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ESPLODE IL CASO PINASCO

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Il successo della nazionale italiana contribuisce a far aumentare l’entusiasmo attorno al fenomeno calcio pronto a vivere la volata per lo scudetto.

Si ricomincia col derby di Torino, vinto all’andata dai bianco-neri. Il conte Marone, presidente del Toro, stavolta ci tiene a fare bella figura e scommette una cena col “collega” Edoardo Agnelli. Arbitro della scommessa il Principe di Piemonte, nientemeno. Prima di partire per l’estero il
signor conte si raccomanda:

Nella vita, purtroppo, c’è sempre qualcuno
che prende le cose alla lettera e Marone se ne renderà ben presto conto a sue spese!

6’a GIORNATA: domenica 5 giugno 1927

Bologna-Genoa 1-0

Inter-milan 1-2

Torino-Juventus 2-1

CLASSIFICA:

Torino 10; Bologna 9; Juventus 7; Genoa e Milan 5; Inter 4.

La Juventus scende in campo priva della stella ungherese Hirzer e il Torino è convinto di avere vita facile, ma vediamo cosa ci racconta il giornalista della Gazzetta dello Sport Bruno Roghi.

Un minuto prima dell’intervallo il polano Antonio Vojak riapre il campionato portando in vantaggio la Juventus. La ripresa inizia con i veementi attacchi granata che raggiungono il pareggio grazie ad un calcio di punizione trasformato da Mihali Balacics, bravo e fortunato nel far passare la palla tra le gambe divaricate dello juventino Virginio Rosetta. Ad un quarto d’ora dal termine avviene la svolta della gara: Piero Pastore perde la testa e si fa cacciare dal campo. Logica conseguenza di tutto questo è il gol decisivo col quale Libonatti ipoteca lo scudetto per i suoi.

Il Bologna è a tre punti di distanza, mentre i cugini ne hanno addirittura cinque di distacco eduna gara in più.

Intanto anche l’Inter deve lasciare ogni speranza di vittoria finale dopo la sconfitta nel derby. L’unica rivale rimane proprio il Bologna capace di piegare il Genoa.

Dura poco la festa in casa granata: in settimana in sede arriva un telegramma che ha il sapore della burla, ma che invece si rivelerà una mazzata per il “Toro. Davanti alla CITA, l’allora organo di giustizia sportiva, l’arbitro Pinasco, quello che ha arbitrato il match del 15 maggio tra i piemontesi e il Bologna non convalidando ai felsinei un gol presunto, misteriosamente dichiara di aver ammesso un errore tecnico creando i presupposti per l’annullamento e per la ripetizione della gara prevista per il 3 luglio, esattamente una settimana prima del termine del torneo. A questo punto lo scudetto torna in bilico, in quanto il vantaggio di Baloncieri e compagni si riduce ad un solo punto sul Bologna e a tre sulla Juventus, la quale può nutrire qualche remota speranza di riconfermare il titolo conquistato l’anno precedente.

La decisione fa scalpore. Carlin, storica firma del Guerin
Sportivo, scrive:

La reazione dei massimi vertici federali, invece, rimane ufficialmente sconosciuta. L’impressione è che lo stesso Leandro Arpinati non abbia gradito affatto il gentile omaggio al “suo” Bologna, proprio nel momento in cui mezza Italia, a causa del trasferimento della Federcalcio a Bologna, lo accusa di “essersi portato il lavoro a casa.” Di fatto il Resto del
Carlino, di cui lo stesso Arpinati, come si direbbe oggi, è azionista di riferimento, dà pochissimo rilievo alla ripetizione della partita, nonostante l’importanza
della gara.

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