CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LE GRANDI SFIDE DI SERIE A E TUTTA LA CHAMPION'S LEAGUE SU MEDIASET PREMIUM

LO SCUDETTO REVOCATO AL TORINO E LA SQUALIFICA AD ALLEMANDI

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
La stagione è entrata ormai nel vivo quando il 3 novembre l’intero mondo sportivo viene messo a soqquadro dall’esito dell’indagine riguardante la

partita Torino-Juventus del giugno precedente condotta per mano del segretario federale Giuseppe Zanetti di cui riportiamo la sua versione rilasciata ai giornali molti

anni dopo.

Vengono interrogati Allemandi, Gaudioso,Nani ed altri tre juventini: Virginio Rosetta, autore di un liscio clamoroso in occasione del primo gol granata, Federico

Munerati e Piero Pastore, il quale, guarda caso, aveva scommesso sulla sconfitta della sua squadra e che aveva terminato la gara anzitempo a causa di un’espulsione. In

quel di Bologna i protagonisti vengono sottoposti a continui confronti incrociati fino a quando, tre giorni prima di Italia-Austria, primo incontro della neonata

Coppa Internazionale, Nani crolla, trascinando con sé il truce Gaudioso. Nonostante il momento delicato, il Presidente Federale, il 4 novembre, emana il seguente

comunicato ufficiale che costringe molti giornali all’edizione straordinaria:

Naturalmente a Torino restano tutti di sasso, mentre l’Italia si interroga: cosa nasconde quel “taluno”? Lo stesso Arpinati scioglie il dubbio quarantott’ore dopo in

un’intervista alla Gazzetta dello Sport in cui dichiara :

Alla successiva domanda se lo scudetto sarebbe stato assegnato al Bologna giunto secondo Arpinati risponde come segue:

Le dichiarazioni di Arpinati destano molto clamore e soprattutto molti sospetti. Dato il personaggio e soprattutto ripensando a quanto accaduto due anni prima

all’epoca delle cinque finali, in pochi credono alla volontà del dirigente federale di volersi dimostrare sopra le parti. Quali sono le altre partite che avrebbero

falsato il corso del campionato? Probabilmente il gerarca si riferisce al pasticcio Pinasco in occasione della gara tra Bologna e Torino del 15 maggio.

Insomma a pagare saranno il Torino e Allemandi. E gli altri giocatori indagati: Rosetta, Munerati e Pastore e la Juventus, loro società d’appartenenza? Se la cavano

tutti con al massimo un “cicchetto”. Anche questo fatto desta più di un sospetto. Qualcuno avanza la teoria che Arpinati abbia preso una simile decisione favorevole

alla Juventus per contraccambiare un favore fattogli dal presidente bianco-nero Edoardo Agnelli che, esattamente il 2 maggio 1926 per conto del padre Giovanni, aveva

ceduto ad Arpinati l’intero pacchetto azionario degli Stabilimenti Poligrafici Riuniti, società editrice del Resto del Carlino, la celeberrima testata felsinea.

Il 21 novembre la sentenza diventa definitiva: Luigi Allemandi viene squalificato a vita, salvo poi essere amnistiato un anno dopo, l’indomani della conquista del

bronzo olimpico di Amsterdam, andando a vestire la maglia dell’Inter, guarda caso la società presieduta da Giovanni Mauro, l’allora capo degli arbitri, alla faccia

dei conflitti d’interessi del giorno d’oggi!

Allemandi non tornerà più sull’argomento. Solo nel 1976, poco prima di morire, confesserà al giornalista di “Stampa Sera” Carlo Moriondo:

A supporto della tesi del forte terzino lombardo interviene l’allora capitano granata Adolfo Baloncieri che, qualche anno dopo lascerà ai posteri
una frase sibillina:

In effetti non ci si spiega su che base Allemandi potesse pretendere il pagamento della seconda rata dell’inciucio pur essendo stato il migliore

in campo. Un’ipotesi è che lui fosse un semplice intermediario che dovesse risquotere magari al posto del giocatore che aveva aperto inspiegabilmente le gambe al

passaggio del tiro non irresistibile di Balacics, consentendo al Toro
di pareggiare.

Nonostante varie raccolte di firme per portare lo scudetto o a Torino, o a Bologna, quello del 1926-27 rimane ancora non assegnato. Accadrà la stessa cosa quasti

ott’antanni dopo e anche allora sono apparsi sui giornali articoli di questo tenore:

«Purtroppo il football ha assunto in qualche località aspetti diremo quasi industriali: le società sono organizzate come
grandi aziende, dove lo sport, che dovrebbe essere sempre sinonimo di cavalleria e di purezza, deve camminare a braccetto con l’interesse».

Era il 5 novembre dell’Anno del Signore 1927…

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE Facebooktwittergoogle_pluslinkedinrssyoutubeby feather