CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LE GRANDI SFIDE DI SERIE A E TUTTA LA CHAMPION'S LEAGUE SU MEDIASET PREMIUM

OLIMPIADI 1928: I QUARTI DI FFINALE

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
Ad attendere gli azzurri nei quarti il primo di giugno c’è la solita Spagna capitanata dal sempre immenso Ricardo Zamora, ancora una volta costretto a seguire la gara dalla tribuna.

Rangone apporta alcuni cambiamenti all’undici titolare: innanzitutto Gianpiero Combi prende il posto di Giovanni De Prà tra i pali, evidentemente i tre gol subiti per

mano della Francia hanno lasciato il segno; nel ruolo di centro-mediano Alfredo Pitto sostituisce Fulvio Bernardini e il bolognese Schiavio avvicenda Elvio Banchero al

centro dell’attacco.

72: Amsterdam (Olympisch Stadion) –venerdì, 1 giugno 1928 – ore 19,00

ITALIA–SPAGNA 1-1 d.t.s. (IX Ol. 4’i di finale)

RETI: 11’ Zaldua (S), 63’ Baloncieri

ITALIA: Combi (Juventus) 11, V. Rosetta (Juventus) 24, Caligaris (Casale) 34, Pietroboni (Inter) 9, Pitto (Bologna) 2, Janni (Torino) 16, Rivolta (Inter) 4, Baloncieri

(Torino) 36 (cap.), Schiavio (Bologna) 6, Rossetti II (Torino) 8, Levratto (Genoa) 23. C.T.: A. Rangone.

SPAGNA: Jauregui, Quincoces, Zaldua, Amadeo, Antero, Legarreta, Mariscal, Regueiro, Yermo (cap.), Marculeta, Kiriki. C.T.: D.J. Berraondo Insausti.

ARBITRO: Lombardi (Uruguay)

Ancora una volta i primi minuti risultano fatali alla nazionale azzurra colpita dopo undici minuti dal terzino Zaldua; ma le sfide contro le furie

rosse sono sempre aperte e combattute. I nostri hanno il merito di non lasciarsi sovrastare e nella ripresa pervengono al pareggio grazie all’ennesimo gol azzurro
di capitan Baloncieri abile a superare l’estremo difensore iberico Jauregui. La gara termina in parità e si rendono necessari i tempi supplementari. Ad Amsterdam è

scesa ormai la sera e c’è solamente il tempo di veder terminare in parità anche questa appendice. Non essendo previsti i calci di rigore, tutto è rimandato
al lunedì successivo.

La competizione prosegue con l’Argentina, in campo dopo 72 ore, impegnata col Belgio, il quale può fruire di ben sei giorni di riposo.

Amsterdam (Olympisch Stadion) – sabato 2 giugno 1928

ARGENTINA – BELGIO 6-3 (4i DI FINALE)

RETI: Tarasconi 3, Ferreyra, Monti, Orsi (AR); Braine R., Van Halme, Moeschal (BE)

ARGENTINA: Bossio, Bidoglio, Paternoster; Medice, Monti, Orlandini; Caricaberry, Tarasconi, Ferreyra (cap), Cherro, Orsi.

BELGIO: De Bie, Ruyssevelt, Hoydonckx; Braine P., Van Halme (cap), Boesman; Devos, Despae, Braine R., Moeschal, Diddens.

ARBITRO: Gama (Italia).

SPETTATORI: 25.000.
I giorni di riposo in meno non impediscono all’Argentina di strapazzare il Belgio, capace di rimanere in partita solamente un tempo. Il solito

Tarasconi, scatenato, il capitano Ferreira, il funambolo Orsi e il gigantesco Luis Mont, confezionano questo successo dal sapore tennistico.

Il torneo non conosce sosta ed il 3 giugno le outsider Egitto e Portogallo si giocano la possibilità d’entrare nella storia, mentre l’Uruguay deve guardarsi dalla

Germania già giustiziera della Svizzera.

Amsterdam (Olympisch Stadion) – domenica 3 giugno 1928

EGITTO – PORTOGALLO 2-1 (4i DI FINALE)

RETI: Mokhtar 2 (EG); Vitor Silva (PO)

EGITTO: Hamdi, Fahmy Abaza, Salem; Yacout El Soury, El Hassani (cap), Ezz el din Gamal; Ismail I, Riad, Ismail II, Mokhtar, Zubeir.

PORTOGALLO: Roquette, Carlos Alves, Vieira (cap), Figueiredo;Silva A., de Matos, Valdemar Mota, Pepe, Vitor Silva, Armando Martins, Martins J.M..

ARBITRO: Mauro (Italia).

Amsterdam (Olympisch Stadion) – domenica 3 giugno 1928

URUGUAY – GERMANIA 4-1 (4i DI FINALE)

RETI: Petrone 2, Castro 2 (UR); Hofmann R. (GE)

URUGUAY: Mazzali, Nasazzi (cap), Arispe; Piriz, Fernandez, Gestido; S.Urdinaran, Castro, Petrone, Cea, Campolo.

GERMANIA: Stuhlfarth, Beier, Weber; Knopfle, Kalb (cap), Leinberger; Albrecht, Hornauer, Pottinger, Hofmann R., Hofmann L. .

ARBITRO: Mohamed (Egitto).

SPETTATORI: 45.000.

L’Egitto batte il Portogallo per 2 a 1 garantendosi un posto nell’elites del torneo. Passeranno molti anni prima di vedere una nazionale africana

raggiungere un risultato simìle in qualche grande competizione internazionale.

A seguire, l’Uruguay, trascinato da una doppietta del rientrante Nino Petrone, pone fine drasticamente all’avventura della Germania nel torneo rifilandole un pesante 4

a 1.

Nonostante la chiusura dei quarti, il quadro delle semifinaliste non è ancora completo in quanto Italia e Spagna debbono spareggiare il loro match. Tra gli iberici

persiste l’assenza di Zamora, cosa che non dispiace affatto agli avanti azzurri. Dal canto suo, il tecnico azzurro Rangone sostituisce Pietroboni con il compagno di

club Bernardini e il granata Rossetti con Magnozzi.

73: Amsterdam (Olympisch Stadion) –lunedì 4 giugno 1928 – ore 14,00

ITALIA–SPAGNA 7-1 (IX Ol. 4’i di finale ripetizione)
ITALIA: Combi (Juventus) 12, V. Rosetta (Juventus) 25, Caligaris (Casale) 35, Pitto (Bologna) 3, Bernardini (Inter) 18, Janni (Torino) 17, Rivolta (Inter) 5,

Baloncieri (Torino) 37 (cap.), Schiavio (Bologna) 7, Magnozzi (Livorno) 19, Levratto (Genoa) 24. C.T.: A. Rangone.

SPAGNA: Jauregui, Quincoces, Zaldua, Amadeo, Gamborena (cap.), Trino, Bienzobas, Cholin, Yermo, Marculeta, Robus. C.T.: D.J. Berraondo Insausti.

ARBITRO: Boekman (Olanda)

Questa volta i primi venti minuti si rivelano propizi alla nazionale azzurra che, grazie al rientrante Magnozzi, a Schiavio e a Baloncieri, chiude

la questione del passaggio alle semi-finali. Il resto della gara è un autentico trionfo azzurro completato dalle reti di Fulvio Bernardini poco prima dell’intervallo

e, dopo il gol della bandiera spagnola, da Enrico Rivolta e da una doppietta di Levratto che esalta il pubblico olandese e che fa assumere al punteggio dimensioni

umilianti per le “furie rosse.”

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE Facebooktwittergoogle_pluslinkedinrssyoutubeby feather