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FINALE DI LEGA SETTENTRIONALE 1924-25: SALTA IL FATTORE CAMPO E SI VA ALLO SPAREGGIO

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All’appuntamento con la finale della Lega Settentrionale, per il momento ancora la vera sfida

scudetto, i campioni in carica del Genoa trovano un Bologna in grandi condizioni. La squadra ha guadagnato in potenza e

robustezza quello che in eleganza e in armonia ha perso con la partenza di Cesare Alberti. Felsner le ha impresso un nuovo

stile facendone una compagine pronta alla battaglia con una fisionomia e un carattere inconfondibili. Essa può

considerarsi definitivamente sistemata con l’innesto del pisano Mario Gianni tra i pali (comincia per il “gatto magico” la

ribalta di gloria) e quello
di Giordani in un centrocampo già forte di un Pietro Genovesi che in quello stesso anno porta via al genoano Barbieri il

posto in Nazionale e di un Baldi cui però l’emozione ha giocato brutti scherzi nella gara contro l’Ungheria che avrebbe

dovuto segnarne la consacrazione in azzurro. L’attacco poi non si discute: nelle ultime 47 partite ha realizzato qualcosa

come 127 reti! Della Valle-Schiavio-Perin danno spettacolo. Ai loro lati guizza Martelli, mentre a sinistra Giuseppe

Muzzioli, l’altro prodotto del vivaio virtussino sfodera velocità, irruenza e potenza di tiro, a dispetto del fisico

rotondetto che gli è valso il nomignolo
di “Teresina”, prodotto presente sui banchi delle pasticcerie emiliane dell’epoca.

Del Genoa di Garbut si sa ormai tutto dato che i suoi componenti sono assurti al rango di campionissimi del momento ed

essendo i padroni incontrastati del campionato nazionale da due stagioni. Il centrocampo ligure (Barbieri, Burlando,

Leale) è il migliore d’Italia e all’attacco può contare sull’ex bolognese Alberti, il predecessore di Schiavio, rimesso a

nuovo dall’operazione al menisco dopo che il Bologna lo ha ceduto ritenendolo ormai inutilizzabile! Per tutti questi

motivi, e per una naturale predisposizione alla vittoria data dagli eccellenti risultati, il Genoa parte con i favori del

pronostico della critica specializzata dell’epoca.

Il 24 maggio lo Stadio Sterlino di Bologna è gremito in ogni ordine di posti da un pubblico calorosissimo che vuole

vendicata la sconfitta dell’anno precedente. I felsinei scendono in campo con Innocenti al posto di Muzioli, mentre i

genoani sono in formazione tipo. La partita è subito combattuta e maschia: agli attacchi dei padroni di casa i liguri

rispondono con ficcanti contropiedi, ma la prima frazione termina a reti bianche. Si riprende ancora con il Bologna in

avanti che sfiora il gol. Per i liguri sembra vicino il momento della capitolazione quando l’ex Cesare Alberti, abile a

sfruttare un cross di Moruzzi lanciato da Santamaria, mette nei guai la sua vecchia squadra segnando dopo 12′ di gioco

della ripresa. Incalzante offensiva bolognese per tutto il resto della partita, e a 5′ dal termine, dopo che De Prà ha

salvato su Schiavio e dopo una traversa colpita dai felsinei, gol beffa di Edoardo Catto, controbattuto vanamente da

quello di Schiavio in chiusura.

La domenica successiva i rossoblu emiliani, avendo già per tre quarti perso il campionato e non essendo sotto il controllo

della propria folla, si lanciano allo sbaraglio e compiono il miracolo. Felsner quel giorno può varare la formazione

migliore, con la quale, proprio grazie ad una prodezza del rientrante Muzzioli al 36′ chiude in vantaggio il primo tempo.

Il Genoa si riprende nel secondo, pareggiando al 28′ con Santamaria e dominando successivamente i rivali, visibilmente

scoraggiati. Ai liguri il pareggio sarebbe bastato ma davanti al loro pubblico cercano il gol della vittoria. Una

situazione simile la rivivremo quasi sessant’anni dopo quando il Brasile, raggiunto il 2 a 2 contro l’Italia che lo

avrebbe
qualificato ad una semifinale mondiale, volendo stravincere offrirà il fianco al contropiede azzurro. Ecco, quindi, a tre

minuti dalla fine l’incredibile colpo di scena. Genovesi, spostato all’ala destra in seguito a un infortunio crossa

liberamente: la palla rimbalza per terra prima di essere colpita di testa da Della Valle, non certo con troppa forza, De

Pra non riesce ad agguantarla! La partita è vinta 2-1 ed il campionato riaperto. Per i quattrocento coraggiosi giunti da

Bologna il ritorno è senz’altro molto dolce.

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