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CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1928-29: IL GIRONE D’ANDATA DEL TORNEO ELIMINATORIO

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Le prime due giornate di campionato sono caratterizzate dalla partenza a razzo dei campioni uscenti del Torino capaci di mettere a segno ben

quindici reti , mentre nel girone B tutte le grandi vincono. Con questa situazione i giochi si fermano per dare spazio alla nazionale. C’è curiosità attorno

all’esordio degli azzurri in quanto per la prima volta siede in panchina Carlo Carcano. Ritiratosi da poco dai campi di gioco, l’ex centro-mediano dell’Alessandria

schiera una formazione che ricalca quella che ha figurato ottimamente alle olimpiadi con l’unica novità rappresentata dall’esordio in mediana del granata Emilio

Colombari.

76: Zurigo (Young Fellows) –domenica, 14 Ottobre 1928 – ore 15,00

SVIZZERA–ITALIA 2-3 (I C.I. 5’a gara)

RETI: 2’ Abegglen III (S), 17’ e 30’ Rossetti, 80’ Baloncieri, 85’ Grimm (S)

SVIZZERA: Séchehaye, Wernli, Ramseyer (cap.), De Lavallaz, Rezzonico, Galler, Tschirren, Abegglen III, Matzinger, Abegglen II, Grimm.

ITALIA: Combi (Juventus) 15, V. Rosetta (Juventus) 27, Caligaris (Juventus) 38, Colombari (Torino) 1, Janni (Torino) 19, Pitto (Bologna) 6, L. Conti (Ambrosiana-Inter)

26, Baloncieri (Torino) 40 (cap.), Libonatti (Torino) 12, Rossetti (Torino) 9, Levratto (Genoa) 27. C.T.: C. Carcano.

ARBITRO: Braun (Austria)

In terra elvetica la nazionale azzurra fornisce una prova di carattere che la porta a superare il gol subito a freddo. Sugli scudi Gino Rossetti che

si appresta a vivere la sua migliore stagione in carriera dimostrando di non essere un giocatore che vive all’ombra di Baloncieri e Libonatti con i quali sta dando

spettacolo in campionato.

Infatti alla ripresa del massimo torneo i tre trascinano i granata a nuove vittorie roboanti con 12 gol inflitti alla Triestina, 5 al Modena a domicilio, 7 al Legnano

e tre a Livorno; in pratica i granata hanno realizzato ben 40 reti nelle prime 6 giornate. Dietro tiene il passo solo il Milan trascinato dai gol di Piero Pastore,

mentre Alessandria, Roma e la sorprendente Pro Patria procedono tra alti e bassi che comunque permettono loro di rimanere nelle prime posizioni della graduatoria.

Bologna e Genoa guidano il girone B seguite dalla Juventus abile a strappare alla sesta giornata un pareggio esterno per 3 a 3 sul campo dei liguri. La stessa giornata

sancisce invece la crisi dell’Inter sconfitta in casa per 2 a 1 dal Bologna, ma prima di questa gara i nerazzurri avevano già incassato cinque reti a Vercelli ed erano

usciti con uno striminzito pareggio per 1 a 1 dal campo di un Verona che solo sette giorni prima ne aveva presi 11 dal Genoa.

L’11 novembre il campionato si ferma di nuovo per la nazionale. Sul campo del P.N.F. (l’attuale Stadio Flaminio) gli azzurri debbono incontrare in amichevole

l’Austria. Gli uomini allenati da Ugo Meisl sono una delle maggiori contendenti della Coppa Internazionale e l’incontro serve per capirne pregi e difetti. A Roma non è

presente tra le file degli avversari l’astro nascente Matias Sindelar, ma il match non perde il suo fascino.

Per la gara Carcano richiama l’idolo di casa Fulvio Bernardini e inserisce l’ala interista Enrico Rivolta.

77: Roma (Stadio Nazionale del P.N.F.) –domenica, 11 novembre 1928 – ore 14,30

ITALIA–AUSTRIA 2-2 (Am.)

RETI: 11’ Runge (A), 18’ L. Conti, 39’ Kurz pen. (A), 44’ L. Conti

ITALIA: Combi (Juventus) 16, V. Rosetta (Juventus) 28, Caligaris (Juventus) 39, Pitto (Bologna) 7, Bernardini (Roma) 21, Janni (Torino) 20, L. Conti (Ambrosiana –

Inter) 27, Baloncieri (Torino) 41 (cap.), Libonatti (Torino) 13, Rossetti (Torino) 10, Rivolta (Ambrosiana – Inter) 7.: C.T.: C. Carcano.

AUSTRIA: Franzl, Rainer, Tandler, Schneider, Kurz (cap.), Schott, Siegl, Runge, Gschweidl, Walzhofer, Giebisch. C.T.: H.
Meisl.

ARBITRO: Langenus (Belgio)

SPETTATORI: 28.000

L’avvincente pareggio per 2 a 2 scaturito dal match consacra Leopoldo Conti autore di entrambi i gol azzurri. In realtà il giocatore si esprime ad

alto livello da oltre dieci anni diventando uno dei migliori giocatori degli anni venti, ma spesso egli ha pagato gli alti e bassi della sua società di appartenenza

che non sempre gli ha affiancato giocatori alla sua altezza.

Il campionato riprende con la travolgente vittoria del Torino sull’Alessandria per 6 a 1. Alla fine di novembre i granata si recano a far visita al Milan per

ipotecare il passaggio del turno, ma i piemontesi sbagliano i loro calcoli in quanto i rosso-neri si impongono per 3 a 1 e si accreditano come alternativa allo

strapotere torinese.

Nel girone B invece il Bologna vola inseguito dalla sola Juventus capace di sconfiggere l’Inter per 3 a 1. I milanesi sono sempre più in crisi; quella di Torino è

stata la quarta partita consecutiva senza vittorie dato che la domenica precedente hanno pareggiato per 0 a 0 sul campo della Fiumana nella quale si sta mettendo in

evidenza la forte mezzala Marcello Mihalich. Perde colpi anche il Genoa battuto dalla Cremonese autrice di un campionato di tutto rispetto.

Nella prima domenica di dicembre la nazionale scende nuovamente in campo per affrontare l’Olanda, compagine di rango inferiore rispetto alle nostre ma forte

fisicamente. Si gioca a Milano, una delle città che dovrebbe trarre maggiore giovamento dalla legge approvata l’1 dicembre detta dell'”urbanesimo”. E’ una disposizione

che vieta l’emigrazione interna. Se non si ha casa in un’altra provincia e un posto di lavoro fisso nella stessa, confermato e motivato dal datore, si é respinti al

paese d’origine. Questo per evitare che gente senza un mestiere cali nelle città a fare i randagi o i delinquenti; inoltre con la stessa si vuole prevenire lo

sfruttamento dei disperati provenienti prevalentemente dalle campagne. La legge funzionerà ottimamente e permetterà uno sviluppo armonico dei centri urbani fino

all’inizio degli anni Sessanta quando verrà abrogata. In questo 1928 Milano è già un grande centro urbano ma ancora a misura d’uomo; la città non conosce il traffico

automobilistico e il sovrapopolamento diventate caratteristiche peculiari dei giorni nostri. Tuttavia possiede già lo stadio di San Siro dove scende in campo la

nazionale. Per l’occasione Carcano lascia fuori Gino Rossetti sostituendolo con il patavino Giovanni Vecchina.

78: Milano (Stadio Calcistico San Siro) –domenica, 2 dicembre 1928 – ore 14,30

ITALIA–OLANDA 3-2

RETI: 18’ W. Tap (H), 20’ Libonatti, 39’ W. Tap (H), 48’ Libonatti, 82’ Baloncieri (rig.)

ITALIA: Combi (Juventus) 17, V. Rosetta (Juventus) 29, Caligaris (Juventus) 40, Colombari (Torino) 2, Janni (Torino) 21, Pitto (Bologna) 8, L. Conti (Ambrosiana –

Inter) 28, Baloncieri (Torino) 42 (cap.), Libonatti (Torino) 14, Vecchina (Padova) 1, Levratto (Genoa) 28. C.T.: C. Carcano.

OLANDA: Halle, Horsten, Van Kol (cap.), Kools, Van Dolder, Van Heel, Elfring, G. Tap, Bakhuys, W. Tap, Van Nellen. C.T.: Glendenning.

ARBITRO: Braun (Austria)

SPETTATORI: 19.000

Il freddo e l’avversario di rango inferiore tengono lontano il grande pubblico. L’Olanda, invece si dimostra una valida compagine capace di mettere

in difficoltà gli azzurri tanto che chiude il primo tempo avanti per 2 a 1.
Libonatti e un rigore di Baloncieri danno ai nostri la pronosticata vittoria che chiude positivamente l’anno 1928 degli azzurri. Questa partita, però va ricordata in

quanto si tratta dell’ultima gara in cui Felice Levratto ha vestito la maglia azzurra. L’avvento futuro di campioni come Raimundo Orsi gli chiuderanno la strada

sebbene il giocatore abbia solo 24 anni.

Nel mese di dicembre si disputano altre tre gare di campionato. Il Torino riprende la sua corsa dopo la sconfitta di Milano vincendo sul difficile campo di Busto

Arsizio e sommergendo di reti il Prato. L’ultima gara dell’anno costringe i granata ad accontentarsi dello 0 a 0 sul campo del Padova compagine in lotta per

raggiungere uno dei primi otto posti utili per disputare la serie A nella stagione 1929-30.

Nel girone B il Bologna continua nella sua corsa sicura approfittando delle incertezze delle avversarie prima fra tutte quelle del Genoa che pareggia in casa con la

Reggiana, perde a Biella contro una compagine che in quel momento toccherà i vertici della sua storia calcistica per poi strapazzare l’Ambrosiana Inter che nelle due

gare precedenti aveva dato cenni di ripresa.

Dopo le feste natalizie il campionato riprende per la volata finale del girone d’andata. Il Torino vince tutte e quattro le partite chiudendo la fase ascendente del

girone a quota 27 sconfiggendo per 3 a 0 anche la forte Roma trascinata ai vertici dal genio di Bernardini e dai gol di Volk. Mentre i granata sconfiggono i

capitolini, a Novara fioccano le polemiche. I piemontesi, invischiati nelle ultime posizioni della graduatoria, ricevono la rivelazione Pro Patria nella quale il trio

d’attacco Bonivento-Cregar-Reguzzoni sta dando spettacolo. Anche a Novara gli uomini allenati da Janos Beckey iniziano bene portandosi in vantaggio per 2 a 0. A questo

punto la partita s’incattivisce, volano colpi proibiti e a farne le spese sono proprio i bustocchi che subiscono varie espulsioni. Il Novara, in superiorità numerica,

prima pareggia e nel finale, grazie ad un rigore molto contestato dagli avversari, ottiene una vittoria essenziale per continuare a sperare di raggiungere una delle

posizioni utili per rimanere nella massima divisione. Il dopo partita è incandescente: negli spogliatoi scoppia una rissa tra i giocatori con i calciatori lombardi che

aggrediscono fisicamente l’arbitro reo, a loro dire, di averli danneggiati. La mano del giudice sportivo sarà molto pesante nei confronti di atleti e dirigenti e

qualcuno di loro rimedierà squalifiche di oltre un anno.

Il girone B vede il dominio del Bologna capace di inporsi per 3 a 1 nello scontro diretto con il Genoa che perde ulteriore terreno quando il Brescia ottiene un

prestigioso 1 a 1 in Liguria. Le rondinelle stanno facendo un campionato ad altissimo livello grazie a giovani molto interessanti capitanati dal portiere Giuseppe

Trivellini, ex nazionale esempio di longevità calcistica e punto di riferimento dei suoi.

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