CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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L’ITALIA VERSO CAPORETTO

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A maggio del 1917 sono così trascorsi due anni di guerra costellati da vittorie inutili per cambiare il

corso degli eventi e da sconfitte, la cui responsabilità viene imputata non all’arretratezza dei mezzi, ma

all’indisciplina delle truppe e al disfattismo favorito dalle opinioni delle correnti avverse alla guerra. E dire che

questo è un momento favorevole per i nostri soldati! Nonostante l’esercito austriaco sia superiore tecnologicamente e

logisticamente, il morale tra le sue fila è decisamente basso, soprattutto dopo la morte dell’imperatore Francesco

Giuseppe, che, al contrario sembra aver galvanizzato
i nostri. Inoltre da febbraio anche gli Stati Uniti sono entrati in scena. Il pretesto è stato l’affondamento da parte di

un sommergibile tedesco di una nave americana che stava trasportando dei feriti. Inoltre gli austriaci hanno subito gravi

sconfitte sul fronte orientale. Ma la situazione in prima linea
rimane disperata in quanto i soldati debbono fronteggiare comunque la furia di un nemico oggettivamente superiore per

uomini e per tecnologia e allo stesso tempo debbono anche temere la ferrea disciplina imposta da Cadorna il quale non

esita a far fucilare alla schiena chi indietreggia durante gli attacchi.

Anche la condizione di chi è rimasto a casa non è migliore. Tutte le fabbriche vengono convertite alla produzione militare

ed in esse viene imposta una disciplina da caserma; sono aboliti tutti i diritti sindacali e vengono imposti orari di

lavoro da schiavi: dalle 70 alle 75 ore settimanali. Inoltre tutti coloro che in qualche modo contribuiscono allo sforzo

bellico debbono sopportare il dileggio dei neutralisti. Le risorse alimentari sono ridotte all’osso e la situazione

sociale precipita nell’agosto del 1917, quando in varie città del nord scoppiano sommosse spontanee contro la guerra. Le

ingenti spese che questa ha comportato, fanno si che nel Paese manchi tutto; prospera la borsa nera, mentre aumentano

denutrizione e malattie. In alcune città dilaga il fenomeno dell’ammutinamento delle truppe. Il governo cerca di far

fronte attraverso i giornali, tentando di magnificare i vantaggi che saranno ottenuti a guerra vinta.

Tutto sembra invece perduto quando il 24 ottobre gli austriaci sfondano a Caporetto. Inizia una ritirata disordinata oltre

il Piave, mentre le popolazioni che vivono in quelle zone di frontiera sono costrette ad abbandonare i propri luoghi

natii. Anche l’Italia conosce il fenomeno dei profughi.

A questo punto gli alleati dell’Italia, vedendo compromesse le loro vittorie, decidono di collaborare fattivamente.

Tuttavia pongono come condizione la destituzione di Cadorna e la possibilità di fare loro i piani di battaglia.

Le sorti del conflitto mutano soprattutto con l’entrata in scena degli Stati Uniti i quali in meno di dodici mesi

riusciranno laddove ha fallito Cadorna in oltre due anni di massacri.

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