (Ambrosiana – Inter) 2, Pitto (Ambrosiana – Inter) 27 (cap.), Faccio (Ambrosiana – Inter) 1, Corsi (Bologna) 1, Guaita (Roma) 10, Demaria (Ambrosiana – Inter) 3, Piola (Lazio) 1, Giovanni Ferrari (Juventus) 27, Orsi (Juventus) 35. C.T.:
V. Pozzo.

ARBITRO: Lewington (Inghilterra).

SPETTATORI: 60.000
Contro Sindelar e compagni grande vittoria e grande prova dell’esordiente Silvio Piola il quale, realizzando una doppietta, regala all’Italia la sua seconda coppa internazionale e fuga tutti i dubbi di Pozzo. La competizione non è ancora terminata, ma il vantaggio sulla seconda è tale da consegnare matematicamente il trofeo nelle mani degli italiani. Ancora una volta l’ambiente può gioire, ma in Italia si sta pensando ad altro: le notizie provenienti dall’Etiopia,
dove da oltre un mese sono presenti oltre trentamila giovani italiani, confermano le previsioni circa un conflitto di soluzione rapida ed indolore.
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