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LE ULTIME RECITE AZZURRE DI RENZO DE VECCHI

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Intanto torna in campo la nazionale in un’importante amichevole casalinga contro l’Ungheria. C’è da vendicare la brutta

umiliazione subita otto mesi prima.
Non c’è Baloncieri sostituito dal rientrante Luigi Cevenini e non vi sono nemmeno i genoani Barbieri e Burlando

avvicendati rispettivamente dai felsinei Genovesi e Baldi.

48: Milano (Campo Milan, viale Lombardia) –domenica, 19 gennaio 1925

ITALIA–UNGHERIA 1-2 (Am.)

RETI: 17’ L. Conti (I), 27’ Spitz, 78’ Takacs II

ITALIA: De Prà (Genoa) 7, Caligaris (Casale) 13, R. De Vecchi (Genoa) 42 (cap.), Genovesi (Bologna) 3, Baldi (Bologna) 3,

Aliberti (Torino) 11, L.
Conti (Inter) 9, Cevenini III (Inter) 19, Della Valle (Bologna) 7, Magnozzi (Livorno) 6, Levratto (Hellas Verona) 6. C.T.:

Commissione tecnica della lega.

UNGHERIA: Zsak, Fogl II, Fogl III, Fuhrmann, Kleber, Blum (cap.), Remay III (30’ Kautzky), Takacs II, Orth, Spitz, Kohut.

ARBITRO: Slawik (Francia)

SPETTATORI: 18,000

Il numerosissimo pubblico accorso assiste alla veemente partenza dell’Italia culminata con il gol di

Leopoldo Conti. L’Ungheria, però, reagisce da grande
squadra e dopo dieci minuti si riporta in parità. Nella ripresa, complice anche l’opaca prestazione di Fioravante Baldi, i

magiari prendono in mano le redini dell’incontro e a 12 minuti dal termine realizzano il gol vittoria con Tacacs. Nel clan

azzurro la delusione è tanta in quanto si comprende di essere di fronte ad un ottimo gruppo di giocatori incapace però di

compiere il salto di qualità necessario per insediarsi tra le prime nazioni mondiali.

In ambito politico, nel frattempo le cose sembrano prendere la giusta piega. Ottenuta la fiducia e modificato

l’organigramma governativo, seguono altri provvedimenti come quelli riguardanti la Borsa, dove dal 26 febbraio, la nomina

dei singoli agenti è subordinata all’approvazione del governo. Inoltre gli acquisti si fanno con un minimo del 25% in

contanti, decisione che provoca il generale ribasso azionario, il rialzo dei cambi e la svalutazione della lira. Nello

stesso giorno sono chiusi 95 circoli, 25 organizzazioni “sovversive sospette”, 120 gruppi e associazioni

“anticostituzionali”, 150 esercizi pubblici considerati “ritrovi”; vengono arrestati 111 “sovversivi” ed effettuate 655

perquisizioni domiciliari. Inoltre sono sottoposte ad accurati controlli tutte le 611 reti telefoniche, i 4433 posti

pubblici, spulciati uno ad uno i 145.797 abbonati cercando di sapere chi sono, cosa fanno e a quale partito politico

appartengono. Vengono sciolte tutte le sedi di riunione d’operai creando un unico organismo sotto il diretto e totale

controllo del partito fascista, il Dopolavoro, OND.

Tutte queste decisioni sono il frutto del lavoro impostato proprio da Rocco che il 14 gennaio ha preparato in 11 giorni,

2376 decreti legge; tra questi
ricordiamo quello che adibisce lisola di Lipari a confino per una serie di reati politici.

Alcuni oppositori riparano all’estero per iniziare in clandestinità una campagna antiregime che durerà venti anni. Molti

di loro moriranno in esilio, altri nel ’45 rientreranno in Italia per assumere importanti cariche
politiche. Le basi di vent’anni di regime sono state così gettate. D’ora in poi inizierà un lungo processo di

trasformazione del popolo nazionale che lo si vuole ordinato, istruito, forte fisicamente e combattivo.

Lo sport, quindi, assume un ruolo di primaria importanza nei programmi di Mussolini che vi vede anche
un valido veicolo per distrarre la popolazione e per portare in alto l’immagine internazionale della nazione.

È appena iniziata la primavera quando a Torino è nuovamente di scena la nazionale contro la Francia. La sconfitta contro

l’Ungheria ha convinto la commissione tecnica a portare qualche novità in organico. Ritorna in squadra Gianpiero Combi e

vengono fatti esordire il mediano del Padova Fayenz e soprattutto Fulvio Bernardini. Anche quest’anno il forte giocatore

della Lazio si sta distinguendo come bomber eccezionale, ma i tecnici, vista la sua intelligenza tattica, decidono di

schierarlo nel ruolo di centro-mediano. Si tratta del primo giocatore appartenente ad una squadra centro-meridionale che

ha avuto l’onore di vestire la maglia azzurra.

49: Torino (Campo Juventus F.C., corso Marsiglia) –domenica, 22 marzo 1925

ITALIA–FRANCIA 7-0 (Am.)

RETI: 4’ L. Conti, 47’ Baloncieri, 52’ Levratto, 59’ Baloncieri, 65’ and 78’ Moscardini, 88’ Levratto

ITALIA: Combi (Juventus) 2, Caligaris (Casale) 14, R. De Vecchi (Genoa) 43 (cap.), Barbieri (Genoa) 17 (s.t.: Bigatto

(Juventus) 1), Bernardini (Lazio) 1, Fayenz (Padova) 1, L. Conti (Inter) 10, Baloncieri (Alessandria) 18, Moscardini

(Pisa) 9, Cevenini III (Inter) 20, Levratto (Hellas Verona) 7. C.T.: Commissione tecnica della Lega.

FRANCIA: Cottenet, Wallet, Vignoli, Thédie, Bel, Bonnardel, Liminana, Accard, Bardot, Bloquel, Pozo. C.T.: Commissione

tecnica federale.

ARBITRO: Retschury (Austria)

L’Italia parte subito alla grande passando in vantaggio ancora una volta con Leopoldo Conti. I francesi

si riorganizzano e riescono a resistere agli attacchi
azzurri magistralmente orchestrati dall’esordiente Fulvio Bernardini, subito a suo agio nel nuovo ruolo di centro-mediano.

Nel secondo tempo si registra un altro esordio: il capitano della Juventus Carlo Bigatto sostituisce Ottavio Barbieri. Non

si tratta di un atleta giovanissimo, in quanto il giocatore riconoscibile per il suo buffo copricapo munito di

paraorecchie difendeva egregiamente i colori bianco-neri già prima della guerra, ma la sua dedizione hanno convinto i

tecnici a dargli questa possibilità. Quasi come fosse un segno del destino, il secondo tempo si trasforma in un’apoteosi

per i nostri e in un calvario per i galletti costretti a raccattare la palla per altre sei volte dalla loro porta. Si

chiude con un altisonante 7 a 0.

Questa partita, che ha visto l’esordio di molti calciatori, segna la conclusione della carriera azzurra di Renzo De

Vecchi. A 32 anni, e dopo 43 gare, il
fortissimo terzino decide di chiudere qui la sua avventura con la nazionale. Mentre termina la leggenda di De Vecchi, inizierà quella di Fulvio Bernardini che proseguirà anche dopo la carriera agonistica con risultati ancor più soddisfacenti.

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