CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LE GRANDI SFIDE DI SERIE A E TUTTA LA CHAMPION'S LEAGUE SU MEDIASET PREMIUM

LA VERGOGNOSA FINALE TRA BELGIO E CECOSLOVACCHIA

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
Al termine di questa giornata di gare, Belgio e Cecoslovacchia si contendono l’alloro olimpico. Lo stadio di Anversa è gremito in ogni ordine di posti, naturalmente di supporters della

squadra di casa, opposta ad un’avversaria reduce da tre successi conditi da 15 reti segnate ed una sola subita. La tensione è molto alta, sia perché la nuova realtà è

tacciata di gioco violento, sia perché alcuni giornali locali hanno avvelenato gli animi del pubblico, accusando, erroneamente, i cecoslovacchi di essere stati tra i

promotori della I guerra mondiale.

Anversa (Olympisch Stadion) – giovedì 2 settembre 1920

RETI: 6′ Coppee rig., 30′ Larnoe
CECOSLOVACCHIA: Klapka, Hojer A., Steiner; Kolenaty, Kada(cap), Seifert; J.Sedlacek, Janda, Pilat, Vanik, Mazal.

ARBITRO: Lewis (Inghilterra).

SPETTATORI: 35.000.
Quando alle 17.30 del 2 settembre 1920, allo stadio olimpico di Anversa, davanti a 35mila spettatori in fibrillazione l’arbitro inglese John Lewis,

un sessantacinquenne dall’aria di dimesso vecchietto, fischia l’inizio della partita, l’atmosfera è di quelle che non fanno presagire nulla di buono. I cecoslovacchi,

tuttavia, si mantengono calmi, ignorando l’ostilità del pubblico. Sarebbe comunque bastata una scintilla, puntualmente scoccata dopo appena sei minuti per un caso

classico per i tempi: il portiere cecoslovacco Klapka conquista il pallone, ma viene violentemente spinto e cade a terra perdendo la sfera, che rotola verso la rete.

Un suo compagno la raccoglie con le mani prima che la stessa varchi la linea bianca e l’arbitro, invece di concedere il calcio di punizione agli ospiti per la carica

subita dal loro estremo difensore, fischia il calcio di rigore. Le proteste degli ospiti sono vibranti: non contro la concessione della massima punizione, ma per la

mancata punizione della carica al portiere. Va detto, per altro, che in Inghilterra, patria dell’arbitro, una simile condotta non viene punita se l’estremo difensore è

in possesso del pallone. In un clima caotico, tra le proteste dei cecoslovacchi e gli ululati del pubblico, la mezz’ala belga Coppee, cannoniere della squadra di casa,

trasforma con freddezza dagli undici metri: 1-0. Da questo momento il gioco si fa duro, pesante, ringhioso, tra ripicche e vendette, mentre il pubblico incita al

parossismo i propri beniamini. L’arbitro cerca di reprimere le spigolosità più evidenti, il capitano cecoslovacco, Karel Kada, uno dei centromediani più forti della

storia, protesta più volte vibratamente contro le decisioni prese dal fischietto britannico. I belgi raddoppiano con Larnoe alla mezz’ora nel tripudio della folla e, a

questo punto, la partita sembra incanalarsi su un’accettabile normalità, quando, 9 minuti dopo, avviene l’irreparabile. Il solito Coppee, autentico spauracchio per le

difese avversarie, scatta verso il pallone e viene duramente centrato da Steiner, cadendo a terra platealmente, come fulminato. Il pubblico esplode in un boato,

l’arbitro caccia senza esitazioni il terzino sinistro ceco. Kada protesta nuovamente e riscontrata la continua indifferenza dell’arbitro, perde la testa, decidendo di

seguire Steiner negli spogliatoi. Il resto della squadra prende questo come un segnale: gli altri nove giocatori ospiti seguono i compagni, abbandonando il campo. È

il caos. Gli spettatori tracimano oltre le transenne invadendo il campo. Alcuni prendono sulle spalle i giocatori belgi portandoli in trionfo, mentre altri, cercando

vendetta per chissà quali torti subiti, partono all’inseguimento dei giocatori cecoslovacchi, che sotto la protezione dei militari addetti alla sicurezza riescono a

raggiungere indenni gli spogliatoi.

Una testimonianza neutrale sul comportamento dell’arbitro ce la offre Giuseppe Milano, allenatore della squadra italiana, presente alla finale:

In una simile gazzarra il Belgio viene proclamato campione olimpico.

I giorni che seguono sono carichi di polemiche: la Cecoslovacchia viene squalificata dal torneo e non può concorrere per la conquista della medaglia d’argento. La

competizione viene abbandonata pure dalla Francia e così Spagna ed Olanda, sicure di non tornare a mani vuote, nel giorno conclusivo dell’intera manifestazione si

giocano il secondo posto.

Anversa (Olympisch Stadion) – sabato 5 settembre 1920

SPAGNA – OLANDA 3-1 (FINALE 2o e 3o POSTO)

RETI: 7′ e 35′ Sesumaga, 68′ Groosjohan (OL), 72′ Pichichi

SPAGNA: Zamora, Vallana, Arrate(cap); Samitier, Belauste, Eguiazabal; Moncho Gil, Sesumaga, Patricio, Pichichi, Acedo.

OLANDA: MacNeill, Denis, Verweij; Bosschart(cap), Kuipers, Steeman; Van Rappard, Van Dort, Groosjohan, Von Heyden, Evert, Bulder.

ARBITRO: Putz (Belgio).

SPETTATORI: 14.000.

HT: 2-0

Grazie ad una doppietta di Sesumaga e ad un goal del ritrovato cannoniere Pichichi, la Spagna sale sul secondo gradino del podio$, sfruttando in

pieno l’incresciosa bagarre seguita alla finale del giovedì precedente.

I giochi olimpici si concludono con un bilancio molto interessante per la squadra italiana, che torna a casa con 15 medaglie. Mattatore è stato lo schermidore Nedo

Nadi, primo in una disciplina che per lo sport italiano costituirà sempre una grande riserva di soddisfazioni in ogni edizione
dei giochi di Olimpia.

Il dato, tuttavia, è interessante se lo paragoniamo con gli scarsi risultati ottenuti dalle spedizioni olimpiche antecedenti la guerra; nello sport si inizia a vedere

la possibilità di una rivalsa per i tanti disadattati lasciati dal conflitto, ma questa edizione mostra pure che la manifestazione a cinque cerchi può diventare

terreno per dare risonanze a questioni extra sportive. Chiaro esempio è stata l’esclusione di Austria, Germania ed Ungheria, considerate le nazioni causa della guerra,

e l’ostilità nei confronti di nazioni presenti ritenute corresponsabili, come quella Cecoslovacca.

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE Facebooktwittergoogle_pluslinkedinrssyoutubeby feather

LASCIA UN Commento