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CAMPIONATO DI CALCIO 1928-29: IL GIRONE DI RITORNO DELLA FASE ELIMINATORIA

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La pace sociale raggiunta si riflette positivamente anche sul mondo del calcio. Torino e Bologna sono le realtà migliori in circolazione, stanno letteralmente dominando i loro gironi grazie alla bontà dei loro organici capaci di sviluppare un gioco ottimamente organizzato. Si vede la mano dei due allenatori: Toni Cargnelli per i granata e Hermann Felsner a Bologna.
Si arriva così all’inizio di marzo quando la nazionale italiana torna in campo per affrontare la Cecoslovacchia nella sesta partita della Coppa Internazionale. Le due

squadre sono perfettamente in lizza per la vittoria assieme all’Austria e all’Ungheria. Si gioca a Bologna nello stadio più capiente dell’epoca. Carcano apporta alcuni

cambiamenti alla formazione utilizzando Anacleto Janni nel ruolo di centro-mediano affiancandogli i felsinei Pietro Genovesi ed Alfredo Pitto. Novità anche in avanti:

l’assenza di Baloncieri induce il tecnico ad inserire Angiolino Schiavio, arretrando la posizione di Libonatti, mentre nel ruolo di ala sinistra esordisce il modenese

Piccaluga. Infine va segnalato il ritorno in azzurro di Luigi Allemandi pienamente riabilitato dopo la squalifica.

79: Bologna (Stadio “Littoriale”) –Domenica, 3 marzo 1929 – ore 15,00

ITALIA–CECOSLOVACCHIA 4-2 (C.I. I ed. 6’a ga.)

RETI: 18’ Silny (C), 26’ Rossetti, 33’ Libonatti, 40’ Svoboda (C), 61’ e 80’ Rossetti

ITALIA: Combi (Juventus) 18, V. Rosetta (Juventus) 30 (cap.), Allemandi (Ambrosiana – Inter) 4, Genovesi (Bologna) 10, Janni (Torino) 22, Pitto (Bologna) 9, L. Conti

(Ambrosiana – Inter) 29, Schiavio (Bologna) 10, Libonatti (Torino) 15, Rossetti (Torino) 11, Piccaluga (Modena) 1. C.T.: C. Carcano.

CECOSLOVACCHIA: Staplik, Burgr, A. Hojer, Madelon, Kada (cap.), Cipera, Baron, Svoboda, Bejbl, Silny, Kratochvil.C.T.: Hencl.

ARBITRO: Christophe (Belgio)

SPETTATORI: 35.000

Continua il momento magico di Gino Rossetti capace di realizzare una tripletta contro una delle nazionali più forti d’Europa regalando agli azzurri

una vittoria fondamentale per portarsi in vetta alla classifica del torneo. L’entusiasmo è ormai alle stelle e si possono solo immaginare i Peana sui giornali il

giorno seguente ad esaltare una generazione di giovani emblema di quello stato fascista che li sta formando e nutrendo.

Nel mese di marzo prosegue la corsa di Torino e Bologna; in particolare i granata lo concludono con un impressionante 10 a 1 inflitto al Livorno di Mario Magnozzi,

squadra che si sta guadagnando comodamente uno dei primi otto posti utili per la serie A futura.

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