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UNO SGUARDO ALLA SECONDA DIVISIONE 1928-29

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Contemporaneamente al campionato di Divisione nazionale va in scena anche quello di Prima Divisione dal quale debbono uscire quattro squadre che

parteciperanno alla futura Serie B.

Lo Spezia si garantisce uno dei posti disponibili dominando il proprio girone nel quale infligge ben nove punti alla Sestrese. In questo raggruppamento fa specie

l’anonimo torneo disputato dal Pisa che, solo dopo nove anni dalla splendida finale di
Torino è praticamente sparito dai vertici del calcio italiano.


Classifica:
SPEZIA 41; Sestrese 32; Savona e Ventimigliese 30; Pisa e Sestri Levante 28; Corniglianese 27; Carrarese,

Parducci Viareggio e Ruentes Rapallo 24; Rivarolese e Astigiani 22; Liberrtas Lucca 19; Acqui 14.


Anche a Parma, alla fine di un girone più equilibrato di quello ligure, possono festeggiare la partecipazione al secondo campionato in ordine

d’importanza. Le principali deluse sono la Comense e i lodigiani del Fanfulla.


Classifica:
PARMA 36; Comense 32; Fanfulla 31; Derthona, Gallaratese e Piacenza 28; Monza 27; Seregno e Valenzana 25;

Codogno e Varese 23; Canottieri Lecco 22; Crema 21; Saronno 15.


Dopo una lotta serrata con il Forlì, i veneti della Monfalconese accedono alla prossima serie B lasciando con un pugno di mosche anche due società

quotate come Spal ed Udinese. Tra i friulani si mette in mostra un giovane terzino che l’anno successivo prenderà la strada di Roma sponda Lazio: il giovane si chiama

Alfredo Foni e farà molto parlare di se. Infine fa specie vedere a centro classifica una società gloriosa come il Mantova nella quale si chiude la vicenda calcistica

della famiglia Milano con gli ultimi sprazzi di classe di Remigio. Un’epoca sta per finire davvero!


Classifica:
MONFALCONESE 44; Forlì 41; Udinese 40; Spal 39; Aspe Trieste 37; Grion Pola 32; Ancona e Mantova 29; Faenza 27;

Treviso 24; Thiene 22; Pro Gorizia 21; Trento 13; Carpi 12; Fiume 7.


Dai gironi dell’Italia centro meridionale deve uscire la quarta partecipante alla serie b 1929-30. Le squadre vengono suddivise in quattro

raggruppamenti le cui prime due classificate. Accedono ai turni successivi. Due posti se li garantiscono il Cagliari e la Ternana capaci di prevalere in un girone in

cui sono presenti compagini più esperte come il Tivoli e la Civitavecchiese.


Classifica:
Cagliari 36; Ternana 28; Ostiense e Romano 26; Trastevere 25; Tivoli 24; Juventus Roma 20; Civitavecchiese 19;

Viterbo 16; Ardita Roma e Sempre Pronti 15; Vittoria Roma 12.


Foggia e Massangioli Chieti concludono appaiate in vetta un equilibratissimo girone B nel quale la Maceratese, ad esempio, squadra che in

precedenza aveva già partecipato ai campionati di prima categoria nazionale, non è riuscita ad emergere, anzi si troverà a disputare la seconda divisione del 1929-30

pari all’attuale serie c2. Si decide di disputare uno spareggio per stabilire la vincente del girone. La gara termina sull’1 a 1 e non si ritiene opportuno far

disputare la replica della partita visto che si tratterebbe di assegnare un titolo platonico.


Classifica:
Foggia, Massangioli Chieti 19; Virtus Lanciano 16; Rosetano 14; Abruzzo Pescara, Maceratese 13; Vigor Senigaglia

11; Vigor Ascoli 5.

Taranto e Lecce accedono abbastanza facilmente alla fase successiva. La squadra in maglia rosso-blu dimostra di avere un’organizzazione di gioco e societaria

superiore alle altre ed è una delle grandi favorite di tutto il panorama dell’Italia centro-meridionale.

Classifica:
Taranto 25; Lecce 22; Acquavivese 17; Biscegliese 15; Pizzirani Bari 13; Molfetta 12; Gioia, S. Pasquale Bari

4.


Il girone campano promuove tre squadre alla fase successiva: si tratta della Nocerina, che vive una delle fasi più fulgide della sua lunga storia,

del Vomero e della Salernitana. La grande esclusa dalla seconda fase è lo Stabia che, con Puteolana e Savoia, ha rappresentato per anni il vertice del calcio

campano.


Classifica:
Nocerina 16; Vomero 14; Salernitana 13; Stabia 11; Aversana e Nola 3.


Gargallo Siracusa e Messina accedono alla fase finale assieme al Palermo che, grazie alla migliore differenza reti, estromette i concittadini

dell’Indomita.


Classifica:
Gargallo Siracusa, Messina 12; Indomita Palermo, Palermo 11; Reggina 8; Peloro Messina 6.


Le tre prime classificate del girone campano e le tre di quello siculo disputano la seconda fase dalla quale scaturiscono le due squadre ammesse ai

gironi di semifinale. Il Gargallo Siracusa e il Palermo riescono a prevalere su Vomero e Messina.


Classifica:
Gargallo Siracusa 15; Palermo 12; Vomero 10; Messina 9; Nocerina 8; Salernitana 6.


Si giunge così alla fase finale dei due gironi: c’è da stabilire la vincitrice del campionato dell’Italia settentrionale di prima divisione, ma

soprattutto quella dell’Italia meridionale che avrà il diritto di disputare la serie B.

Al nord, data la scarsa importanza del titolo, si ritira la Monfalconese e il campionato si risolve in pratica in una finale di andata e ritorno disputata da Spezia e

Parma. Vincendo in casa e pareggiando in Emilia, la squadra ligure si aggiudica il trofeo.

Ben diverso è il clima al sud dove le compagini si disputano qualcosa d’importante. Nel girone A di semifinale il Lecce prevale di un punto sul Palermo, mentre Foggia

e Cagliari non entrano mai in lizza.


Classifica:
Cagliari 9; Palermo 8; Foggia 4; Cagliari 2.


Gravi motivi economici costringono la Ternana a ritirarsi dalla competizione. Le tre squadre rimaste danno vita ad un torneo equilibrato vinto a

fatica dal favorito Taranto.


Classifica:
Taranto 5; Massangioli Chieti 4; Gargallo Siracusa 3.


Due compagini pugliesi arrivano così in finale per contendersi il passaggio alla serie B. Il Taranto parte come grande favorita se non altro per il suo passato, quando Audace e Pro Italia dominavano il panorama pugliese per poi riuscire a competere alla pari con le altre compagini dell’Italia Centro-Meridionale.

Dopo la fusione forzata delle due società, del calcio tarantino non si è più sentito parlare e l’accesso alla seconda categoria nazionale sarebbe il giusto coronamento

del progetto. Tuttavia nel calcio il blasone non concede diritti divini a nessuno e i tarantini devono affrontare una squadra salentina ben organizzata. La prima

finale è è combattuta e dopo 120 minuti di gioco le squadre terminano sul 2 a 2. Si rende necessaria la ripetizione della partita e qui il Lecce compie il suo

capolavoro sconfiggendo i quotati avversari per 3 a 1, conquistandosi la partecipazione al torneo di serie B 1929-30.

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