CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LE GRANDI SFIDE DI SERIE A E TUTTA LA CHAMPION'S LEAGUE SU MEDIASET PREMIUM

OLIMPIADI 1928: LE FINALI

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
Il rammarico per la sconfitta di misura subita contro l’Uruguay è grande, ma c’è comunque la possibilità di salire sul podio: l’Argentina ha mostrato probabilmente il reale valore dell’Egitto.

Nella finale per il bronzo Rangone dà spazio a Delfo Bellini e Pietro Genovesi, finora mai scesi in campo e schiera una linea d’attacco anomala spostando Baloncieri

all’ala destra al posto di Enrico Rivolta e inserendo Elvio Banchero nel ruolo di mezz’ala destra.

75: Amsterdam (Olympisch Stadion) –domenica, 10 giugno 1928

ITALIA–EGITTO 11-3 (IX Ol. Finale III posto)

RETI: 6’ Schiavio, 12’ Riad (E), 14’ Baloncieri, 16’ Riad (E), 19’ e 39’ Banchero, 42’ Schiavio, 44’ Banchero, 52’ Baloncieri, 58’ Schiavio, 60’ Hassan (E), 72’, 80’

e 88’ Magnozzi

ITALIA: Combi (Juventus) 14, Bellini (Genoa) 8, Caligaris (Casale) 37, Genovesi (Bologna) 9, Bernardini (Inter) 20, Pitto Bologna) 5, Baloncieri (Torino) 39 (cap.),

Banchero (Alessandria) 2, Schiavio (Bologna) 9, Magnozzi (Livorno) 21, Levratto (Genoa) 26. C.T.: A. Rangone.

EGITTO: Hamdi, Abaza, Shemels, El Souri, El Hassani (cap.), Hassan, Mohamed, Riad, Ismail, Hadan, Zubeir.

ARBITRO: Langenus (Belgio)

La partita vera dura venti minuti, poi è un monologo azzurro che sommerge di gol i malcapitati africani. Per i nostri c’è una prestigiosa medaglia

di bronzo, la soddisfazione di essere la miglior squadra europea del momento, e per quattro calciatori in particolare, questo bronzo olimpico costituisce il loro

miglior risultato. Si tratta di Fulvio Bernardini, di Elvio Banchero di Felice Levratto e di Mario Magnozzi.

La finale per la conquista della medaglia d’oro vede quindi affrontarsi l’Uruguay e l’Argentina. Le due squadre sono ricche di fuoriclasse, dato che ai campioni in

carica si oppongono artisti del pallone rispondenti al nome di Monti, Tarasconi ed Orsi.

Amsterdam (Olympisch Stadion) – domenica 10 giugno 1928

URUGUAY – ARGENTINA 1-1 d.t.s. (FINALE 1o POSTO)
RETI: Petrone (UR), Ferreyra (AR)

URUGUAY: Mazzali, Nasazzi (cap), Arispe; Andrade, Fernandez, Gestido; Urdinaran, Castro, Petrone, Cea, Campolo.

ARGENTINA: Bossio, Bidoglio, Paternoster; Medici, Monti, Evaristo J.; Caricaberry, Tarasconi, Ferreyra(cap), Gainzarain, Orsi.

ARBITRO: Mutters (Olanda).
Davanti ad un pubblico in visibilio, le due squadre se le danno, si combattono ed offrono spettacolo. L’Uruguay chiude in vantaggio la prima

frazione di gara grazie ad una prodezza di Nino Petrone. Nella ripresa gli argentini riordinano le idee e pervengono al pareggio grazie ad una prodezza del loro

capitano Ferreira. La gara arriva ai tempi supplementari, nei quali l’equilibrio prevale sovrano e il match verrà ripetuto tre giorni dopo.

Amsterdam (Olympisch Stadion) – mercoledì 13 giugno 1928

URUGUAY – ARGENTINA 2-1 (REPLAY FINALE 1o POSTO)

RETI: Figueroa, Scarone (UR); Monti (AR)

URUGUAY: Mazzali, Nasazzi (cap), Arispe; Andrade, Piriz, Gestido; Arremon, Scarone, Borjas, Cea, Figueroa.

ARGENTINA: Bossio, Bidoglio, Paternoster; Medici, Monti, Evaristo J.; Caricaberry, Tarasconi, Ferreyra (cap), Perducca, Orsi.

ARBITRO: Mutters (Olanda).
Stesso arbitro e stesso campo per una contesa che risulta immediatamente combattuta ed equilibrata . I campioni in carica mettono in campo tutta la

loro esperienza e grazie alle reti di Figueroa e di Hector Scarone mettono in cassaforte la loro seconda medaglia d’oro consecutiva. Il gol di Luis Monti serve solo a

lenire la delusione degli argentini.

Da questa bellissima competizione Il calcio italiano torna a casa con una medaglia
sottraendosi in questo modo alle critiche del regime, rimasto deluso per i non eccelsi risultati conseguiti dalla spedizione azzurra. Infatti, rispetto a Parigi, sono

diminuite le medaglie d’oro; in particolare si è dimostrata deficitaria l’Atletica leggera dalla quale non è arrivata nemmeno una medaglia.

L’Olimpiade olandese ha consacrato Felice Levratto a stella di prima grandezza e ha segnato la fine dell’avventura azzurra di Augusto Rangone.

È l’intero mondo del calcio che vede chiudersi un’epoca con questo torneo. Ad oggi questa è l’ultima volta nella quale le olimpiadi ospitano le nazionali maggiori di

calcio. In nome del dilettantismo, i calciatori di fama maggiore verranno esclusi dal torneo, anche quando invece verranno ospitati professionisti di altri sport

quali, ad esempio, i cestisti dell’NBA statunitense. Di qui in avanti si apre un rapporto ambiguo tra il CIO e il mondo pallonaro costretto ad inviare prima calciatori

che non avessero mai disputato partite ufficiali con le loro nazionali e successivamente giocatori under 23, quasi che questi non fossero professionisti.

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE Facebooktwittergoogle_pluslinkedinrssyoutubeby feather

LASCIA UN Commento