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CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1927-28: LA FASE ELIMINATORIA

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Naturalmente l’inizio del girone A, quello dei campioni uscenti del Torino, risente delle vicende nelle quali è coinvolta la società granata che tocca il picco più

basso di rendimento quando viene sconfitta per 3 a 1 dal sorprendente Brescia. All’indomani della sentenza i piemontesi reagiscono con rabbia infilando una serie di

vittorie con risultati talvolta roboanti come l’11 a 0 inflitto al Napoli, il 14 a 0 rifilato alla Reggiana e la vendetta per 11 a 0 contro le rondinelle lombarde.

Tanta rabbia agonistica porta i torinesi a vincere il girone realizzando 78 reti con il trio Baloncieri-Libonatti-Rossetti che ha festeggiato per ben 65 volte la

marcatura.

A contendere il primato ai campioni uscenti ci ha pensato il Genoa. I liguri, con ancora la stessa formazione campione nazionale, ma senza Garbut in panchina, ad

eccezione di Virgilio Levratto al posto del compianto Cesare Alberti, pagano a caro prezzo i due pareggi per 1 a 1 conseguiti contro il Milan, squadra sulla quale il

Torino invece si è imposto per 3 a 1 a Milano e 2 a 0 al Philadelphia. I rosso-blu hanno ben assorbito la partenza del tecnico inglese Garbut il cui posto è stato

preso da Renzo De Vecchi che svolge il doppio ruolo di allenatore-giocatore. In terza posizione giunge l’Alessandria che vive il proprio momento magico disponendo di

grandi attaccanti come Elvio Banchero, Renato Cattaneo e Giovanni Ferrari. I grigi mandrogni conservano l’imbattibilità casalinga togliendosi la soddisfazione di

sconfiggere il Torino per 3 a 1 e di battere 11 a 0 il Napoli e la Reggiana. Subito dietro e quindi ultima ad accedere al girone finale, troviamo il rinnovato Milan.

La prima a non qualificarsi è proprio il Brescia che sta mettendo in mostra alcuni giovani molto interessanti. Raggiungono la salvezza la Cremonese, il Padova del

giovane bomber Giovanni Vecchina e il Napoli in sensibile progresso rispetto alla disastrosa stagione precedente.

La classifica

POS. SQUADRA P. G. V. N. S. V. N. S. V. N. S. G.F. G.S.

1. TORINO 32 20 8 1 1 6 1 3 14 2 4 78 19

2. GENOA 29 20 8 2 0 5 1 4 13 3 4 44 21

3. ALESSANDRIA 28 20 8 2 0 4 2 4 12 4 4 59 20

4. MILAN 26 20 6 3 1 4 3 3 10 6 4 35 23

5. Brescia 21 20 7 0 3 2 3 5 9 3 8 30 37

6. Pro Vercelli 18 20 6 2 2 1 2 7 7 4 9 29 27

7. Cremonese 17 20 5 2 3 2 1 7 7 3 10 33 34

8. Padova 17 20 5 2 3 2 1 7 7 3 10 24 36

9. Napoli 15 20 4 3 3 1 2 7 5 5 10 23 54

10. Lazio 11 20 3 2 5 1 1 8 4 3 13 17 45

11. Reggiana 8 20 1 3 6 0 3 7 1 6 13 23 77

Pur non avendo un rendimento eccezionale, il Bologna riesce ad imporsi abbastanza agevolmente in un girone caratterizzato da molte novità. In

questo raggruppamento si sono presentate le matricole Roma e Pro Patria. Entrambe partono alla grande, dimostrando la bontà del loro impianto di gioco. La squadra

lombarda, la quale nel frattempo ha perso il tecnico Andras Kutik partito alla volta di Legnano, è formata da giovani promesse che, già alla prima giornata sul campo

del Bologna si fanno notare imponendo il pari per 1 a 1 alla più titolata squadra emiliana grazie ad un gol di un giovanissimo Mario Varglien, arrivato l’anno

precedente su segnalazione della vasta comunità dalmata residente a Busto Arsizio. Spirito di squadra, voglia di combattere, grinta e decisione sono fin da subito le

peculiarità della giovane compagine in maglia bianco blu, caratteristiche conservate intatte negli anni.

Dopo tre risultati positivi la Pro Patria entra in crisi inanellando una serie di cinque sconfitte che la relegano all’ultimo posto. La mancanza di un allenatore

professionista si fa sentire e il presidente Marcora decide di ingaggiare il tecnico ungherese Janos Beckey, provocando una grande lacerazione con gli altri soci i

quali nonavrebbero voluto accollarsi altri oneri finanziari.

Nato a Budapest il 27 gennaio 1889 Bekey, prima che stimato tecnico, è stato un grande centro-mediano dell’M.T.K. Budapest e della

nazionale magiara. Nel 1925 giunge a Vicenza chiamato dalla dirigenza berica nell’intento di risollevare le sorti della società precipitata nell’anonimato della II

divisione, paragonabile all’attuale serie C. Uomo severo, di tipico stampo austro-ungarico, Bekey si dimostra un gran lavoratore attento alla tattica e alla

preparazione fisica. Quando arriva alla Pro Patria egli trova l’ambiente adatto per esprimere il proprio credo calcistico fondato sull’ottima preparazione atletica di

cui godono i giovani ragazzi bustocchi guidati in questo dal marciatore olimpionico Carlo Speroni. Bekey reimposta tatticamente la squadra e i risultati non tardano a

venire. Nel girone di ritorno la Pro Patria ha un ruolino da primato vincendo cinque partite di fila tra cui quella in casa contro la Juventus. Il trainer ungherese

rimarrà aBusto Arsizio per tre anni distinguendosi anche per la sua attenzione riservata ai giovani. Si narra che la domenica mattina andasse in motocicletta a vedere

le partite dei ragazzi per trovare talenti da inserire nella Pro Patria. Lascerà il sodalizio lombardo nel 1931 per ritornare in Veneto. Vicenza, Verona e Venezia si

avvarranno delle sue prestazioni prima che ritorni nella Valle dell’Olona dove porrà le basi per la nascita di uno dei migliori vivai del calcio italiano.

Il campionato dell’altra matricola, la Roma, è molto più tranquillo. Gli uomini di Garbut partono bene ottenendo sei punti in quattro giornate, per poi avere un calo,

ma rimanendo sempre nelle posizioni centrali. Di questa prima stagione rimarranno le belle vittorie ottenute contro l’Internazionale e i pareggi contro la Juventus. Il

problema più grosso che la società ha dovuto affrontare riguarda il campo. Testaccio non esiste ancora, l’impianto della Rondinella appartiene alla Lazio e la società

giallo-rossa trova spazio al Motovelodromo Appio, una struttura poco adatta al gioco del calcio, soprattutto nei giorni di pioggia. Accade così che alla prima

giornata, una domenica piovosa, un camion preposto alla sistemazione del campo, si impantani, ritardando l’inizio della partita contro il Livorno di un’ora.

Ben più grave, tuttavia, è quanto accade il giorno di Santo Stefano quando una scossa di terremoto crea il panico tra gli spettatori, che sfondano la recinzione con

la conseguenza che alcune donne rimangono ferite.

Per il resto il girone si dimostra molto equilibrato e i felsinei, squadra dal rendimento comunque regolare, si impongono di tre lunghezze sul trio formato da

Juventus, Inter e Casale. I bianconeri hanno pagato la partenza del cannoniere Hirzer non surrogato completamente da Cevenini che inizia a sentire il peso degli anni.

L’Inter, dal canto suo, deve inserire il giovanissimo Meazza, giocatore di personalità, ma non ancora in grado di dare quanto Povolny e Cevenini. I milanesi stanno

investendo sul futuro e dispongono di giovani molto interessanti come Silvio Pietroboni ed Enrico Rivolta destinati ad imporsi pure in azzurro. Assieme alle due

grandi giunge anche il Casale trascinato in difesa dal talento di Umberto Caligaris e in attacco dai guizzi di Migliavacca e dagli ultimi sprazzi di classe di Angelo

Mattea, l’ultimo eroe dello scudetto dei nero-stellati. La prima delle escluse è il Modena dei vari Dugoni, Mazzoni e Rier. L’attaccante trentino vive il suo momento

migliore dimostrandosi un grande realizzatore, prima di lasciare Modena per vestire le maglie di Lazio, Juventus, dove si sposterà dall’attacco al centrocampo e

Brescia.

Detto delle sorprese Pro Patria e Roma, la vera delusione è stato il Livorno del grande Mario Magnozzi. Partiti Giovanni Vincenzi e Alfredo Pitto, la mezz’ala è

rimasta da sola a predicare calcio di alto livello nella città labronica. Tuttavia dare la palma di delusione alla squadra toscana in maglia amaranto è falso; partita

con grandi ambizioni la Dominante di Genova, nata dalla fusione dell’Andrea Doria e della Sampierdarenese, ha disputato un torneo al quanto deficitario. Ad un

rendimento appena sufficiente tra le mura amiche – l’ostico campo della Cayenna ha conservato la sua legge – ha fatto da contr’altare un rendimento pessimo in

trasferta che ha permesso loro di precedere il solo Hellas Verona che ha chiuso malinconicamente in ultima posizione.

La classifica

POS. SQUADRA P. G. V. N. S. V. N. S. V. N. S. G.F. G.S.

1. BOLOGNA 27 20 7 3 0 3 4 3 10 7 3 44 16

2. JUVENTUS 24 20 7 2 1 2 4 4 9 6 5 37 24

3. CASALE 24 20 6 3 1 2 5 3 8 8 4 35 25

4. INTER 24 20 8 1 1 1 5 4 9 6 5 40 32

5. Modena 22 20 5 4 1 2 4 4 7 8 5 39 28

6. Novara 21 20 6 3 1 2 2 6 8 5 7 28 29

7. Pro Patria 20 20 5 3 2 3 1 6 8 4 8 30 34

8. Roma 18 20 5 4 1 1 2 7 6 6 8 31 30

9. Livorno 17 20 7 0 3 0 3 7 7 3 10 32 37

10. La Dominante 14 20 3 5 2 1 1 8 4 6 10 26 40

11. Verona 9 20 2 4 4 0 1 9 2 5 13 21 66

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