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OLIMPIADI 1924: LE FINALI

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L’edizione parigina dei Giochi d’Olimpia volge ormai al termine e per il calcio arriva il momento di assegnare gli allori. Contrariamente a quanto

avvenuto nel tribolato torneo precedente, si parte dal gradino più basso del podio, traguardo conteso da Olanda e Svezia, mentre la Svizzera tenta di contrastare la

vena realizzatrice dell’Uruguay nell’ultimo atto di questa manifestazione.

Parigi (Stade de Colombes) – sabato 8 giugno 1924

SVEZIA – OLANDA 1-1 d.t.s. (FINALE 3o POSTO)

RETI: Kaufeldt, Le Fevre (OL)

SVEZIA: Lindberg, Hirsch, Mellgren; Lindqvist, Carlsson G. (cap), Sundberg; Lundqvist, Rydell, Kaufeldt, Dahl, Kok.

OLANDA: Van der Meulen, Denis (cap), Verweij; Le Fevre, Oosthoek, Horsten; Snouck Hurgronje, Vermetten, Breeuwer, Formenoy, Sigmond.

ARBITRO: Retschury (Austria).

SPETTATORI: 9.900.
L’assegnazione della medaglia di bronzo è destinata a diventare una delle pagine epiche della storia del calcio. Nella serata dell’8 giugno,

penultimo giorno di gare, Svezia ed Olanda concludono l’incontro sull’1 a 1, con gli scandinavi, passati in vantaggionel primo tempo, raggiunti dalla rete del mediano

olandese Le Fevre. Il risultato non si sblocca più, nemmeno dopo 120 minuti di gioco. Il giorno successivo, con le poche forze residue, le due squadre sono nuovamente

chiamate a scendere in campo, col match a fare da antipasto per l’attesissima finale tra Uruguay e Svizzera.

Parigi (Stade de Colombes) – domenica 9 giugno 1924

SVEZIA – OLANDA 3-1 (FINALE 3o POSTO)

RETI: Rydell 2, Lundqvist (SV); Formenoy (OL) rig.

SVEZIA: Lindberg, Alfredsson, Hillen; Holmberg, Friberg (cap), Sundberg; Lundqvist, Rydell, Kaufeldt, Keller, Kok.

OLANDA: Van der Meulen, Denis (cap), Vermetten; Horsten, Krom, Oosthoek; De Natris, Visser, LeFevre, Formenoy, Sigmond.

ARBITRO: Mohamed (Egitto)./div>

SPETTATORI: 40.000.
Il pubblico, in attesa dell’evento clu della manifestazione, è quello delle grandissime occasioni e, di fronte ad una platea simile, gli scandinavi

mostrano una maggiore freschezza e si impongono per 3 a 1 conquistando una prestigiosa medaglia di bronzo, altermine di una gara combattuta soprattutto nel primo

tempo.

Sancita la discesa dal podio dell’Olanda a favora della Svezia, forza emergente, tutto è pronto per l’atto decisivo.

Parigi (Stade de Colombes) – domenica 9 giugno 1924

URUGUAY – SVIZZERA 3-0 (Finale 1o posto)

RETI: Petrone, Cea, Romano

URUGUAY: Mazzali, Nasazzi (cap), Arispe; Andrade, Vidal, Ghierra; Urdinaran S., Scarone, Petrone, Cea, Romano.

SVIZZERA: Pulver, Reymond, Ramseyer; Oberhauser, Schmiedlin(cap), Pollitz; Earenbolger, Pache, Dietrich, M.Abegglen, Fassler.

ARBITRO: Slawick (Francia).

SPETTATORI: 41.000.
Contrariamente a quanto avvenuto nella gara valida per l’assegnazione della medaglia di bronzo,la finale tra Uruguay e Svizzera non si dimostra

altrettanto combattuta: Petrone, Cea e Romano confezionano un secco 3 a 0 che incorona la nazionale “celeste” leader del calcio mondiale. Quattro vittorie in

altrettanti incontri con 17 gol realizzati e solamente 3 subiti sono cifre fin troppo eloquenti.

Mentre per i celesti uruguagi sta iniziando il loro periodo dorato, per i nostri si tratta di un’occasione gettata al vento per entrare nella storia. Rimane comunque

la consapevolezza che il calcio italiano è diventato un movimento in grado di competere con qualsiasi scuola e di sfornare elementi validi come si sono dimostrati gli

esordienti Magnozzi e Levratto, capaci di figurare
ottimamente su qualsiasi palcoscenico.

Al rientro i nostri giocatori trovano un campionato da terminare ed un Paese in subbuglio per il caso Matteotti.

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