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L’ITALIA TRA SERRATE E REPRESSIONE

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È senz’altro un momento triste per il calcio italiano, ma lo è ancora di più per la nazione. In questo mese d’agosto gli scioperi che per altro

si trascinano da tempo, hanno raggiunto il culmine della loro virulenza con il contorno di sabotaggi alle fabbriche. Di fronte a questa situazione, gli industriali si organizzano formando la CONFINDUSTRIA e dichiarando apertamente che reagiranno con la serrata contro gli scioperi, gli attacchi alle fabbriche e il sabotaggio dei mezzi di produzione. Ad iniziare i conflitti padronali il 30 agosto é la nascente Alfa Romeo alla quale successivamente si affiancano tutte le altre industrie milanesi. Il giorno dopo tutti gli industriali lombardi compatti fanno la serrata. A questa la Fiom risponde occupando la fabbrica che ha iniziato per prima la serrata e poi tutti gli altri stabilimenti metallurgici e siderurgici milanesi.

Nel frattempo, però, la serrata degli industriali si è estesa in tutta Italia, provocando a sua volta l’occupazione degli stabilimenti metalmeccanici anche in Piemonte

e in Liguria.

Se lo “spettro bolscevico” si aggira minaccioso nei saloni della finanza e negli uffici delle fabbriche, nelle piazze c’è un altro “spettro” ancora più minaccioso:

l’esercito italiano contro gli italiani. Le manifestazioni vengono sedate con metodi violenti: siamo sull’orlo di una guerra civile!

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