CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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TURNO PRELIMINARE OLIMPIADE 1924: GLI AZZURRI ESTROMETTONO IL GRANDE ZAMORA

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All’olimpiade parigina sono iscritte 22 compagini; il lotto delle

partecipanti comprende tutte le squadre più forti, ad eccezione dei

cosiddetti “maestri” della Gran Bretagna, che per motivi regolamentari,

rifiutano di prendere parte al torneo calcistico. In realtà gli inglesi

vogliono centellinare la loro sapienza calcistica riservandola a pochi

“eletti” mettendo in mostra tutto il proverbiale snobbismo tipico della Terra

d’Albione.

La formula della competizione prevede gare ad eliminazione diretta con un

turno di qualificazione tra 12 squadre tra cui sono comprese anche l’Italia e

la Spagna vincitrice della medaglia d’argento alle Olimpiadi di Anversa.


Senza i rappresentanti di Sua Maestà, il torneo prende comunque il via alle

ore 13 di domenica 25 maggio.

Parigi – domenica 25 maggio 1924 – ore 13,00

STATI UNITI – ESTONIA 1-0 (Turno eliminatorio)

RETI: Stradan

STATI UNITI: Douglas, Davis, Rudd; Jones, Hornberger, O’Connor; Findlay,

Brix, Stradan(cap), Farrell, Dalrymple.

ESTONIA: Lass, Pihlak, Silber; Rein, Kaljot, Kaarman; Vali, Paal, Ellman

(cap), Upraus, Joll.

ARBITRO: Putz (Belgio).

Il torneo si apre con la vittoria degli Stati Uniti

sull’Estonia per 1 a 0, propiziata da un gol del centravanti Stradzan,

capitano della nazionale.

Parigi – domenica 25 giugno 1924 – ore 16,00

SVIZZERA – LITUANIA 9-0 (Turno Eliminatorio)

RETI: Sturzenegger 4, Abegglen 3, Ramseyer, Dietrich

SVIZZERA: Pulver, Reymond, Ramseyer; Oberhauser, Schmiedlin(cap), Pollitz;

Ehrenbolger, Sturzenegger, Dietrich, Abegglen M., Fassler.

LITUANIA: Balciunas, Janusauskas, Hardingsonas; Razma, Bartuska, Juozapaitis;

Mikuciauskas, Sabaliauskas, Garbaciauskas, Grecus, Zebrauskas.

ARBITRO: Scamoni (Italia).

Parigi (Bergere) – domenica 25 maggio 1924 – ore 16,00

CECOSLOVACCHIA – TURCHIA 5-2 Turno Eliminatorio()

RETI: Sedlacek 2, Stapl, Novak J, Capek (CE); Bekir 2 (TU)

CECOSLOVACCHIA: Staplik, Hojer A., Hojer F.; Krombholz, Pleticha, Mahrer;

Sedlacek, Stapl (cap), Novak J., Capek, Jelinek.

TURCHIA: Kaleci, Cafer, Gencay A.; Goktulga, Ulug(cap), Bekdik; Leblebi,

Alaedin, Riza, Bekir Refet, Bedri.

ARBITRO: Andersen (Norvegia).

SPETTATORI: 5.000.

HT: 3-0

Passano Tre ore e, sempre sullo stesso campo, la Svizzera,

trascinata da un pocker della mezz’ala destra Sturzenegger e da una tripletta

di Abegglen, umilia la Lituania per 9 a 0. Mentre i rosso-crociati prendono a

pallate i rappresentanti del piccolo stato baltico, la Cecoslovacchia

infligge un roboante 5 a 2 alla Turchia.

L’evento calcistico della giornata più atteso, però, è l’incontro tra

l’Iytalia e la Spagna. Tra gli iberici milita quel Ricardo Zamora le cui

gesta hanno fatto il giro del mondo.

Per questa attesissima partita Vittorio Pozzo vara una formazione nella quale

la sorpresa principale è costituita dall’esclusione di Renzo De Vecchi,

costretto a lasciare il posto al giovane Umberto Caligaris il quale, per la

prima volta, con Virginio Rosetta forma una coppia di terzini che passerà

alla
storia del calcio mondiale.

43: Parigi (Stade de Colombes) –Domenica, 25 maggio 1924 –

ore 20,00

ITALIA–SPAGNA 1-0 (VIII Olimpiade,

Primoturno)

Reti: 84’ aut. Vallana

ITALIA: De Prà (Genoa) 2, V. Rosetta (Juventus) 8, Caligaris (Casale) 9,

Barbieri (Genoa) 12, Burlando (Genoa) 14, Aliberti (Torino) 6, L. Conti

(Inter) 4, Baloncieri (Alessandria) 14 (cap.), Della Valle (Bologna) 2,

Magnozzi (Livorno) 1, Levratto (Vado) 1. C.T.: V. Pozzo.

SPAGNA: Zamora, Vallana (cap.), Pasarin, Gamborena, Larraza, Peña,

Piera, Samitier, Monjardin, Carmelo, M. Aguirrezabala. C.T.: Pendlaw.

Arbitro: Slawik (Francia)

Spettatori: 20,000

Per dirla con le parole di Vittorio Pozzo si è trattato

di:

Il match è
entrato negli annali delle grandi imprese della nostra nazionale. Gli

spagnoli partono subito di gran carriera mettendo sotto pressione la

retroguardia azzurra la quale, tuttavia, si dimostra abile nel respingere

sistematicamente gli assalti iberici. Nel frattempo un improvviso acquazzone

rende il campo infido e scivoloso in quanto non esistono ancora le tecniche

di drenaggio dell’acqua che conosciamo oggi. L’Italia resiste e resiste

soprattutto
il portiere Giovanni De Prà colpito a ginocchia unite dallo Spagnolo

Samitier. La Spagna, naturalmente, allenta la pressione e i nostri escono.

L’esordiente Felice Levratto, non ha timori reverenziali e con una sventola

micidiale costringe il mitico Zamora ad una pessima figura in quanto non è in

grado di trattenerla, ma per sua fortuna Adolfo Baloncieri non riesce a

ribadire in rete la corta respinta dell’estremo difensore spagnolo. In campo

l’ala sinistra ligure si dimostra un leone, nulla a che vedere con il

ragazzotto semplice e spaesato che, di fronte alla magnificenza della Tour

Eifel, rimane impressionato al
punto tale da essere incapace di salirci sopra. La prima frazione si conclude

con Giuseppe Della Valle che, su cros di Leopoldo Conti, mette paura alla

retroguardia spagnola. Durante l’intervallo gli azzurri tengono alta la

concentrazione ed acquisiscono l’ulteriore consapevolezza che, con molta

pazienza e con molta dedizione, si può portare a casa il risultato pieno. Il

secondo tempo si apre con Baloncieri che, ad un metro dalla porta, si mangia

un gol praticamente fatto. Gli spagnoli riprendono il controllo della gara ma

al 21′ rimangono in dieci per l’espulsione del centro-mediano Larraza. A sei

minuti
dal termine la svolta del match: Conti appoggia su Baloncieri che taglia

diagonalmente per l’accorrente Magnozzi. Prima di lui, però, sul pallone

arriva
il terzino Vallana, il quale, nel tentativo di anticipare la mezz’ala

livornese, fa partire un bolide che si insacca nel set della sua porta.

Zamora, il
mitico è a terra, affranto, impallinato dai suoi e con lui giace anche la sua

mascotte, abbattuta dalla violenza del tiro del terzino spagnolo. Tra i

nostri, se vogliamo poco sportivamente, è il tripudio. Si resiste agli

attacchi infuriati e violenti degli spagnoli ma questa serata parigina di

fine maggio deve essere lieta e dolce come lo sono tutte le belle sere di

primavera. Ad allietare ancora di più i nostri arrivano i complimenti degli

uruguayani Petrone, Scarone, Mazzali e Romano, tutti figli di emigranti

italiani che a loro volta si apprestano a scrivere pagine incancellabili

della storia mondiale
del calcio.

Parigi (Stade de Colombes) – lunedì 26 maggio 1924

URUGUAY – JUGOSLAVIA 7-0 (Turno Eliminatorio)

RETI: Cea 2, Petrone 2, Vidal, Romano, Scarone

URUGUAY: Mazzali, Nasazzi (cap), Tomasina; Andrade, Vidal, Ghierra; Urdinaran

S., Scarone, Petrone, Cea, Romano.

JUGOSLAVIA: Vrdjuka, Vrbancic, Dasovic; Marjanovic, Rupec (cap), Rodin;

Babic, Petkovic, Perska, Vinek, Placerijano.

ARBITRO: Vallat (Francia).

SPETTATORI: 1.000. HT: 3-0

Parigi (Stade de Colombes) – lunedì 26 maggio 1924

UNGHERIA – POLONIA 5-0 (Turno Eliminatorio)

RETI: Hirzer 2, Opata 2, Eisenhoffer

UNGHERIA: Biri, Fogl II (cap), Mandi; Orth, Guttmann, Obitz; Braun,

Eisenhoffer, Opata, Hirzer, Jeny.

POLONIA: Wisniewski, Cyll, Fryc; Styczen, Cikowski (cap), Spojda; Kuchar,

Batsch, Kaluza, Reyman, Sperling.

ARBITRO: Mutters (Olanda)

SPETTATORI: 1.000.

Il giorno seguente l’intero primo turno si completa con i

tre giocatori italo-uruguagy grandi protagonisti della larga vittoria per 7 a

0 ottenuta dalla squadra sudamericana sulla Jugoslavia. Per i nostri vicini

di casa il momento di dare spettacolo non è ancora arrivato. Due ore dopo,

allo Stade de Colombes, teatro dell’impresa azzurra, l’Ungheria di Ferencs

Irzer, doppietta per lui, schianta la Polonia per 5 a 0.

I magiari sono così l’ultima formazione ad accedere al tabellone principale della manifestazione.

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