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LO SMEMORATO DI COLLEGNO

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Mentre termina la prima fase del torneo nazionale di calcio, l’opinione pubblica è colpita da un articolo apparso sulla Stampa di Torino il cui titolo recita:

A che cosa si riferisce il giornale torinese con tanta enfasi? Qualche giorno prima, nel manicomio di Collegno, Giulia Cannella, figlia di una delle famiglie benestanti di Verona, ha riconosciuto il marito Giulio, ex docente universitario, disperso durante la prima guerra mondiale. Da circa un anno, lo stesso, si trova rinchiuso nella clinica psichiatrica piemontese dopo essere stato arrestato a Torino in pieno stato confusionale mentre tentava di rubare un vaso in un cimitero. La decisione di rinchiuderlo in manicomio è stata presa in quanto l’uomo non è stato in grado di fornire le proprie generalità. Fin dai primi momenti è stato chiaro che si trattava di una persona estremamente colta e ben educata. Il 10 febbraio gli inquirenti torinesi fanno pubblicare sulla Domenica del Corriere, nella rubrica “Chi li ha visti” la foto delluomo. A fine mese Giulia Cannella, che ha sempre creduto nel ritorno del marito, chiede di poter effettuare il riconoscimento. Nel giro di qualche giorno, dopo vari incontri svolti senza che il paziente fosse a conoscenza del motivo dei medesimi, l’uomo sembra riconoscere la donna e soprattutto ricorda di avere due figli di cui ricorda addirittura i nomi. Nel giro di qualche giorno viene terminata l’identificazione e l’uomo è pronto a lasciare Collegno per tornare a Verona.

Una lettera anonima pervenuta alla questura di Torino, complica tuttavia le cose. Nella missiva si afferma che luomo in questione sarebbe un certo Mario Bruneri, anarchico con varie pendenze penali a suo carico. Dopo alcune indagini, il 6 marzo la polizia provvede a tradurre l’uomo in carcere per fargli scontare la condanna. Due giorni dopo i Bruneri iniziano il riconoscimento. Il 10 marzo a Roma vengono inviate le impronte digitali dell’uomo, le quali attestano che la persona in questione si tratta proprio di Mario Bruneri.

L’11 marzo l’Agenzia Stefani, organo di censura e voce del Partito Fascista, dirama Data la provenienza, questo comunicato induce tutti i principali quotidiani a schierarsi per la tesi Bruneri. Tali direttive, conosciute come veline, devono essere eseguite. In realtà sta per iniziare una vicenda mediatica destinata a durare per anni con l’opinione pubblica, seguendo le migliori tradizioni italiche, pronta a dividersi in Bruneriani e Canelliani.

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