CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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LA PREPARAZIONE DEGLI AZZURRI

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In un’atmosfera di pace socio-economica generale il mondo, che poco a poco vede guarire le ferite aperte dalla guerra conclusa dieci anni prima, si

prepara a vivere la IX edizione delle Olimpiadi dell’era moderna la cui organizzazione è stata affidata ad Amsterdam. Si tratta della prima edizione nella quale non è

protagonista il barone Pierre De Coubertin ritiratosi a vita privata dal’1 settembre del 1925 a causa dei suoi gravi problemi
di salute. Al suo posto è subentrato il belga Henry De Baillet Latour
il quale avvalla la partecipazione delle donne alle gare di atletica leggera e di ginnastica.

La manifestazione prende il via il 17 maggio con una cerimonia nella quale, per la prima volta viene accesa la fiamma olimpica portata in Olanda a piedi direttamente

da Atene da una staffetta di podisti chiamati tedofori. Rispetto alle edizioni precedenti, il calendario viene compresso in un lasso di tempo
di due settimane; nel contempo vengono ridotte anche le discipline a quattordici. Alle competizioni si iscrivono ben 2884 atleti in rappresentanza di ben 46 nazioni,

risultato mai più raggiunto nel periodo antecedente la seconda guerra mondiale. Tra queste ritorna anche la rappresentativa della Germania,
finora esclusa per punizione in quanto la nazione tedesca è stata considerata la responsabile dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.

In Olanda si reca anche una numerosa compagine italiana con il preciso dovere di tenere alto il nome della nazione e del regime che la governa. Attraverso le medaglie

olimpiche si vuole dare l’immagine di un Paese dinamico, combattivo e progredito, capace di reggere il passo con le super potenze mondiali.

Anche la nazionale di calcio non è esente da questo dovere. Nonostante la non brillante tourné iberica, gli uomini guidati da Augusto Rangone partono fiduciosi di

poter recitare un ruolo da protagonisti. Esperienza e talento non mancano di certo ad una rosa composta da:

Elvio Banchero dell’Alessandria;

Pietro Genovesi, Alfredo Pitto e Angiolino Schiavio del Bologna;

Umberto Caligaris del Casale;

Delfo Bellini, Giovanni De Prà e Felice Levratto del Genoa;

Fulvio Bernardini, Silvio Pietroboni ed Enrico Rivolta dell’Inter;

Gianpiero Combi e Virginio Rosetta della Juventus;

Mario Magnozzi del Livorno;

Adolfo Baloncieri, Anacleto Janni, Giulio Libonatti e Gino Rossetti del Torino.

Al torneo partecipano diciassette compagini in un tabellone ad eliminazione diretta, tutti cercano di spodestare i campioni uscenti dell’Uruguay che, in assenza dei

maestri inglesi, ancora rinchiusi nel loro “splendido isolamento”, sono la nazione di riferimento. Il torneo di calcio inizia il 27 maggio con un preliminare tra

Portogallo e Cile necessario per eliminare una squadra, con i lusitani vincitori per 4 a 2. Lo stesso giorno il torneo calcistico entra nel vivo.

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