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SPAGNA-ITALIA 2-0: FINE DELLA CORSA

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Dopo la battaglia contro i norvegiesi, per affrontare al meglio le furie rosse spagnole, reduci dal successo del giorno precedente, viene rivoluzionata la squadra per avere maggiori forze fresche. Rientrano i vari Renzo De Vecchi e Guglielmo Brezi, mentre esordiscono il mediano della Spes Genova De Nardo assieme all’ala doriana De Marchi. La partita precede la finalissima del torneo.
LE FINALI

26: Anversa (Stadio Olimpico) -Giovedì, 2 Settembre 1920

SPAGNA–ITALIA 2-0 (VII Ol. S.F. girone di consolazione)

Reti: 43’ e 72’ Sesumaga

SPAGNA: Zamora, Vallana (cap.), Otero, Artola, Sancho, Sabino, Moncho Gil, Pagaza, Sesumaga, Pichichi, Silverio. Commissione tecnica federale.

ITALIA: Campelli (Inter) 7, Bruna (Juventus) 5, R. De Vecchi (Genoa) 23 (cap.), Parodi (Pro Vercelli) 4, Meneghetti (Novara) 4, De Nardo (Spes-Genova) 1, A. De

Marchi (Doria) 1, Baloncieri (Alessandria) 4, Brezzi (Genoa) 6, Badini II (Bologna) 2, Marucco (Novara) 2.C.t.: G. Milano I.

Arbitro: Putz (Belgio).

Ricardo Zamora ritorna insuperabile, i difensori picchiano come fabbri e il centravanti Sesumaga mette al sicuro il risultato con una doppietta. I

giocatori allenati da Giuseppe Milano non sono riusciti a sfruttare a loro favore il giorno in più di riposo rispetto agli avversari, facendosi probabilmente

intimorire dalla fama di un portiere che, almeno in questa manifestazione, è parso tutt’altro che insuperabile. E se la Spagna può giocarsi la medaglia dargento contro

l’Olanda in virtù della rinuncia della francia, per i nostri colori l’olimpiade si conclude con due vittorie ed altrettante sconfitte, un bilancio non

esaltante, ma l’esperienza è servita per lanciare in azzurro tanti giovani, tra i quali ve ne
sono alcuni destinati a fare la storia del nostro calcio.

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