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L’ESORDIO AZZURRO NELLA COPPA INTERNAZIONALE

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Il debutto della nazionale azzurra nella neonata Coppa Internazionale avviene il 23 ottobre 1927 contro la Cecoslovacchia a Praga, in un campo dove nei due match precedenti siamo stati battuti. Gli azzurri, però, si recano in

Cecoslovacchia fiduciosi di poter far bene. Sono imbattuti da ben 5 gare e negli occhi dell’ambiente c’è ancora la splendida vittoria di Bologna contro la Spagna. Per

l’occasione Augusto Rangone ripropone l’interista Silvio Pietroboni e il bolognese Pietro Genovesi nel ruolo di mediani e fa debuttare il terzino vercellese

Zanello.

65: Praga (Sparta Platz) –domenica, 23 Ottobre 1927 – ore 14,00

CECOSLOVACCHIA–ITALIA 2-2 (CI. I ed. 1’a gara)

RETI: 28’ Libonatti (I), 32’ e 51’ Svoboda rig., 79’ Libonatti (I)

CECOSLOVACCHIA: Planicka, Perner, Seifert, Kolenaty, Kada (cap.), Hajny, Podrazil, Svoboda, Silny, Dvoracek, Kratochvil. C.T.: Hencl.

ITALIA: De Prà (Genoa) 14, Zanello (Pro Vercelli) 1, Caligaris (Casale) 27, Pietroboni (Inter) 2, Bernardini (Inter) 13, Genovesi (Bologna) 7, Munerati (Juventus) 3,

Baloncieri (Torino) 30 (cap.), Libonatti (Torino) 6, Cevenini III (Juventus) 27, Levratto (Genoa) 16. C.T.: A. Rangone.

ARBITRO: Langenus (Belgio)

SPETTATORI: 12.000

Sotto la pioggia e su un terreno che è un pantano, l’incontro è una autentica battaglia. L’ala destra ceca Podrazil in uno scontro con il difensore

del Bologna Genovesi, cade e si rompe la tibia. I nostri avversari rimangono in dieci. E solo il 12’. Al 31’ vantaggio azzurro con Libonatti, primo “oriundo” del

Torino “importato” dall’Argentina, ma la Cecoslovacchia pareggia subito con Svoboda. Sarà ancora il forte centrocampista ceco a portare in vantaggio i nostri avversari

al 7’ della ripresa su calcio di rigore. Gli azzurri non vogliono perdere questa occasione, soprattutto vista la superiorità numerica e al 34’ ancora Libonatti firma

il gol del definitivo pareggio per la nazionale guidata da Augusto Rangone.

Venti giorni dopo, all’indomani della clamorosa sentenza che ha revocato lo scudetto al Torino, la nazionale torna in campo a Bologna per affrontare l’Austria; contro

i giovani calciatori d’oltralpe viene confermato lo stesso undici che ha pareggiato in Cecoslovacchia.

66: Bologna (Stadio “Littoriale”) –domenica, 6 Novembre 1927 – ore 14,45

ITALIA–AUSTRIA 0-1 (CI. I ed. 2’a gara)

RETE: 44’ Runge

ITALIA: De Prà (Genoa) 15, Zanello (Pro Vercelli) 2, Caligaris (Casale) 28, Pietroboni (Inter) 3, Bernardini (Inter) 14, Genovesi (Bologna) 8, Munerati (Juventus) 4,

Baloncieri (Torino) 31 (cap.), Libonatti (Torino) 7, Cevenini III (Juventus) 28, Levratto (Genoa) 17. C.T.: A. Rangone.

AUSTRIA: Franzl, Rainer, Blum (cap.), Klima, Bilek, Schott, Siegl, Runge, Gschweidl, Walzhofer, Wessely. C.T.: H. Meisl.

ARBITRO: Prince Cox (Inghilterra)

SPETTATORI: 30.000

I giovani calciatori austriaci guidati in panchina da Ugo Meisl e privi dell’astro nascente Matia Sindelar interrompono la serie positiva degli

azzurri. E’ una sconfitta che fa male e che getta delle ombre sul lavoro di Rangone. Questa gara è l’ultima in azzurro di Federico Munerati. La forte ala bianconera

verrà accantonata, sebbene regalerà ancora momenti di calcio eccezionali. Comincia da Munerati la serie dei grandi talenti con un brutto rapporto con la maglia

azzurra.

Le polemiche innescate dalla sconfitta degli uomini allenati da Augusto Rangone passano immediatamente in secondo piano di fronte all’incredibile record ottenuto dall’avviatore De Bernardi che

nel cielo di Venezia raggiunge l’impensabile velocità di 500 km/h.

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