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BOLOGNA-GENOA ULTIMO ATTO: FELSINEI VERSO IL TRICOLORE

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Per il mondo del calcio c’è la necessita impellente di dirimere la questione: la Lega Settentrionale si è schierata sulle posizioni genoane e ha permesso ai rosso-blu liguri di concedere ai giocatori lo “sciogliete le righe” per l’intero mese di agosto. Pertanto la decisione della federazione

presa il 26 luglio di giocare il 9 agosto a Milano la sfida decisiva a porte chiuse, coglie di sorpresa la società della

“Lanterna”. I calciatori vengono richiamati dalle vacanze e Garbut ha il suo bel da fare per presentare una formazione

almeno decente.

È il 9 agosto, alle sette e un quarto del mattino, sul campetto milanese della “Forza e Coraggio” a Vigentino,

semideserto. Presenziano soltanto dirigenti, giornalisti, qualche tifoso locale, e il campo è circondato da uno squadrone

di carabinieri a cavallo. In questo ambiente, Bologna e Genoa si affrontano per l’ultimo duello (ci ha pensato la stampa a

sviare i tifosi… dirottandoli a Torino!). Stavolta la maggiore freschezza del Bologna (Martelli I al posto di Genovesi)

ha il sopravvento su un Genoa costretto a rinunciare a Daniele Moruzzi sostituito da Lamon I: segna Pozzi al 27′ del primo

tempo, raddoppia Perin a tre minuti dal termine con un tiro imparabile; per il Bologna è la grande vittoria! Per la

cronaca il Bologna termina l’incontro con 9 uomini, essendo stati espulsi Giordani all’inizio della ripresa per un brutto

fallo e Borgato che esulta per il secondo gol con un gesto non proprio cavalleresco! Alla fine il presidente, ing. Paolo

Graziani e Felsner spariscono in lacrime tra i giocatori esultanti: il campionato è vinto, il Bologna F.C. può finalmente

fregiarsi del titolo di Campione d’Italia. Le finali nazionali che rimangono da disputare contro l’Alba di Roma non

possono preoccupare.

A Bologna, il 16 agosto, i felsinei rifilano quattro reti all’Alba Roma grazie ad una doppietta di Della Valle e ai gol

successivi di Schiavio e Perin. Va detto che i capitolini hanno resistito dignitosamente un tempo, ma hanno pagato la loro

inferiorità tecnica. La settimana successiva le due squadre sono nuovamente di scena nella capitale e il Bologna replica

la vittoria per 2 a 0 passando in vantaggio alla mezz’ora ancora una volta con Della Valle e mettendo al sicuro il

risultato con l’ala destra Rubini che ha così modo di togliersi una grande soddisfazione.

Conosciamo ora gli uomini che, guidati in panchina da Hermann Felsner, hanno portato lo scudetto al di fuori dei confini

tradizionali nei quali era sempre
stato:

Gianni, Gelati, Borgato, Modoni, Gasperi; Genovesi, Baldi, Martelli I, Innocenti; Pozzi, Rubini, Della

Valle, Schiavio, Perin, Muzioli.

Questo lungo e tormentato campionato ha una coda la domenica successiva con la gara decisiva per

rimanere in prima categoria. A Milano il Mantova batte la Spal per 3 a 1 e costringe i ferraresi ad un lungo oblio che

terminerà solamente all’inizio degli anni cinquanta.

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