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GORIZIA CONQUISTATA: MA QUANTI MORTI!

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Mentre il Milan si avvia a vincere la Coppa Federale, l’11 Marzo del 1916 inizia la quinta battaglia

sull’Isonzo. Si assiste all’ennesima carneficina che porta in dote solamente paure e scoramento tra le truppe. Cadorna

comprende che sarebbe il caso di arretrare oltre il Piave e di concentrare l’attenzione sul trentino, ma a Roma questa

operazione viene vista come una perdita d’immagine insostenibile agli occhi degli alleati, per cui o si mantengono le

posizioni, oppure Cadorna verrà destituito. Il generale rassicura Re e ministri e lancia i suoi nella battaglia per la

conquista di Gorizia combattuta ad agosto.

E’ un’altra carneficina, ma la città friulana è presa. Questa piccola vittoria serve alla propaganda bellica per cercare

di alimentare lo spirito combattivo della nazione per altro molto basso. Il 4 settembre si assiste alla sesta battaglia

sull’Isonzo e si comprende che il nuovo muro difensivo austriaco è invalicabile. Intanto, sotto la spinta della vittoria

di Gorizia, l’Italia dichiara guerra anche alla Germania, che nel frattempo è stata pesantemente sconfitta dalla Francia

nella battaglia della Somme. E dire che Berlino avrebbe dovuto ospitare i VI giochi olimpici, invece non ci sono risultati

sportivi in quest’estate bisistile, ma solo tanti referti di morte. La pulizia tanto auspicata dalle correnti culturali degli anni pre bellici si sta compiendo, i più forti sopravvivono mentre i “coleoni” – così li identificava Papini in un suo scritto

inneggiante gli effetti positivi di un’eventuale guerra sulla società futura – soccombono (e quelle del Carso rimarranno

delle aride pietraie nonostante il sangue versato!).

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