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CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1927-28: IL GIRONE FINALE DALLA 3a ALLA 7a GIORNATA

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In un clima di euforia generale il campionato riprende la sua corsa con la trasferta del Torino suol terreno del Bologna, mentre il Genoa va a far

visita alla Juventus.

3’a giornata: domenica 1 aprile 1928

Bologna-Torino 1-1

Casale-Milan 2-2

Inter-Alessandria 4-3

Juventus-Genoa 6-1

CLASSIFICA:

Torino 5; Genoa e Milan 4; Alessandria e Bologna 3; Inter e Juventus 2; Casale 1.
Il Torino esce imbattuto dal “Littorio” di Bologna e rimane da solo al comando approfittando della rovinosa caduta del Genoa sul campo della

Juventus, trascinata da un Cevenini finalmente degno della sua fama e del pareggio strappato con i denti dal Milan sul campo di un Casale deciso a non recitare il

ruolo di semplice comparsa alla corte delle grandi. Risorge anche l’Inter vittoriosa in un’autentica battaglia contro l’Alessandria, alla quale non bastano due reti

nel finale di Giovanni Ferrari e Renato Cattaneo per uscire imbattuta da Milano.

4a giornata: domenica 8 aprile 1928

Genoa-Milan 2-2

CLASSIFICA:

Genoa, Milan e Torino 5; Alessandria e Bologna 3; Inter e Juventus 2; Casale 1.

Solo Genoa e Milan, i cui organici non sono stati toccati dalla mini tourné della nazionale nella penisola iberica, scendono in campo per disputare

la quarta giornata di campionato. Ne esce un pareggio che permette ad entrambe di affiancare il Torino in vetta alla classifica. I liguri si rammaricano per aver

subito il gol del pari a 13 minuti dal termine per mano di Piero Pastore. La punta veneta, dopo essere stato uno dei artefici dello scudetto juventino del 1926, si sta

rivelando un autentico trascinatore anche dei rosso-neri.

Intanto gli azzurri partono per la lusitania dove affrontano la prima delle ultime due gare amichevoli prima delle Olimpiadi di Maggio in Olanda.

Durante la settimana l’opinione pubblica viene scossa da quanto accade il 12aprile alla Fiera Campionaria di Milano. Vittorio Emanuele III, in procinto di recarsi ad

inaugurarla, poco
prima del passaggio del corteo regale viene coinvolto in un attentato. In piazza Giulio Cesare un ordigno causa venti morti e quaranta feriti. Il Re ne esce illeso, ma

resta molto turbato.

69: Oporto (Campo do Ameal) –domenica, 15 aprile 1928 – ore 15,30

PORTOGALLO–ITALIA 4-1 (Am.)

RETI: 20’, 27’ Mota, 38’ Libonatti (I), 57’ Pepe Soares, 77’ Mota

PORTOGALLO: Roquete, Alves, J. Vieira (cap.), Oliveira, A. Silva, Matos, Mota, Ramos (Pepe Soares), V. Silva, Armando Martins, J. Martins. C.T.: C. de Oliveira.

ITALIA: Gianni (Bologna) 2, Caligaris (Casale) 31, F. Gasperi (Bologna) 1, Pietroboni (Inter) 6, Gandini (Alessandria) 6, Janni (Torino) 13, L. Conti (Inter) 25,

Baloncieri (Torino) 33 (cap.), Libonatti (Torino) 10, Rossetti (Torino) 5, Levratto (Genoa) 20. C.T.: A. Rangone.

ARBITRO: Christophe (Belgio)

Contro il Portogallo la nazionale azzurra subisce una brutta battuta d’arresto che stride maggiormente se confrontata con la grande vittoria di

venti giorni prima contro l’Ungheria. Gli esperimenti fatti dal tecnico Rangone, l’inserimento dei bolognesi Gianni e Gasperi e il ritorno dell’alessandrino Gandini e

del granata Janni, non hanno funzionato e in questo modo si riapre l’eterna questione inerente alla discontinuità della squadra azzurra.

La sconfitta della nazionale di calcio chiude una giornata per certi versi storica per tutto lo sport italiano. Per
i giovani, questa domenica e quella del 14 maggio, nonostante forti opposizioni della Chiesa, l’Opera Nazionale Balilla converge ed estende le attività ginniche

sportive e di educazione fisica, a tutta la gioventù scolastica. A presiedere le varie federazioni è il CONI, creato espressamente per coordinare tutte le discipline

a livello prima dilettantistico poi professionistico, con risultati subito palesi: in pochi anni dai vivai usciranno atleti di livello mondiale.

Nel contempo vengono soppresse le associazioni cattoliche degli esploratori, quella dei Boy scout, lasciando in vita esclusivamente quelle tipicamente cattoliche di

chiesa, ma solo in località con più di ventimila abitanti. In questo modo il regime intende evitare l’egemonia del prete nei piccoli centri.

Con il morale sotto le scarpe, ma con la voglia di rifarsi, gli azzurri si recano in Spagna per affrontare una nazionale iberica desiderosa di riscattare la netta

batosta subita a Bologna l’anno precedente. Rientrano in squadra Giovanni De Prà, Delfo Bellini, Fulvio Bernardini e il giovane Enrico Rivolta.

70: Gijon (El Molinon) –domenica, 22 aprile 1928 – ore 15,30

SPAGNA–ITALIA 1-1 (Am.)

RETI: 15’ Quesada rig. (S), 66’ Libonatti

SPAGNA: Zamora (cap.), Quesada, Portas, Prats, Gamborena, Roberto, Adolfo, Goiburu, Samitier (Errazquin), Carmelo, I. Aguirrezabala. C.T.: D.J. Berraondo Insausti.

ITALIA: De Prà (Genoa) 18, Bellini (Genoa) 7, Caligaris (Casale) 32, Pietroboni (Inter) 7, Bernardini (Inter) 16, Janni (Torino) 14, Rivolta (Inter) 2, Baloncieri

(Torino) 34 (cap.), Libonatti (Torino) 11, Rossetti (Torino) 6, Levratto (Genoa) 21. C.T.: A. Rangone.

ARBITRO: Mercet (Svizzera)

L’aver inserito uomini d’esperienza e di classe ha cambiato il volto dell’Italia brava a non farsi travolgere all’inizio della gara quando Quesada

ha portato in vantaggio i suoi e a reagire arrivando al meritato pareggio grazie al solito Giulio Libonatti, che vive uno stato di grazia eccezionale diventando il

vero punto di riferimento di tutta la squadra.

Ora il campionato riprende per fermarsi solamente alla fine del girone d’andata, quando gli azzurri si recheranno in Olanda per disputare le Olimpiadi.

5’a GIORNATA: domenica 29 aprile 1928

Bologna-Genoa 3-1

Casale-Juventus0-2

Milan-Inter 1-2

Torino-Alessandria 3-3

CLASSIFICA:

Torino 6; Bologna, Genoa e Milan 5; Alessandria, Inter e Juventus 4; Casale 1.

La ripresa del campionato prevede la disputa del derby di Milano. Si gioca a San Siro, in casa del Milan capolista e grande favorito. Tuttavia come

accadrà spesso nelle stracittadine la squadra più debole sulla carta prevale; in questo modo l’Inter ridimensiona i cugini e si rimette in corsa. La stessa cosa accade

a Bologna dove i padroni di casa schiantano il Genoa. Pur non vincendo, il Torino si trova da solo al comando, mentre il giudice sportivo riporterà in quota la

Juventus, sconfitta sul campo a Casale grazie ad un’autorete di Barale.

RECUPERO 4a GIORNATA: domenica 6 maggio 1928:

Alessandria-Casale 5-1

Inter-Bologna 3-1

Juventus-Torino 1-4

Classifica:

Torino 8; Alessandria e Inter 6; Genoa e Milan 5; Bologna e Juventus 4; Casale 1.
Una tripletta di Libonatti schianta la Juventus nel derby e i granata vanno in fuga. Tra le inseguitrici si fa notare l’Internazionale alla sua

terza vittoria consecutiva candidandosi a recitare un ruolo da protagonista. L’Alessandria, a sua volta, batte pesantemente il Casale mettendo in luce tutta la

debolezza della squadra nero-stellata, nonostante l’apporto di giocatori come Caligaris e Migliavacca.

6’a GIORNATA: domenica 13 maggio 1928

Casale-Inter 1-3

Genoa-Torino 2-1

Juventus-Bologna 1-1

Milan-Alessandria 3-0

CLASSIFICA:

Inter e Torino 8; Genoa e Milan 7; Alessandria e Bologna 6; Juventus 5; Casale 1.
Il Genoa ferma la corsa del Torino, si riavvicina alla vetta e permette alla giovane Inter di assaporare il gusto del vertice, sebbene in

coabitazione con i granata. Un Pietro Pastore devastante riporta in scia il Milan e ridimensiona le velleità di primato dell’Alessandria.

7’a GIORNATA: giovedì 17 maggio 1928

Alessandria-Genoa 5-1

Bologna-Casale 7-0

Inter-Juventus 1-4

Torino-Milan 3-0

CLASSIFICA:

Torino 10; Alessandria, Bologna e Inter 8; Genoa, Juventus e Milan 7;Casale 1.
Torino batte Milano! Questo è il responso emerso dal confronto incrociato tra le compagini piemmontesi e quelle meneghine. I granata tornano così al

comando da soli, mentre la Juventus ridimensiona Meazza e compagni. I nerazzurri vengono raggiunti al secondo posto dalla coppia formata da Alessandria e Bologna

reduci da due pesanti vittorie casalinghe. Fa scalpore infatti il crollo del Genoa sul campo dei grigi. Per De Vecchi e compagni lo scudetto della stella si allontana

sempre di più.

Ora tutti hanno più di un mese di tempo per riflettere su quanto fatto dato che la nazionale sta partendo per Amsterdam. Della bella avventura olimpica dei nostri

giocatori parleremo nel prossimo capitolo.

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