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OLIMPIADI 1924: GLI OTTAVI DI FINALE

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Il giorno successivo la manifestazione entra nel vivo con l’esordio dei

padroni di casa della Francia e dell’Olanda, terza classificata sia nel 1912,

sia nel 1920.

Parigi (Saint-Ouen) – martedì 27 maggio 1924

FRANCIA – LETTONIA 7-0 (8i DI FINALE)

RETI: Crut 3, Nicholas P. 2, Boyer 2

FRANCIA: Chayrigues, Gravier, Baumann; Parachini, Domergue, Bonnardel;

Dewaquez, Boyer, Nicholas P., Crut, Dubly(cap).

LETTONIA: Jurgens, Roga, Asmanis; Stanciks (cap), Bone, Sokolovs; Pavlovs,

Plade, Barda E., Barda R., Barda A. .


ARBITRO$: Christophe (Belgio).

SPETTATORI: 15.000. HT: 3-0

Parigi – martedì 27 maggio 1924

OLANDA – ROMANIA 6-0 (8i DI FINALE)

Reti: Pijl 4, Snouck Hurgronje, De Natris(rig.).

OLANDA: Van der Meulen, Denis(cap), Tetzner; LeFevre, Van Linge, Krom; Snouck

Hurgronje, Groosjohan, Pijl, Visser, De Natris.

ROMANIA: Strock I, Bartha, Molnar; Zimmermann, Honigsberg, Kozovicz; Tanzer,

Guga(cap), Wetzer R., Bonciocat, Strock II.

ARBITRO: Herren (Svizzera).

SPETTATORI: 1.000.

Davanti ad un pubblico in delirio i transalpini padroni di

casa esordiscono rifilando un eloquente 7 a 0 alla Lettonia.

Contemporaneamente l’Olanda nerifila sei alla povera Romania senza subirne

alcuno.

Il torneo prosegue con l’esordio di Irlanda e Bulgaria, opposte l’una contro

l’altra, mentre Svizzera e Cecoslovacchia, grandi protagoniste nel turno

eliminatorio, si confrontano in un’altro match dal sapore di finale

anticipata.

Parigi (Stade de Colombes) – mercoledì 28 maggio 1924

IRLANDA – BULGARIA 1-0 (8i DI FINALE)

RETI: Duncan

IRLANDA: O’Reilly, Kerr, McCarthy; Dykes(cap), McKay, Muldoon; Farrell,

Hannon, Duncan, Kendrick, Murray.

BULGARIA: Ivanov, Hristov, Yankov; Radoev, Byanov, Mateev; Mutafciev D.,

Mutafciev N., Vladimirov(cap), Maznikov, Ivovic.

ARBITRO: Henriot (Francia).

SPETTATORI: 1.500.

Parigi (Bergere) – giovedì 29 maggio 1924

SVIZZERA – CECOSLOVACCHIA 1-1 d.t.s. (8i DI FINALE)

Stapl, Dietrich (SV)

SVIZZERA: Pulver, Reymond, Ramseyer; Oberhauser, Schmiedlin(cap), Pollitz;

Ehrenbolger, Sturzenegger, Dietrich, M.Abegglen, Bedouret.

CECOSLOVACCHIA: Staplik, Hojer A., Seifert; Kolenaty, Kada(cap), Cerveny;

Sedlacek, Stapl, Capek, Vicek, Jelinek.

ARBITRO: Andersen (Norvegia).

SPETTATORI: 12.000.

Senza incantare, l’Irlanda sconfigge la Bulgaria, tenendo

alto l’onore del calcio britannico. Contemporaneamente, davanti ad un folto

pubblico per l’epoca, Svizzera e Cecoslovacchia danno vita ad una gara dura e

appassionante, terminata sul punteggio di 1 a 1 dopo la disputa dei tempi

supplementari, situazione che costringerà le due formazioni a ripetere la

sfida.

A metà settimana, giorno in cui si conclude l’intero turno degli ottavi di

finale, arriva il momento per l’Italia di ritornare in campo. L’avversario

non è dei più ostici: di fronte c’è il Lussemburgo, compagine capace però di

giocare qualche brutto scherzo alle grandi. Con De vecchi e Baldi al posto di

Caligaris e Burlando, usciti malconci dalla battaglia contro la Spagna, gli

azzurri si preparano ad affrontare i modesti avversari, mentre l’Uruguay

incrocia i tacchetti con gli Stati Uniti. Terminate queste due partite, il

programma prevede la sfida tra Ungheria ed Egitto e l’esordio dei Campioni in

carica del Belgio opposti alla Svezia.

44: Parigi (Stade “Général John Joseph Pershing”) –giovedì,

29 maggio 1924 – ore 16,00

ITALIA–LUSSEMBURGO 2-0 (VIII Olimpiade 8i di finale)

Reti: 20’ Baloncieri, 38’ Della Valle

ITALIA: De Prà (Genoa) 3, V. Rosetta (Juventus) 9, R. De Vecchi (Genoa) 39

(cap.), Barbieri (Genoa) 3, Baldi (Bologna) 2, Aliberti (Torino) 7, L. Conti

(Inter) 5, Baloncieri (Alessandria) 15, Della Valle (Bologna) 3, Magnozzi

(Livorno) 2, Levratto (Vado) 2. C.T.: V. Pozzo.

LUSSEMBURGO: Bausch, Kirsch, Kolb, Schumann (cap.), Kötz, Feierstein,

Massard, Langers, Kieffer, Weisgerber, Weber. C.T.: Comitato federale,

Presidente: J. Michels.

Arbitro: De Ricard (Francia)

Spettatori: 2.000

Parigi – giovedì 29 maggio 1924

URUGUAY – STATI UNITI 3-0 (8i DI FINALE)

RETI: Petrone 3

URUGUAY: Mazzali, Nasazzi(cap), Vidal; Arispe, Andrade, Tomasina; Naya,

Scarone, Petrone, Cea, Romano.

STATI UNITI: Douglas, Davis, O’Connor; Johnson, Hornberger, Jones; Findlay,

Wells, Stradan(cap), Farrell, Dalrymple.

ARBITRO: Barette (Belgio). HT:3-0

Parigi – giovedì 29 maggio 1929

EGITTO – UNGHERIA 3-0

RETI: Yaghen, Hegazi, Ali Riad

EGITTO: Taha, Fouad, Salem; Shawky, El-Hassani(cap), Hamdy; Ismail I, Riad,

Hegazi, Yaghen, Ismail II.

UNGHERIA: Biri, Fogl II(cap), Mandi; Orth, Guttmannm, Obitz; Braun,

Eisenhoffer, Opata, Hirzer, Jeny.

ARBITRO: Colina (Spagna).

SPETTATORI: 8.000.

Parigi (Stade de Colombes) – giovedì 29 maggio 1924

SVEZIA – BELGIO 8-1 (8i DI FINALE)

RETI: Rydell 3, Kok 3, Brommesson, Kaufeldt (SV), Larnoe (BE)

SVEZIA: Lindberg, Alfredsson, Hillen; Friberg (cap), G.Carlsson, Sundberg;

Brommesson, Rydell, Kaufeldt, Keller, Kok.

BELGIO: De Bie, Swartenbroeks (cap), Verbeeck; Pelsmaeker, Fierens,

Schelstraete; Van Hege, Coppee, Larnoe, Gillis, Bastin.

ARBITRO: Rezcury (Irlanda.

SPETTATORI: 8.500.
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Baloncieri e Della Valle risolvono la pratica nel primo

tempo e il match non passa certo alla storia per il risultato maturato contro

una compagine che
è senza dubbio modesta. Il ricordo più significativo dell’incontro riguarda

Felice Levratto. Siamo già nel secondo tempo quando il giocatore, liberato al

tiro dopo una serie di passaggi laterali nei pressi dell’area avversaria, fa

partire una delle sue proverbiali fucilate che colpisce in pieno viso il

portiere del principato Bausch. Il giocatore cade a terra svenuto, come

colpito da un diretto al mento. Paura e terrore negli occhi di tutti,

Levratto
compreso, quando dalla bocca esce del sangue; fortunatamente si tratta

solamente di una ferita alla lingua rimasta tra i denti. Il giocatore si

rialza facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti gli astanti, ; chiede

informazioni a Pozzo stesso su chi abbia scagliato quel tiro a suo dire

disumano. Qualche minuto dopo l’azione si ripete e Levratto, ancora una volta

trovatosi in condizione di tirare, carica la gamba come se dovesse abbattere

una sequoia con un sol calcio. Nel vedere questo Bausch abbandona pali e rete

e si lancia in tuffo nei pressi della bandierina del calcio d’angolo.

Levratto scoppia in una risata tale da non riuscire a concludere in porta

realizzando il terzo gol per i nostri. L’episodio si conclude in una risata

generale, in pieno spirito olimpico, cosa che ai nostri tempi risulterebbe

anacronistica. Ma nel 1924, pur essendo il calcio diventato ormai fenomeno di

costume, episodi del genere sono ancora contemplati.

Contemporaneamente un altro calciatore famoso per la sua potenza di tiro si

impone all’attenzione della critica. Si tratta dell’italo uruguayano Nino

Petrone il quale insacca tutte e tre le reti con le quali i sud americani

avanzano nel torneo a spese degli Stati Uniti.

La sera è caratterizzata da due risultati totalmente inattesi: l’Egitto

sconfigge per 3 a 0 la forte Ungheria, ma ancor più sensazionale è l’8 a 1

col quale la Svezia umilia il Belgio Campione Olimpico uscente. Il peso degli

anni si è fatto sentire sulle stelle Larnoe e Van Hege, grandi protagonisti

dell’alloro conquistato quattro anni prima.

Alle ore 10.00 di venerdì 30 maggio, orario totalmente insolito per una

partita di calcio di alto livello, Svizzera e Cecoslovacchia scendono in

campo per dar vita alla ripetizione del loro ottavo di finale.<

Parigi (Bergere) venerdì 30 maggio 1924 – ore 10,00

SVIZZERA – CECOSLOVACCHIA 1-0 (8i DI FINALE REPLAY)

RETI: Pache

SVIZZERA: Pulver, Reymond, Ramseyer; Oberhauser, Mengotti, Pollitz; Kramer,

Sturzenegger, Pache, Abegglen M. (cap), Fassler.

CECOSLOVACCHIA: Hochmann, Hojer A., Hojer F.; Kolenaty, Kada(cap), Mahrer;

Sedlacek, Novak Ja., Novak Jo., Novak O., Jelinek.

ARBITRO: Slawick (Francia).

SPETTATORI: 10.000.

Nonostante l’orario insolito, alla partita sono presenti

ben 10.000 persone, a far da degna cornice a questo importantissimo match.

Dopo una battaglia i rosso-crociati hanno la meglio imponendosi di misura per

1 a 0. Il torneo segna la sconfitta, non il declino, però, del calcio

danubiano.

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