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ADOLFO BALONCIERI RACCONTA IL SUCCESSO SULLA SPAGNA

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La sfida contro la Spagna diventa un avvenimento da propagandare come solo il regime sa fare e la partita diventa un evento mondano al quale partecipano il Re Vittorio Emanuele III, l’Infante di Spagna Don Alfonso, il Cardinale Nasalli Rocca e altre autorità in un tripudio di folla festante che in questo modo dimentica per un momento le difficoltà economiche in cui si dibatte.

Mussolini infatti ha deciso di adottare una politica economica tesa a rivalutare la lira nei confronti della Sterlina che al momento è la moneta di riferimento. Ciò però comporta un brusco calo delle esportazioni e per riequilibrare la bilancia commerciale vengono bloccate le importazioni di materie prime.

Contemporaneamente il governo si impegna in un’opera di convincimento tesa a far digerire ai lavoratori necessari tagli ai salari.

Proprio in questo contesto arriva la formazione iberica, avversaria al nostro livello con la quale si sono sempre disputate gare equilibrate e agonisticamente molto maschie. Per l’occasione Rangone decide di dare spazio al blocco del Bologna facendo esordire dal primo minuto il portiere Mario Gianni, il mediano Giordani e richiamando Pietro Genovesi e Giuseppe Della Valle. Rientrano anche in squadra il terzino interista Delfo Bellini e l’ala bianconera Federico Munerati. Il sogno è sempre il medesimo: violare la porta di Zamora.
64: Bologna (Stadio “Littoriale”) –domenica, 29 maggio 1927 – h. 16,15

ITALIA–SPAGNA 2-0 (Am)

RETI: 31 Baloncieri, 50’ Prats (aut.)

ITALIA: Gianni (Bologna) 1, Bellini (Inter) 6, Caligaris (Casale) 26, Genovesi (Bologna) 6, Bernardini (Inter) 12, Giordani (Bologna) 1, Munerati (Juventus) 2, Baloncieri (Torino) 29 (cap.),
Libonatti (Torino) 5, Della Valle (Bologna) 16, Levratto (Genoa) 15. C.T.: A. Rangone.

SPAGNA: Zamora (cap.), A. Olaso, Zaldua, Prats, Gamborena, Peña, Sagarzazu, L. Regueiro, Yermo, Echeveste, L. Olaso. C.T.: Commissione tecnica federale.

ARBITRO: Rous (Inghilterra)

SPETTATORI: 60.000
Abbiamo già accennato alla grandezza del portiere spagnolo ritenuto praticamente imbattibile, ma a questo punto ci sembra il caso di lasciare idealmente la parola a chi l’ha davvero affrontato; riviviamo il match e le attese attraverso il racconto dell’l’allora capitano azzurro Adolfo Baloncieri:

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